posto qui, perché sennò mi sa che nell'altro thread congressuale, si va un po' off topic.
E perché ritengo, come Jan stesso che questo sia un tema vitale.
è esattamente questo il motivo per cui la mozione di Boselli mi ha deluso (pensavo l'avessi letto sul forum dell'Associazione; gli stessi argomenti, condivisi, ho presentato al direttivo del 20).Questo è uno dei motivi per cui tutti i partiti, nessuno escluso, sono poco rappresentativi della società italiana e le persone normali (quindi non calvin, per intendersi) se ne tengono alla larga. La consapevolezza di questo problema è talmente diffusa che sia nel "partito democratico", sia nella "costituente laica, liberale e socialista" viene detto apertamente che il lancio di questi progetti politici nuovi deve accompagnarsi ad un impulso a democratizzare la vita interna di questi soggetti, altrimenti è del tutto illusorio pensare che essi attireranno energie nuove e persone che ora sono al di fuori dei partiti e che fuori resterebbero stando così le cose.
Riposto qui:
sulla relazione di Boselli
Di Mxxxx Gxxxxxxx (del 19/03/2007 @ 08:42:15, in Congresso SDI, linkato 2 volte)
Ho letto, un paio, forse tre volte, la mozione di Boselli per il congresso SDI e l’ho trovata deludente.
Un anno fa è stato fatto un congresso, da cui era uscita una certa linea politica, unanime: quella della Rosa Nel Pugno.
Adesso si indice un congresso straordinario; i congressi vengono chiamati per decidere il futuro, ma questo è impossibile, se non si parte da una analisi della linea finora tenuta.
Nella mozione manca totalmente un bilancio dell’esperienza della Rosa Nel Pugno.
Essa viene solo citata, nel capitolo “Laicità e diritti civili”, ma di passaggio, non parlandone.
Così nessuna analisi di cosa è andato male.
Né appare nessuna proposta sul che farne: né le nubi si diradano (anzi si addensano) in un passaggio come questo, dove la RnP viene separata da tutto il resto:
[..] a partire da un forte riferimento socialista che innanzitutto faccia ritrovare l’unità dello Sdi con il Nuovo Psi di Gianni De Michelis e con i socialisti di Bobo Craxi, bisogna aprire un processo aperto a tutte quelle componenti progressiste, dai liberali riformatori agli ambientalisti riformisti, che non si ritrovano nel Partito democratico così come Fassino e Rutelli lo stanno costruendo. La stessa esperienza della Rosa nel Pugno, che vive ancora come alleanza elettorale e come azione comune nel Parlamento e nel governo, è importante sia per le iniziative portate avanti con coerenza dai socialisti sia per le battaglie condotte con coraggio dai radicali. [..]
Ora, si dirà: tutti abbiamo vissuto questa storia, ognuno di noi se ne è fatto un’idea, che bisogno c’è di ripercorrere la storia? Non si rischia di rovinare ancor più i rapporti con i radicali?
Innanzi tutto i socialisti dovrebbero cominciare ad essere meno timidi, non girare intorno a questioni come quella della proprietà del simbolo, ed affrontare i problemi.
Poi, non è con la ambiguità, con il non pronunciarsi, che i problemi scompaiono (come ci insegna l’esperienza del congresso precedente). Anche perché non è affatto detto che tutti, pur avendo vissuto la stessa storia, ne abbiano tratto gli stessi insegnamenti.
Ad esempio, penso sia sensazione diffusa (ma quanto?) che l’ostacolo su cui la RnP si è incagliata sia quello della forma partito; su questo tema lo SDI stesso si era impegnato, con proposte che, pur ancora lontane da quelle di Pannella, mostravano la necessità di cambiare qualcosa.
Ecco, qual è, secondo me, il punto più deludente di tutta la relazione: al di là ed al di sopra della esperienza della RnP, che forma si vuol dare ad un partito? Quali i meccanismi all’interno di esso ed all’esterno, sia verso i cittadini, sia verso altre forze con cui ci si propone un percorso comune?
Io penso, che questo sarà importante, anche più dei grandi temi programmatici su cui la relazione spazzola, e che sono per la massima parte condivisibili da un vasto insieme di forze laiche, liberali, repubblicane, radicali, socialiste.
Il fatto che se ne taccia, confesso che mi scoraggia.




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