Dall'edizione cartacea del Messaggero di oggi, pag. 35 della Cronaca di Roma.
Sobrio, popolare, vincente. E ora ambitissimo nei salotti mondani: ecco Mr. Luciano
Spalletti style
di CLAUDIA ALI'
Lo vedi a bordo campo dirigere il gioco con sicurezza e aplomb invidiabili. Lo guardi negli occhi e leggi nel suo sguardo un carattere sicuro e cordiale. Ti capita di parlargli e ti senti subito a tuo agio. Lo Spalletti-style, quel modo di fare sobrio, popolare, vincente dell'allenatore della Roma, miete consensi e ammirazione anche nei salotti mondani. E lui, che mondano non è, è ambitissimo. Luciano Spalletti piace proprio per il suo status-minimal. Uno stile "toscano-british" oggetto di chiacchiere d'ammirazione in ogni ambiente. Angelo Bucarelli, raffinato e sensibile critico d'arte: "E' vero. L'altro giorno è stato l'argomento di una divertente conversazione al vernissage nella boutique di Gabriella Bertacchi in via dei Banchi Vecchi". "S'è parlato di calcio - racconta Bucarelli - della Roma, ovviamente, e del suo allenatore. Questi suoi modi pacati, un po' inglesi (per rimanere in tema Manchester) mette tutti d'accordo, e piacciono molto a chi apprezza la sobrietà". Ma la sorpresa è che a discuterne erano "insospettabili tifose": una colta esperta di musica come Ludovica Rossi, una bizantinista come Silvia Ronchei, una gallerista come Alessandra Bonomo, l'amabile Paola Saluzzi e una raffinata fotografa come Giuseppina Caltagirone.
L'aristocrazia giallorossa e non, guarda a Luciano Spalletti con simpatia. La principessa Vittoria Windisch-Graetz è addirittura estasiata: "Ah, finalmente qualcuno che porta un tocco di raffinatezza al calcio. E' un signore, e credo che i risultati raggiunti siano dovuti proprio a un regime educato da lui imposto. E' un uomo che pur avendo molta grinta, evita i toni esasperati. Mi piacerebbe incontrarlo a un cocktail, sono sicura che sarebbe in grado di intrattenere gli ospiti con la sua semplice signorilità, magari parlando di arte. Si sentirebbe a suo agio, per estremizzare, anche alla mostra di artisti della Tanzania che ho visto pochi giorni fa". E un'altra principessa, Barbara Massimo, confida: "Il suo stile sobrio e rispettoso di tutti, avversari, stampa, tifosi, ne fa un personaggio fuori dalla categoria stretta degli sportivi. Concordo con il mio amico, l'architetto conte Ernesto Azzalin, che dice che è un piacere averlo qui a Roma".
Pierluigi Diaco, che addirittura è stato testimone del matrimonio di Silvia Sensi, ne apprezza la concreta semplicità: "Spalletti è un uomo pragmatico, che ha molto pudore. E' per bene, non un fanatico. Rispetto ai suoi predecessori preferisce sottrarsi alle lusinghe della ribalta e questo lo rende un po' speciale nel suo mondo. E poi incarna perfettamente lo spirito della Roma, dove il cuore compensa la ragione". E Giampiero Galeazzi: "Cardinalizio, popolare. Spalletti è un uomo molto abile, un toscano intelligente. Non dice mai una parola di più, o una di meno...".
Anche a Parigi, in società, si parla di lui. Lo ha fatto la stilista Francesca Ferrone, romanista e tifosa d'acciaio. Racconta: "Ero nella casa parigina dello stilista Michel Klin in una serata con Gianbattista Valli e Kenzo mentre la Roma giocava con il Lione. Ho resistito per un po', poi ho convinto tutti a guardare la TV. E quindi tutti "davanti" alla partita Lione-Roma. Sono rimasti affascinati e stupiti da Spalletti. Mi facevano mille domande su di lui: chi è, da dove viene, la sua storia... Ho spiegato loro che Spalletti è un uomo semplice, che sa cos'è il rispetto, l'orgoglio, è coerente con la sua sobrietà. E' un esempio da seguire, un modello di vita prima che sportivo".




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