no no,per me le va bene che le facciano su temi di una certa importanza
- nome
- collocazione europea
- simbolo
- colori del partito
- dirigenti
ovvio che se continuano a decidere i dirigenti DS o DL non si avrà niente di nuovo...


no no,per me le va bene che le facciano su temi di una certa importanza
- nome
- collocazione europea
- simbolo
- colori del partito
- dirigenti
ovvio che se continuano a decidere i dirigenti DS o DL non si avrà niente di nuovo...


Hai detto "aprirsi alla società civile.."
Fuocherello, cominciate a vedere......
Il gigantesco problema che avete consegue dal deragliamento di una società che non ha più punti di riferimento, non ha patto sociale, non ha valori nella vota civile. Non è il PD che non riesce a gestirsi, è una società civile deragliata.
Una società che è divenuta: a) una giungla dove tutto e il contrarrio di tutto è permesso; b) con una tolleranza totale per il delitto, per l'incapacità, dei politici che vengono tollerati nonostante tutti i loro fallimenti; c) ove è SPARITO IN CONFINE NECESSARIO FRA LEGALITA E ILLEGALITA'...
Con una società simile non avrete niente di risolto, essa è gestita dai quattro dittatori: Confusione, Rassegnazione, Allegra Gestione, Irresponsabilita'..
IL PROBLEMA E’ SOCIALE …..
(quello politico ne é la conseguenza)
Cerco di condensare il problema sociale, come é visto da un emigrato. E mi chiedo: “se ne accorgeranno gli Italiani, che preferiscono concentrarsi sulle lotte tra Guelfi (dstr) e Ghibellini (snst) ?”
La scelte della società italiana, degli ultimi 20 anni (le più evidenti). Nel Paese ove la tradizione della flessibilità totale, dell’ adattamento facile, non é equilibrata dal necessario rigore, da chiari interessi nazionali, dal lavoro efficiente; ove non esiste più la riflessione attenta (anche per le troppe emergenze) né l’ onestà nella vita sociale (ci puo’ essere l’ onestà, in un Paese ove la giustizia é vicina al bloccaggio ?), il ruzzolone verso il terzo mondo é scontato. Ma anche rapido, visto che l’ assenza di riflessione non permette di definire le contromisure necessarie ed urgenti, visto che chi ha un ruolo nelle istituzioni ha tutta la latitudine per considerarlo un impegno o ....... uno sport......
In un Paese ove la corruzione viene diffusa nelle istituzioni o nelle imprese come un condimento necessario ad insaporire meccanismi arrugginiti (lo sono per incapacità), le evoluzioni degli ultimi 20 anni sono state rapide e negative. Eccone i contorni:
- si nota spesso una diversa mentalità, ma anche una diversa valutazione dei fatti italiani, fra emigrati e residenti. Possibili ragioni per cio':
a) il fatto che gli emigrati vivono spesso in strutture sociali che funzionano; b) essi sono spesso abituati a vedere, nella società in cui si trovano, i fatti e non le chiacchiere della Commedia dell' Arte Politica Italiana.
- la tradizione italiana "adattati a tutto, anche al peggio; non cercare di aggiustare nel sociale quello che non funziona, chissene.." ha fatto si che si siano accumulati nei decenni quintali di problemi;
- a causa del punto precedente, ma anche perché gli interessi nazionali non esistono più (degrado aiutando), sostituiti dagli interessi di bottega o di clans, si é persa l' abitudine, da decenni, di riflessioni lucide, obiettive, per cercare le soluzioni a problemi sociali. Si preferiscono piuttosto le lotte tra Guelfi (dstr) e Ghibellini (snst). Più interessanti.......
- si vorrebbe che fosse creata occupazione, giusto. Ma quale imprenditore inizierebbe un' attività in una società che non funziona ? nella società dell' incerto e del confuso, ove la verità e la certezza sono state seppellite, dopo l' aggressione subita ? Gli aggressori, mai combattuti, sono tanti, ma i più pericolosi sembrano: a) la cappa di menzogne, false verità, improvvisazioni, irresponsabilità, incapacità, doppio o triplo linguaggio, ipocrisia, nella vita sociale; b) lo sparito interesse per l' impegno ed il lavoro di qualità in tanti contesti che sono stati lottizzati.... c) il seppellimento dei valori di riferimento (in altri Paesi) nella vita sociale, ben rimpiazzati dagli interessi di parte. I quali sono in genere ben conosciuti, salvo che possono cambiare ad ogni giro di vento...
