Negli ultimi 10 anni Boeing e Airbus hanno preso strade diverse. L'americana ha scelto di investire sul lungo raggio/media capienza (787) e non esporsi nell'altro segmento (solo un'evoluzione del 747, niente di nuovissimo), Airbus ha puntato sul lungo raggio/alta capienza e mollato un po' l'A350.
In pratica, i primi hanno puntato sul frazionamento del mercato, l'aumento dei point to point e, in generale, il depotenziamento (o la fine della crescita) degli hub. Airbus ha puntato sull'aumento del traffico lungo i canali già conosciuti secondo il sistema hub & spoke.
Nella misura in cui agevolerà il point to point, Open Skies sembra un netto punto a favore di Boeing e del suo gioiellino (record di vendite, infatti, già prima di Open Skies) sul carrozzone Airbus.
E' vero che la crescita sta tutta in Asia, e su quei mercati l'A380 sarà spesso necessario, ma è vero anche che senza l'Atlantico l'A380 sarà in difficoltà. Considerate le difficoltà gestionali di Airbus (con tutta la politica che c'è invischiata) e le continue indecisioni/scarsità di risorse per lo sviluppo dell'A350, Airbus rischia di iniziare un lungo periodo di crisi. Chi si aspettava un aumento degli ordini per l'A350 si è dovuto ricredere. L'A350XWB non adotta ancora le due innovazioni principali del 787: i motori bleedless e la fusoliera composita al 100%. Peccato perché in questa direzione Airbus era in vantaggio fino alla fine degli anni Novanta.
Che ne sarà di Airbus? Rimpiazzata, forse, da Embraer come numero due del mondo?




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