Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 21

Discussione: La Specola Vaticana

  1. #1
    simsalabin
    Ospite

    Predefinito La Specola Vaticana

    La Specola vaticana (perché così si chiama l'osservatorio del papa) ha più di cent'anni di vita. L'ha fondata Leone XIII nel 1891, nel villino con vigna in cui amava prendere il fresco d'estate, dietro il cupolone di San Pietro. Ma la preistoria della Specola risale al Cinquecento. Nella Torre dei Venti affrescata dal Pomarancio, a pochi passi dalla Cappella Sistina, papa Gregorio XIII fece fare gli ultimi calcoli celesti per la riforma del calendario che porta il suo nome, oggi in vigore in tutti i paesi del mondo.

    Leone XIII aveva i suoi bravi motivi, per volere la Specola. "I figli delle tenebre", scrisse nella bolla di fondazione, "sono soliti calunniare la Chiesa e chiamarla amica dell'oscurantismo, nemica della scienza e del progresso". L'osservatorio doveva sgretolare l'accusa. Mostrare coi fatti che tra Chiesa e scienza ci può essere "amplesso fecondo". Che la condanna di Galileo era acqua passata. Il gesuita austriaco Johann Georg Hagen, direttore della Specola nel primo Novecento, costruì nella Torre di San Giovanni un ingegnoso bilanciere che forniva la prova provata della rotazione terrestre: "Ancor più preciso del pendolo di Foucault e proprio in quel Vaticano che per secoli aveva proibito alla terra di ruotare", commenta padre Sabino Maffeo, unico italiano tra i gesuiti che oggi hanno in affido la Specola. Ora che Giovanni Paolo II ha fatto autocritica sul caso Galileo, è sempre la Specola a pubblicare gli studi scientifici d'appoggio. Uno per tutti: il "Galileo" di Annibale Fantoli, dottissimo ex gesuita che vive tra Vancouver e Tokyo.

    Nel 1935 la Specola traslocò a Castelgandolfo, più al riparo dalle luci di Roma. Pubblicò un rinomato Atlante spettrografico dei corpi celesti. E fino al 1955 gli astronomi del papa fecero la loro parte con altri 17 osservatori di cinque continenti per ridisegnare una completa Carta del Cielo. Mettendo a segno anche qualche buon colpo: la cometa Timmers porta il cognome del gesuita olandese che la scoprì nel 1946. Ma poi anche il cielo di Castelgandolfo si rivelò troppo disturbato dalle luci di città. E così, cerca cerca, negli anni Ottanta nacque la decisione di creare un nuovo osservatorio in Arizona. L'università di Tucson fornì la lente a specchio, diametro metri 1,83, prototipo della più avanzata tecnologia. Un gruppo di magnati americani offrì 3 milioni e mezzo di dollari per l'intera struttura. E il Vaticano disse a tutti grazie.

    Padre George V. Coyne, l'attuale direttore della Specola, e gli altri gesuiti astronomi vivono dieci mesi dell'anno in Arizona e due a Castelgandolfo, dove d'estate tengono convegni di scienziati e corsi d'astronomia, con borse di studio per chi viene dai paesi poveri. Nel 1991, la Specola ha organizzato una scuola estiva di tre settimane addirittura per vescovi. Vi parteciparono in 19. E sarebbero stati 20 se l'allora arcivescovo di Buenos Aires, oggi volato in cielo, Antonio Quarracino, non avesse dato forfait perché nominato cardinale proprio alla vigilia del corso.

    Anche a papa Karol Wojtyla capita di far capolino tra gli astronomi. Una volta, durante un simposio in Vaticano, s'imbatté nell'inglese Stephen Hawking, il celebre autore della teoria dell'universo prima del big bang: "Piccolo come un pisello e sospeso in uno spazio senza tempo". Hawking aveva appunto finito di sostenere, nella sua conferenza, che l'universo non ha avuto un inizio e che quindi non c'è stata creazione. Il papa gli rispose tranquillo: "La Bibbia non vuole insegnarci come è stato fatto il cielo, ma come si va al cielo".

