Approfitto della competenza che ho potuto già apprezzare nei (sia pure pochi) colleghi del forum, per porre una questione. Ho letto vari libri sui tappeti, quasi tutti ne delineano la storia dalle origini (con tutte le incertezze del caso) per poi passare ad una disamina del tappeto degli ultimi due secoli. Però in nessuno di essi viene dedicato più di qualche noncurante cenno al gergo commerciale, che pure è lo schermo che si trova davanti il neofita che desideri una piccola collezione, specialmente se di tappeti persiani.
Mi piacerebbe perciò sapere da voi quali termini meritino considerazione, quali no, e cosa significano esattamente a vostra conoscenza. L'elenco, molto parziale, che propongo (mi perdonerete le grossolane approssimazioni di ortografia) è il seguente: Dabir, Hajijalili, Hamad (maestro di Istvahan di cui non so proprio nulla), Laver, Alboy (detto dei Bijar), Serapi (detto degli Heriz), Mecca (Shiraz?), Barriquè (Senneh), Sarouk Ferahan, Mishan Malayer.
Anche i termini riferiti al tappeto moderno ingenerano confusione; ecco qui una lista estratta in buona parte dalle proposte Telemarket: Baku, Dusambè, gli Uzbekistan (o Gaznì?) che in realtà vengono dal Pakistan e sono senza dubbio orribili, gli Herat (sono armeni?), gli Eufrate (sono bellissimi, potrebbero essere prodotti Woven Legends?).
Grazie in anticipo se qualcuno vorrà rispondermi.




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