per me è una mossa pro forze del disordine (nessuno mi toglie dalla testa che Raciti è stato colpito da un lacrimogeno)
NOSTRO INVIATO
PAOLO COLAIACOMO
CATANIA. Non è stata la bomba carta a uccidere l’ispettore capo Filippo Raciti
durante la guerriglia del Cibali. Ma è stata un’aggressione in piena regola, mirata, preparata, non contro il poliziotto Raciti ( « non era un bersaglio identificato, che un ultrà palermitano nel tribunale del capoluogo siciliano gli abbia riso in faccia mentre patteggiava per essere stato identificato proprio dall’ispettore è cosa estranea all’omicidio » spiega Giuseppe Gambuzza, vice questore aggiunto dirigente del decimo reparto mobile di Catania) ma contro un poliziotto, odiato alla pari di tutti i suoi colleghi. Un’aggressione che, dopo l’autopsia, può essere ricostruita dettagliatamente. Filippo Raciti è morto per un violento colpo all’addome che gli ha letteralmente spappolato il fegato. E il corpo contundente, più che un sasso, un macigno, una grossa pietra o un pezzo di marmo staccato dai bagni della Curva Sud e lanciato dall’alto, sembra più una sbarra, una specie di piccone con estremità larga, non in grado di ferire, di tagliare, ma di procurare danni letali da sfondamento. La parte lesa non supera i dieci centimetri di lunghezza e la tumefazione è catalogata con la sigla: a stella. Un colpo violento, micidiale, mortale che l’ispettore sul momento ha assorbito. Incredibilmente è rimasto in piedi, ha continuato a lottare con i tre agenti che erano con lui sul Land Rover circondati da una ventina di sciacalli, ne stava arrestando uno quando rientrando in auto è esplosa la bomba carta, lui è riuscito ancora ad uscire dal mezzo ma dopo qualche attimo, cianotico, si è accasciato. Inutili i soccorsi quando è arrivata l’ambulanza e i tentativi disperati nel reparto rianimazione dell’ospedale San Giovanni Vecchio i cui responsabili accertavano la morte dopo quasi due ore di terapie intensive.
Ieri mattina il medico legale Giuseppe Ragazzi, ha iniziato all’alba l’esame necroscopico, che si è concluso poco dopo le 12. La diagnosi ufficiale recita “ trauma addominale e fratture multiple del fegato, compatibili con un corpo contundente di importante adeguatezza lesiva”. Filippo Raciti è morto perché colpito molto probabilmente da spranga durante la guerriglia della teppaglia che lottava al grido « morte, morte » . Il medico legale ha prelevato anche dei tessuti dal corpo di Filippo Raciti, e li sottoporrà a esami istologici. Lo stesso medico peritale, si è riservato di dare delle risposte alla magistratura nei tempi tecnici di 60 giorni. Esclusa quindi la prima ipotesi che parlava di morte per esalazione della bomba carta. Verosimilmente, infatti, Filippo Raciti, era stato colpito, forse in corpo a corpo, mentre tentava di arrestare un catanese, intorno alle 20 le 20.15, nei pressi di piazza Spedini, in via D’Emanuele, sotto il muro della Curva Sud, dove erano già in corso da almeno un’ora dei disordini, tra tifosi del Catania e le forze dell’ordine. Pare che la squadra dell’ispettore, morto, composta da dieci agenti, ha affrontato un gruppo di facinorosi, che cercava di entrare in contatto con le forze di polizia, ma ancora tutta la dinamica è poca chiara. Infatti: il procuratore aggiunto della Repubblica di Catania Renato Papa, che attualmente è reggente dell’ufficio di procura, ha dichiarato in conferenza stampa che le indagini si dovranno allargare: « All’inizio pensavamo che il decesso fosse dovuto allo scoppio della bomba carta, è quindi in un arco temporale che poteva variare tra le 20,31 e le 20,34. Ora, invece, dobbiamo prendere in esame un arco di tempo che precede l’esplosione della bomba, il colpo che ha causato la morte di Filippo Raciti potrebbe esser stato sferrato anche un quarto d’ora, mezz’ora prima della perdita dei sensi dell’ispettore ( anche se continuando a lottare contro gli ultrà in quelle condizione non si sarebbe potuto resistere oltre il quarto d’ora). Ma non importa, stiamo scandagliando tutto e non ci fermeremo » .
Più complicato sembra presentarsi il lavoro di inquirenti e investigatori, e per meglio proseguire nelle ricerche da Roma il Ministero dell’Interno, ha inviato a Catania, un gruppo specializzato per sottoporre a verifica e carpire le modalità dell’aggressione subita dalla squadra di Raciti, facendo dei rilievi sui mezzi di servizio che sono stati posti sotto sequestro. Ma di fatto ora il cerchio si stringe e saranno visionati tutti i filmati relativi a via D’Emanuele compresi nella fascia orararia delle 20 20.34. Nella prima fase non si riusciva a trovare il fermo immagine dell’ispettore colpito, ma adesso che si ipotizza possa essere precedente, si capisce perché non si riusciva a trovarlo: poteva risalire anche a quasi mezz’ora prima e sarà più facile individuarlo".
Oggetto cilindrico di dieci cm. a forma di stella? Forse qualcosa di simile a questo? Al di là del sacrosanto cordoglio, sarà il caso di fare una bella interrogazione parlamentare al fine di capire CHI ha ucciso il povero Raciti?
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