    Quello degli extraterrestri è un altro dei punti critici che sembrano contraddire la tradizionale visione cristiana del cosmo. Padre Coyne non si scompone: "La vera sorpresa è che nell'universo c'è la vita. Sulla terra e, perché no?, magari anche fuori della terra". Quando due anni fa su un meteorite caduto da Marte nell'Antartide furono scoperte tracce di un fossile, Coyne spedì immediatamente al Polo Sud un suo confratello astrofisico, Guy Consolmagno, alla caccia di altri reperti di vita dal vicino pianeta. E fece ristudiare da capo i meteoriti che la Specola ha in custodia a Castelgandolfo, una delle più ricche collezioni esistenti.

    Niente ferma i gesuiti astronomi. Nemmeno gli ambientalisti e gli Apache. Coyne sorride: "A sentir loro, mi viene da pensare che se qualcuno di essi fosse stato presente alla creazione del mondo, avrebbe detto a Dio: 'Okey, adesso basta. Hai fatto gli uccelli, non creare l'uomo, sarebbe solo capace di rovinare tutto'. Meno male che non è andata così".

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2006
    Località
    GRAZIE PROF.MARIO RICCIO
    Messaggi
    3,485
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da simsalabin Visualizza Messaggio
    La Specola vaticana (perché così si chiama l'osservatorio del papa) ha più di cent'anni di vita. L'ha fondata Leone XIII nel 1891, nel villino con vigna in cui amava prendere il fresco d'estate, dietro il cupolone di San Pietro. Ma la preistoria della Specola risale al Cinquecento. Nella Torre dei Venti affrescata dal Pomarancio, a pochi passi dalla Cappella Sistina, papa Gregorio XIII fece fare gli ultimi calcoli celesti per la riforma del calendario che porta il suo nome, oggi in vigore in tutti i paesi del mondo.


    Leone XIII aveva i suoi bravi motivi, per volere la Specola. "I figli delle tenebre", scrisse nella bolla di fondazione, "sono soliti calunniare la Chiesa e chiamarla amica dell'oscurantismo, nemica della scienza e del progresso". L'osservatorio doveva sgretolare l'accusa. Mostrare coi fatti che tra Chiesa e scienza ci può essere "amplesso fecondo". Che la condanna di Galileo era acqua passata. Il gesuita austriaco Johann Georg Hagen, direttore della Specola nel primo Novecento, costruì nella Torre di San Giovanni un ingegnoso bilanciere che forniva la prova provata della rotazione terrestre: "Ancor più preciso del pendolo di Foucault e proprio in quel Vaticano che per secoli aveva proibito alla terra di ruotare", commenta padre Sabino Maffeo, unico italiano tra i gesuiti che oggi hanno in affido la Specola. Ora che Giovanni Paolo II ha fatto autocritica sul caso Galileo, è sempre la Specola a pubblicare gli studi scientifici d'appoggio. Uno per tutti: il "Galileo" di Annibale Fantoli, dottissimo ex gesuita che vive tra Vancouver e Tokyo.


    Nel 1935 la Specola traslocò a Castelgandolfo, più al riparo dalle luci di Roma. Pubblicò un rinomato Atlante spettrografico dei corpi celesti. E fino al 1955 gli astronomi del papa fecero la loro parte con altri 17 osservatori di cinque continenti per ridisegnare una completa Carta del Cielo. Mettendo a segno anche qualche buon colpo: la cometa Timmers porta il cognome del gesuita olandese che la scoprì nel 1946. Ma poi anche il cielo di Castelgandolfo si rivelò troppo disturbato dalle luci di città. E così, cerca cerca, negli anni Ottanta nacque la decisione di creare un nuovo osservatorio in Arizona. L'università di Tucson fornì la lente a specchio, diametro metri 1,83, prototipo della più avanzata tecnologia. Un gruppo di magnati americani offrì 3 milioni e mezzo di dollari per l'intera struttura. E il Vaticano disse a tutti grazie.


    Padre George V. Coyne, l'attuale direttore della Specola, e gli altri gesuiti astronomi vivono dieci mesi dell'anno in Arizona e due a Castelgandolfo, dove d'estate tengono convegni di scienziati e corsi d'astronomia, con borse di studio per chi viene dai paesi poveri. Nel 1991, la Specola ha organizzato una scuola estiva di tre settimane addirittura per vescovi. Vi parteciparono in 19. E sarebbero stati 20 se l'allora arcivescovo di Buenos Aires, oggi volato in cielo, Antonio Quarracino, non avesse dato forfait perché nominato cardinale proprio alla vigilia del corso.


