La giusta protesta
Le manifestazioni non sono tutte uguali e nemmeno tutte ugualmente coraggiose. Ieri in tv abbiamo visto la protesta dei giornalisti afghani davanti al parlamento di Kabul, contro gli assassini talebani, ma anche contro il governo Karzai. I colleghi di Adjamal (e nostri) si sono schierati contro tutte le autorità e i poteri che possono minacciarli. In un paese in guerra, hanno fatto conto solo su stessi, sulle loro forze e sulle loro facce nude (anche quelle delle donne), annunciando nuove forme di lotta. Un’altra mobilitazione coraggiosa, pur molto diversa, è quella organizzata a Corleone (nome che tutto il mondo conosce), per ricordare la cattura di Bernardo Provenzano a un anno di distanza. La tv ci ha mostrato ragazzi e famiglie allegramente coinvolti in una festa paesana, senza paura di mostrarsi in tv nel territorio in cui il boss ha trascorso decenni di tranquilla latitanza. Ben diverso si presenta l’annunciato family day, una protesta preventiva in difesa della famiglia, che non è minacciata da nessuno (se non forse da Dio).
Oppo




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