Roma, 11 apr. (Apcom) - Confermare la condanna a 30 anni di reclusione nei confronti di Luigi Ciavardini per la strage di Bologna. Questa è la richiesta presentata oggi dal Pg della Cassazione, Vito D'Ambrosio, di fronte alla seconda sezione penale della Suprema Corte. Il magistrato nella sua requisitoria ha inoltre chiesto l'annullamento senza rinvio di due altri capi minori di imputazione, concorso nella collocazione dell'ordigno esplosivo e lesioni, per avvenuta prescrizione (10 agosto 2005).
D'Ambrosio ha in sostanza sposato la ricostruzione fatta nell'appello bis dalla Corte bolognese sia per quanto concerne lo scambio di documenti tra Ciavardini e Valerio Fioravanti sia perché era comunque stata accertata la sua presenza nel luogo della strage. In altre parole non era necessario indicare specificamente il ruolo del Ciavardini nella strage.
Non solo. Secondo il Pg della Cassazione è giusta anche la misura della pena individuata in 30 anni dalla Corte d'appello di Bologna dal momento che per un fatto così grave non potevano essere concesse all'uomo le attenuanti. Infatti, se al momento della strage l'allora 17enne Ciavardini fosse stato maggiorenne probabilmente sarebbe stato condannato all'ergastolo.
Attualmente l'ex dei Nar si trova in carcere. Infatti lo scorso 26 febbraio la Cassazione ha confermato la custodia cautelare per la rapina a una filiale di Unicredit Banca avvenuta a Roma il 15 settembre 2005. Per quell'episodio Ciavardini è stato condannato con rito abbreviato dal tribunale capitolino a sette anni e quattro mesi di reclusione.




Rispondi Citando