    Anche a papa Karol Wojtyla capita di far capolino tra gli astronomi. Una volta, durante un simposio in Vaticano, s'imbatté nell'inglese Stephen Hawking, il celebre autore della teoria dell'universo prima del big bang: "Piccolo come un pisello e sospeso in uno spazio senza tempo". Hawking aveva appunto finito di sostenere, nella sua conferenza, che l'universo non ha avuto un inizio e che quindi non c'è stata creazione. Il papa gli rispose tranquillo: "La Bibbia non vuole insegnarci come è stato fatto il cielo, ma come si va al cielo".


    Quello degli extraterrestri è un altro dei punti critici che sembrano contraddire la tradizionale visione cristiana del cosmo. Padre Coyne non si scompone: "La vera sorpresa è che nell'universo c'è la vita. Sulla terra e, perché no?, magari anche fuori della terra". Quando due anni fa su un meteorite caduto da Marte nell'Antartide furono scoperte tracce di un fossile, Coyne spedì immediatamente al Polo Sud un suo confratello astrofisico, Guy Consolmagno, alla caccia di altri reperti di vita dal vicino pianeta. E fece ristudiare da capo i meteoriti che la Specola ha in custodia a Castelgandolfo, una delle più ricche collezioni esistenti.


    Niente ferma i gesuiti astronomi. Nemmeno gli ambientalisti e gli Apache. Coyne sorride: "A sentir loro, mi viene da pensare che se qualcuno di essi fosse stato presente alla creazione del mondo, avrebbe detto a Dio: 'Okey, adesso basta. Hai fatto gli uccelli, non creare l'uomo, sarebbe solo capace di rovinare tutto'. Meno male che non è andata così".
    e,,,,,allora?

  3. #3
    Il Senza Dio
    Data Registrazione
    06 Oct 2006
    Località
    Socialista Illuminista Ateo
    Messaggi
    1,761
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    I preti ripetono continuamente che il loro regno non è di questo mondo, e si impadroniscono di tutto ciò che è a tiro.
    cit. Napoleone Bonaparte

  4. #4
    Forumista storico
    Data Registrazione
    11 Jul 2006
    Località
    Genova
    Messaggi
    14,328
     Likes dati
    298
     Like avuti
    499
    Mentioned
    142 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da simsalabin Visualizza Messaggio
    La Specola vaticana (perché così si chiama l'osservatorio del papa) ha più di cent'anni di vita. L'ha fondata Leone XIII nel 1891, nel villino con vigna in cui amava prendere il fresco d'estate, dietro il cupolone di San Pietro. Ma la preistoria della Specola risale al Cinquecento. Nella Torre dei Venti affrescata dal Pomarancio, a pochi passi dalla Cappella Sistina, papa Gregorio XIII fece fare gli ultimi calcoli celesti per la riforma del calendario che porta il suo nome, oggi in vigore in tutti i paesi del mondo.


    Leone XIII aveva i suoi bravi motivi, per volere la Specola. "I figli delle tenebre", scrisse nella bolla di fondazione, "sono soliti calunniare la Chiesa e chiamarla amica dell'oscurantismo, nemica della scienza e del progresso". L'osservatorio doveva sgretolare l'accusa. Mostrare coi fatti che tra Chiesa e scienza ci può essere "amplesso fecondo". Che la condanna di Galileo era acqua passata. Il gesuita austriaco Johann Georg Hagen, direttore della Specola nel primo Novecento, costruì nella Torre di San Giovanni un ingegnoso bilanciere che forniva la prova provata della rotazione terrestre: "Ancor più preciso del pendolo di Foucault e proprio in quel Vaticano che per secoli aveva proibito alla terra di ruotare", commenta padre Sabino Maffeo, unico italiano tra i gesuiti che oggi hanno in affido la Specola. Ora che Giovanni Paolo II ha fatto autocritica sul caso Galileo, è sempre la Specola a pubblicare gli studi scientifici d'appoggio. Uno per tutti: il "Galileo" di Annibale Fantoli, dottissimo ex gesuita che vive tra Vancouver e Tokyo.