- il gran numero di problemi irrisolti, e i tentativi di clans e cordate di risolverli solo con un taglio privato, ma non per tutti, ha portato allo scenario attuale: una ex-società, sostituita da clans e parrocchie, sotto l' imperio dei quattro dittatori; Confusione, Rassegnazione, Irresponsabilità e Allegra Gestione.
Cio' che non si dice, sembrerebbe: una società scassata non puo' sostenere un economia vigorosa, ma gli mette il piombo sulle ali... Inoltre : una società lottizzata ammazza l' impegno e il lavoro di qualità...
La somma di tanto andare, in Europa, si chiama INEFFICIENZA. In Italia, IL SISTEMA......
I GAPs della società italiana rispetto alla U.E.. Sono tanti, oggi; e sono andati aumentando negli ultimi 20 o trent’anni. Fra gli aspetti spiacevoli della società italiana, c’é anche:
- il menefreghismo dei cittadini, abituati, nel sociale, a non approfondire, non prendere iniziative, lasciar correre;
- la diffusione dei N.C.I (nuovi comport. italiani) porta alla incapacità della valutazione sociali lucide. Ci si é abituati all’ immobilismo, cioé ad accettare tutto, anche il peggio.
- l’ inpossibilità in tale scenario di individuare le misure correttive necessarie e urgenti, in pratica spinge il Paese a........ accettare il bloccaggio del sistema Italia, con il rischio di entrare nel III mondo, senza fare alcunché per combattere la tendenza.
Come conclusione, direi, ci sono oggi due sviluppi possibili:
- non trattare il gigantesco problema sociale e le sopravvenute incapacità sociali. In tal caso, tempo alcuni anni, faremo parte del club "America Latina"; a causa di tanti GAPs rispetto ai Paesi competitivi e funzionanti;
- fare una valutazione seria delle cause sociali, al di fuori del contesto politico e colla testimonianza degli espatriati. Per definire le misure urgenti e iniziare la catarsi e la europeizzazione della società. In cinque anni, se il processo fosse in mano a gente capace (quindi escluso i politici) e determinata, la società inizierebbe a funzionare e l' economia potrebbe ripartire.
Come punti di base, mi sembra che non ci sia altro, eccetto un fatto visibile; in una grande città come Roma, vedere tanta gente rassegnata, ignava, fa pensare ad una di queste due cose: a) la gente é cresciuta come un gregge; b) oppure alcune reti TV diffondono onde subliminali, che avrebbero lo scopo di non far pensare la gente, rendendola, appunto, simile ad un gregge. Io per fortuna, non guardo Mediaset, quindi conservo una certa capacità di pensare, almeno per quello che é possibile quando si é superati i ..anta.
La mia conclusione, pesante, ma sicura:
- gli Italiani non hanno la capacità di uscire dai loro guai; infatti non
sanno quali ne sono le cause primarie (la loro mentalità);
- le nuove abitudini fan si che gli Italiani abbiano VISIONI DISTORTE SU UNA
GRAN PARTE DEI PROBLEMI SOCIALI. NON HANNO la VISIONE LUCIDA....; si
limitano alle verità di parte, che sono cangianti a seconda del clan...
- tali condizioni sono perfette per un viaggio sicuro e rapido verso il terzo mondo.
- una via di uscita esisterebbe: consultare gli emigrati in Paesi
avanzati.....Essi conoscono sia le sviluppo economico, che le condizioni necessarie a permetterlo.
Antonio Greco angrema@wanadoo.fr
(disponibile per una presentazione delle cause del degrado)
P.S. Il nuovo governo parla di “colpo di reni”, di rilancio dell’economia. Solite illusioni di un popolo che preferisce fermarsi alle apparenze, rifiutando di approfondire la realtà effettiva...
SENZA AFFRONTARE IL PROBLEMA SOCIALE, NESSUNA SPERANZA PER UN PAESE IN VIA DI SOTTOSVILUPPO ...




basta si facciano...
qui siamo nella situazione in cui:
Rutelli detta la linea e dice no al PSE pur avendo il 10% contro il 17%
i non iscritti ma interessati al PD non vengono sentiti
sarei ben felice di vedere un PD in cui le componenti diessine e dei dl rappresentano il 60% e non il 97%




