L'indagine di Italia Oggi. "Boom di rapporti a tempo determinato", titola Italia Oggi. E' quanto emerge da un rapporto che ha elaborato i dati dell'Inail relativi al periodo 2002 - 2005. Dal quadro si evince, sottolinea il quotidiano, che in tutti gli anni presi in considerazione, i posti di lavoro crescono:
914.657 sono i nuovi lavoratori registrati nel 2002; 608.869 nel 2003; 558.895 nel 2004 e al 19 ottobre 2005, 950.447.
Fino al 2005 si tratta per lo più di nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato, mentre per quest'anno l'andamento cambia: il dato parziale registra la creazione di 53.735 nuovi posti a termine e di 896.712 a tempo indeterminato.
In percentuale significa che dal 2004 al 2005, sul totale dei nuovi posti di lavoro di quest'anno (950.447), i rapporti a termine hanno avuto un incremento del 29,12%: un terzo delle nuove assunzioni, dunque, riguarda un contratto flessibile.
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Pochissime le assunzioni. Di contro, la percentuale delle stabilizzazioni è piuttosto bassa: il 6,5% degli ex collaboratori ha infatti oggi un contratto a tempo indeterminato e il 6% è invece stato assunto a tempo determinato, mentre infine un altro 5% ha un contratto di lavoro in somministrazione o a contenuto formativo. E un 7,3%, infine, soprattutto donne e lavoratori meridionali, è stato espulso dal mercato del lavoro: non lavora più, o lo fa in nero.
Orario lungo, retribuzioni basse. E infatti a fronte di un orario di lavoro che supera ampiamente le 38 ore settimanali, soprattutto nel privato, il 46% dei collaboratori ha una retribuzione inferiore a 1.000 euro al mese. Tra questi, poco meno di un quarto guadagna meno di 800 euro.