    Nel 1935 la Specola traslocò a Castelgandolfo, più al riparo dalle luci di Roma. Pubblicò un rinomato Atlante spettrografico dei corpi celesti. E fino al 1955 gli astronomi del papa fecero la loro parte con altri 17 osservatori di cinque continenti per ridisegnare una completa Carta del Cielo. Mettendo a segno anche qualche buon colpo: la cometa Timmers porta il cognome del gesuita olandese che la scoprì nel 1946. Ma poi anche il cielo di Castelgandolfo si rivelò troppo disturbato dalle luci di città. E così, cerca cerca, negli anni Ottanta nacque la decisione di creare un nuovo osservatorio in Arizona. L'università di Tucson fornì la lente a specchio, diametro metri 1,83, prototipo della più avanzata tecnologia. Un gruppo di magnati americani offrì 3 milioni e mezzo di dollari per l'intera struttura. E il Vaticano disse a tutti grazie.


    Padre George V. Coyne, l'attuale direttore della Specola, e gli altri gesuiti astronomi vivono dieci mesi dell'anno in Arizona e due a Castelgandolfo, dove d'estate tengono convegni di scienziati e corsi d'astronomia, con borse di studio per chi viene dai paesi poveri. Nel 1991, la Specola ha organizzato una scuola estiva di tre settimane addirittura per vescovi. Vi parteciparono in 19. E sarebbero stati 20 se l'allora arcivescovo di Buenos Aires, oggi volato in cielo, Antonio Quarracino, non avesse dato forfait perché nominato cardinale proprio alla vigilia del corso.


    Anche a papa Karol Wojtyla capita di far capolino tra gli astronomi. Una volta, durante un simposio in Vaticano, s'imbatté nell'inglese Stephen Hawking, il celebre autore della teoria dell'universo prima del big bang: "Piccolo come un pisello e sospeso in uno spazio senza tempo". Hawking aveva appunto finito di sostenere, nella sua conferenza, che l'universo non ha avuto un inizio e che quindi non c'è stata creazione. Il papa gli rispose tranquillo: "La Bibbia non vuole insegnarci come è stato fatto il cielo, ma come si va al cielo".


    Quello degli extraterrestri è un altro dei punti critici che sembrano contraddire la tradizionale visione cristiana del cosmo. Padre Coyne non si scompone: "La vera sorpresa è che nell'universo c'è la vita. Sulla terra e, perché no?, magari anche fuori della terra". Quando due anni fa su un meteorite caduto da Marte nell'Antartide furono scoperte tracce di un fossile, Coyne spedì immediatamente al Polo Sud un suo confratello astrofisico, Guy Consolmagno, alla caccia di altri reperti di vita dal vicino pianeta. E fece ristudiare da capo i meteoriti che la Specola ha in custodia a Castelgandolfo, una delle più ricche collezioni esistenti.


    Niente ferma i gesuiti astronomi. Nemmeno gli ambientalisti e gli Apache. Coyne sorride: "A sentir loro, mi viene da pensare che se qualcuno di essi fosse stato presente alla creazione del mondo, avrebbe detto a Dio: 'Okey, adesso basta. Hai fatto gli uccelli, non creare l'uomo, sarebbe solo capace di rovinare tutto'. Meno male che non è andata così".
    Embé?

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    08 Apr 2006
    Località
    La persona che ringrazio Dio di non essere: Dio.
    Messaggi
    2,396
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ma se a loro non interessa un discorso di tipo scientifico ma solo morale, come sembra di capire dalle parole di Woytila, perchè diavolo si sono fatti pagare la costruzione di un telescopio ultrapotente?

  6. #6
    simsalabin
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Serendipity Visualizza Messaggio
    Embé?
    Embè forse è arrivato il momento di sfatare alcuni luoghi comuni.

    Riassumiamo qui tre capitoli di "Pensare lastoria" (Ediz. San Paolo, pp.383-397) in cui Vittorio Messori dimostra come il famoso oscurantismo della Chiesa nasca da una secolare mistificazione. Stando a un'inchiesta del Consiglio d'Europa (1991) tra gli studenti di scienze in tutti i paesi della comunità, quasi il 30 % è convinto che Galileo Galilei sia stato arso vivo dalla Chiesa sul rogo, e la quasi totalità (il 97 %) è convinta che sia stato quantomeno sottoposto a tortura. Ecco come andarono le cose veramente...[...]

