Coincidenze. Stavamo bevendo il Frappato di Vittoria
quando abbiamo cominciato la formidabile autobiografia
di un semianalfabeta siciliano, “Terra matta” di
Vincenzo Rabito, nato nel 1899 a Chiaramonte Gulfi. E
dov’è questo paese dal nome curioso? A un venticinque
chilometri da Vittoria, sempre in provincia di Ragusa. La
famiglia Rabito se la passava male e il piccolo Vincenzo
dovette abbandonare la scuola: “Il desonesto coverno
non dava neanche uno centesimo per potere comperare
uno quaterno”. Un settembre, aveva dodici anni, se ne
andò a vendemmiare proprio a Vittoria. In “quelle miserabile
tempe” non c’erano auto né corriere né biciclette
né niente. “Una mattina alle ore 2 mi alzo con 4
mieie compagne più crante di me e ci ne siammo andati
a Vettoria di notte a piede. Così, alle 6 di matina, fummo
a Vittoria”. (Non badate alla grafia oscillante: non è colpa
di Rabito ma del “desonesto coverno”). Una volta
giunti a destinazione la combriccola prima del dovere si
concesse il piacere: “Con i mieie compagne che avevino
6 anne impiù di me, mi hanno portato al casino dove c’erino
le putane”. Al dodicenne Vincenzo mancavano appunto
sei anni per avere diritto alla consumazione ma le
signorine chiusero un occhio. “E così ebbe la crante fortuna
di conoscire la prima volta li donne”. Sbrigata la
pratica, se ne andò finalmente a vendemmiare, per quindici
giorni col suo fido coltello comisano. Sicuramente
almeno una parte dell’uva raccolta aveva a che fare col
vino che stiamo bevendo. Il Frappato è coltivato a Vittoria
come minimo dal Seicento ma probabilmente anche
da prima, forse da sempre. E’ pertanto il tipico vitigno
vittoriese così come il Nero d’Avola caratterizza la zona
di Noto. Fine delle analogie, perché non c’è bar della penisola
che non abbia sul bancone una bottiglia di Nero
d’Avola (di solito scadente) mentre il Frappato è molto
più raro e non è ancora venuto a noia. Ha quindi fatto
molto bene Paolo Calì a imbottigliare in purezza il Frappato
delle terre paterne. Avrebbe fatto meglio a versarlo
in bottiglie borgognotte anziché bordolesi ma è sempre
in tempo a valorizzare il suo prodotto con vetri meno
commerciali. Intanto godiamoci il bicchiere, che regala
grandi soddisfazioni. Perché abbiamo davanti un
Frappato vero: Calì di mestiere fa il farmacista, col vino
non insegue guadagni facili e in cantina non ha preso
scorciatoie. Il suo Frappato non è snaturato dalla barrique,
non è sepolto da una gradazione alcolica eccessiva
e non è aromatizzato col doping. Lo speziato che piacerà
agli estimatori del Marzemino, della Lacrima di Morro
d’Alba e del Syrah, deriva dall’uva e da niente altro. Se
il governo è “desonesto”, come dice Rabito, possiamo
consolarci con questi vignaioli virtuosi.
Frappato di Vittoria Mandragola – Calì (Vittoria RG) –
333.4560012




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