Da "IL Tempo"
Il segretario Ds: «Minaccia la scissione, ma per andare dove?». La replica del ministro: «Il Pd è un progetto che torna al ’700»
di LUIGI FRASCA ERANO compagni. Di partito e di strada politica. Ora, invece, Piero Fassino e Fabio Mussi si scambiano botte da orbi. Per colpa del partito Democratico, nel quale il ministro dell’Università non vuole assolutamente entrare, pensando già a una scissione, e dove invece il leader della Quercia cerca di portarlo. A scatenare l’ennesimo litigio un’intervista del segretario dei Ds che è uscita oggi sull’«Espresso». «La scissione — spiega Fassino — evoca una maledizione che la sinistra italiana si porta dietro da sempre, dal 1921, dal congresso di Livorno. Lavorerò fino all'ultimo perché nessuno se ne vada. Del resto, Mussi va via per andare dove?». «Con Bertinotti? — prosegue — Se è così rifà al contrario il percorso che ha fatto dal 1989 ad oggi. Tanta fatica per tornare indietro, a prima della caduta del muro di Berlino e dell'Urss? Andrà con i socialisti di Boselli? Non mi pare. Farà l'ennesimo partitino della sinistra? Sarebbe una scelta che non giova a nessuno». Anche perché, in caso di nascita di un nuovo partito, la sinistra risulterà divisa sotto 10 chiese, è il conto del segretario Ds. «Non può reggere una baracca tanto segmentata. Le culture della sinistra sono soltanto due: riformista e radicale. Stop, fine della questione». «Con Fabio — conclude Fassino — ci conosciamo da 35 anni: lui è del '48, io del '49. E abbiamo un rapporto di amicizia profondo. Quanti Natali e vacanze abbiamo passato insieme! È un uomo di valore. Onestamente non capisco perché abbia preso una strada tanto radicale. Non lo trovo coerente con il suo percorso politico e umano». Fabio Mussi ha reagito duramente. «È il partito democratico che torna indietro, che salta a piè pari la questione sociale, cioè le forze socialiste che si sono formate tra Ottocento e Novecento e sono più avanti delle idee progressiste e democratiche — ha reagito — Si salta indietro, tanto è vero che il manifesto che dovrebbe stare alla base della costituente del Partito Democratico parla di un partito che dovrebbe essere la sintesi tra Cristianesimo e Illuminismo, perfino nel linguaggio ci si colloca alla fine del '700». E ai cronisti che gli hanno chiesto come è possibile fare un partito che metta insieme il mondo frastagliato della sinistra radicale e dei socialisti Mussi ha risposto con una battuta: «Se uno immagina un partito che va dalla Binetti a Mussi, tutto il resto è più facile...». Meno facile immaginare quello che accadrà dopo il congresso di aprile dei Ds, con la possibile scissione della sinistra della Quercia. Intanto perché questo movimento abbia subito dei «punti di riferimento» la sinistra della Quercia sta lavorando alacremente per la costituzione dei gruppi parlamentari autonomi alla Camera e al Senato. «Non finiremo il mese di maggio nei gruppi dell'Ulivo in Parlamento», annuncia Luciana Pettinari, esponente della sinistra Ds. Ma soprattutto al Senato i vertici Ds si chiedono qual è l'atteggiamento che i senatori della minoranza una volta costituitisi in gruppo autonomo potrebbero prendere su questioni cruciali per il governo. «Non c'è problema: noi siamo coerenti con la politica del governo Prodi», assicura Pettinari. Anche se aggiunge: «Ma è chiaro che avremo una maggiore autonomia di iniziativa politica».






Anche gli ultimissimi sondaggi riportati da Corriere della Sera di ieri parlano di un PD fermo al 25% ma Veltroni ha dichiarato che il partito Democratico deve puntare al 40 per cento.
E perchè non al 70 per cento già che c'era?![]()
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perchè il 70% lo prende già FI da sola
al max il PD può prendere il restante 30%
cmq sto discorso del PD al 25% direi che è abbastanza una cagata,sotto il 27% non ci va,secondo me sta al 30%....quando poi c'è da votare la gente va cmq a mettere il voto nell'urna....