  7. #7
    simsalabin
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Jean Fourier Visualizza Messaggio
    Ma se a loro non interessa un discorso di tipo scientifico ma solo morale, come sembra di capire dalle parole di Woytila, perchè diavolo si sono fatti pagare la costruzione di un telescopio ultrapotente?

    Nel 1996 Papa Giovanni Paolo II si è riferito all’evoluzionismo come a qualcosa di più che una semplice ipotesi, qualcosa che è confermato da una serie di prove indipendenti, ed ha affermato che i problemi non derivano dalla scienza, ma da ideologie materialistiche che non hanno niente di scientifico.

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2006
    Località
    GRAZIE PROF.MARIO RICCIO
    Messaggi
    3,485
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da simsalabin Visualizza Messaggio
    Nel 1996 Papa Giovanni Paolo II si è riferito all’evoluzionismo come a qualcosa di più che una semplice ipotesi, qualcosa che è confermato da una serie di prove indipendenti, ed ha affermato che i problemi non derivano dalla scienza, ma da ideologie materialistiche che non hanno niente di scientifico.
    beh,se l'evoluzionismo è più che una ipotesi,allora il creazionismo è una balla

  9. #9
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La specola vaticana è solo uno degli innumerevoli esempi di collaborazione diretta tra gerarchie cattoliche e ricerca scientifica. Forse il più lampante per dimostrare quanto l'assioma che la Fede vada per forza contro la scienza sia una baggianata.

    Fior fiore di matematici, fisici, chimici, astronomi, biologi, medici e chi più ne ha più ne metta sono CATTOLICI PRATICANTI.

  10. #10
    From beyond
    Data Registrazione
    13 Oct 2006
    Messaggi
    59,227
     Likes dati
    14,062
     Like avuti
    9,098
    Mentioned
    532 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da simsalabin Visualizza Messaggio
    La Specola vaticana (perché così si chiama l'osservatorio del papa) ha più di cent'anni di vita. L'ha fondata Leone XIII nel 1891, nel villino con vigna in cui amava prendere il fresco d'estate, dietro il cupolone di San Pietro. Ma la preistoria della Specola risale al Cinquecento. Nella Torre dei Venti affrescata dal Pomarancio, a pochi passi dalla Cappella Sistina, papa Gregorio XIII fece fare gli ultimi calcoli celesti per la riforma del calendario che porta il suo nome, oggi in vigore in tutti i paesi del mondo.

    Leone XIII aveva i suoi bravi motivi, per volere la Specola. "I figli delle tenebre", scrisse nella bolla di fondazione, "sono soliti calunniare la Chiesa e chiamarla amica dell'oscurantismo, nemica della scienza e del progresso". L'osservatorio doveva sgretolare l'accusa. Mostrare coi fatti che tra Chiesa e scienza ci può essere "amplesso fecondo". Che la condanna di Galileo era acqua passata. Il gesuita austriaco Johann Georg Hagen, direttore della Specola nel primo Novecento, costruì nella Torre di San Giovanni un ingegnoso bilanciere che forniva la prova provata della rotazione terrestre: "Ancor più preciso del pendolo di Foucault e proprio in quel Vaticano che per secoli aveva proibito alla terra di ruotare", commenta padre Sabino Maffeo, unico italiano tra i gesuiti che oggi hanno in affido la Specola. Ora che Giovanni Paolo II ha fatto autocritica sul caso Galileo, è sempre la Specola a pubblicare gli studi scientifici d'appoggio. Uno per tutti: il "Galileo" di Annibale Fantoli, dottissimo ex gesuita che vive tra Vancouver e Tokyo.

    Nel 1935 la Specola traslocò a Castelgandolfo, più al riparo dalle luci di Roma. Pubblicò un rinomato Atlante spettrografico dei corpi celesti. E fino al 1955 gli astronomi del papa fecero la loro parte con altri 17 osservatori di cinque continenti per ridisegnare una completa Carta del Cielo. Mettendo a segno anche qualche buon colpo: la cometa Timmers porta il cognome del gesuita olandese che la scoprì nel 1946. Ma poi anche il cielo di Castelgandolfo si rivelò troppo disturbato dalle luci di città. E così, cerca cerca, negli anni Ottanta nacque la decisione di creare un nuovo osservatorio in Arizona. L'università di Tucson fornì la lente a specchio, diametro metri 1,83, prototipo della più avanzata tecnologia. Un gruppo di magnati americani offrì 3 milioni e mezzo di dollari per l'intera struttura. E il Vaticano disse a tutti grazie.

    Padre George V. Coyne, l'attuale direttore della Specola, e gli altri gesuiti astronomi vivono dieci mesi dell'anno in Arizona e due a Castelgandolfo, dove d'estate tengono convegni di scienziati e corsi d'astronomia, con borse di studio per chi viene dai paesi poveri. Nel 1991, la Specola ha organizzato una scuola estiva di tre settimane addirittura per vescovi. Vi parteciparono in 19. E sarebbero stati 20 se l'allora arcivescovo di Buenos Aires, oggi volato in cielo, Antonio Quarracino, non avesse dato forfait perché nominato cardinale proprio alla vigilia del corso.

    Anche a papa Karol Wojtyla capita di far capolino tra gli astronomi. Una volta, durante un simposio in Vaticano, s'imbatté nell'inglese Stephen Hawking, il celebre autore della teoria dell'universo prima del big bang: "Piccolo come un pisello e sospeso in uno spazio senza tempo". Hawking aveva appunto finito di sostenere, nella sua conferenza, che l'universo non ha avuto un inizio e che quindi non c'è stata creazione. Il papa gli rispose tranquillo: "La Bibbia non vuole insegnarci come è stato fatto il cielo, ma come si va al cielo".

    Quello degli extraterrestri è un altro dei punti critici che sembrano contraddire la tradizionale visione cristiana del cosmo. Padre Coyne non si scompone: "La vera sorpresa è che nell'universo c'è la vita. Sulla terra e, perché no?, magari anche fuori della terra". Quando due anni fa su un meteorite caduto da Marte nell'Antartide furono scoperte tracce di un fossile, Coyne spedì immediatamente al Polo Sud un suo confratello astrofisico, Guy Consolmagno, alla caccia di altri reperti di vita dal vicino pianeta. E fece ristudiare da capo i meteoriti che la Specola ha in custodia a Castelgandolfo, una delle più ricche collezioni esistenti.

    Niente ferma i gesuiti astronomi. Nemmeno gli ambientalisti e gli Apache. Coyne sorride: "A sentir loro, mi viene da pensare che se qualcuno di essi fosse stato presente alla creazione del mondo, avrebbe detto a Dio: 'Okey, adesso basta. Hai fatto gli uccelli, non creare l'uomo, sarebbe solo capace di rovinare tutto'. Meno male che non è andata così".
    Caso Galileo. I gesuiti non assolvono il papa

    Per il vice del cardinale Ratzinger il caso è chiuso. Ma i gesuiti della Specola vaticana dicono di no. Per loro, lo stesso Giovanni Paolo II ha fatto poco e male

    di Sandro Magister

    ROMA - Monsignor Angelo Amato, segretario della congregazione vaticana per la dottrina della fede ed erede degli inquisitori che nel 1616 e poi nel 1633 condannarono Galileo Galilei ad abiurare che la terra gira attorno al sole, è tornato sul caso che per quasi quattro secoli ha visto ai ferri corti la scienza e la fede.

    Amato ha detto che il caso Galileo è "oggi finalmente tutto risolto". Che in realtà "fra i cardinali romani dell´epoca egli riscosse un grande successo". E che "a contrapporsi a lui, più che i teologi, furono i filosofi, e specialmente quelli della scuola peripatetica di Pisa, che si rifacevano ad Aristotele e che a un certo punto cominciarono a tirare in ballo la Sacra Scrittura".

    L´ha detto in un´intervista al diffuso settimanale "Famiglia Cristiana". Che di suo ha aggiunto: "Sempre nuove prove testimoniano quanto fossero false le accuse al pontefice dell´epoca e al tribunale dell´inquisizione che giudicò lo scienziato".

    Ma in Vaticano non tutti la pensano così. Anzi. Giudizi diametralmente opposti arrivano proprio da coloro che sono i più esperti in materia: i gesuiti della Specola, l´osservatorio astronomico del Vaticano.

    Stando a tali giudizi, il caso Galileo non è affatto risolto. E non lo è perché sia Giovanni Paolo II che il cardinale da lui incaricato, il francese Paul Poupard, quando hanno voluto chiudere la questione hanno finito col coprire il ruolo dei vertici vaticani dell´epoca, in particolare dei papi Paolo V e Urbano VIII, con l´addossare le responsabilità del tutto a un gruppo di teologi - che Amato ora scagiona prendendosela piuttosto con i filosofi peripatetici di Pisa - e con l´incolpare ancora una volta Galileo della "tragica reciproca incomprensione".

    Giovanni Paolo II e Poupard hanno preso posizione sul caso Galileo con due discorsi pronunciati il 31 ottobre 1992 alla Pontificia accademia delle scienze, dopo aver fatto lavorare per anni una commissione di teologi, di storici e di uomini di scienza. Uno di questi esperti era il gesuita americano George V. Coyne, attuale direttore della Specola vaticana.

    Ma proprio la Specola ha pubblicato nel 2002, nella sua collana "Studi Galileiani", una stroncatura spietata dei discorsi del papa e di Poupard, sotto il titolo: "Galileo and the Catholic Church. A Critique of the ´Closure´ of the Galileo Commission´s Work". Autore della recensione è Annibale Fantoli, storico e filosofo della scienza, professore per un ventennio nell´università dei gesuiti di Tokyo, oggi residente in Canada, a Victoria. A tradurla in inglese è stato lo stesso p. Coyne.

    Il quale firma anche l´entusiastica presentazione di un libro di Fantoli che è uscito questa estate in Italia, per i tipi di Rizzoli, col titolo: "Il caso Galileo. Dalla condanna alla ´riabilitazione´ . Una questione chiusa?". Il libro condensa per un pubblico non specialista un più ponderoso volume dello stesso Fantoli stampato nel 1993 dalla Libreria Editrice Vaticana: "Galileo. Per il copernicanesimo e per la Chiesa", tradotto in varie lingue tra cui il giapponese. E nel suo ultimo capitolo riproduce l´essenziale della recensione-stroncatura sopra citata.

    In essa i passaggi chiave dei discorsi del papa e di Poupard sono confutati punto per punto. Di entrambi Fantoli scrive:

    "Non possono non lasciare delusi quanti si aspettavano una conclusione ufficiale dei lavori della commissione che fosse in linea con il desiderio espresso dallo stesso Giovanni Paolo II nel 1979, di un leale riconoscimento dei ´torti da qualunque parte essi vengano´. La delusione è tanto più forte in quanto la maggioranza degli studi pubblicati a cura della commissione appare orientata nel senso di tale desiderio e aperta a una franca ammissione degli errori della Chiesa, anche ai massimi livelli della gerarchia ecclesiastica".

    Una qualche ammissione c´è stata, concede Fantoli, ma "assai guardinga e sotto molti aspetti insoddisfacente".

    Tutto perché, sottolinea p. Coyne nella presentazione, è prevalsa nel vertice attuale della Chiesa "la preoccupazione di salvare il proprio buon nome e di tenere in ombra o non riconoscere che in forma velata le proprie responsabilità".

    __________


    Il libro:

    Annibale Fantoli, "Il caso Galileo. Dalla condanna alla ´riabilitazione´. Una questione chiusa?", Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 2003, pagine 280, euro 8,50.

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Settimana di astrobiologia presso la Specola Vaticana
    Di UgoDePayens nel forum Cattolici
    Risposte: 87
    Ultimo Messaggio: 12-01-11, 15:43
  2. Rai vaticana
    Di Scipione nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 37
    Ultimo Messaggio: 07-10-08, 23:46
  3. La scienza e la Fede cristiana: NASA e specola Vaticana
    Di UgoDePayens nel forum Cattolici
    Risposte: 44
    Ultimo Messaggio: 18-04-07, 11:53
  4. Specola Vaticana e NASA: ricerca sulle stelle doppie.
    Di UgoDePayens nel forum Scienza e Tecnologia
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 30-03-07, 18:35

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito