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  1. #1
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    Predefinito Clima, la terra presenta il conto ...

    Clima, la terra presenta il conto


    Uscito su "Il gazzettino" il 10/04/2007 10/04/2007 Massimo Fini

    Ora che il rapporto di 2500 scienziati dell'Onu ha documentato che sono in corso vasti cambiamenti climatici, dovuti a un aumento generale della temperatura provocato dalle attività dell'uomo, dalla iperproduzione, dalle colossali emissioni di gas che vengono dalle industrie e dai loro prodotti, e che se non si cambierà registro si va incontro oltre ai danni già in atto, a varie catastrofi a piacere, dalla riduzione dei ghiacciai, all'innalzamento dei mari, alla sommersione delle terre, alla desertificazione di altre, nessuno, credo, può più negare che il problema esiste e che l'«effetto serra» è un'invenzione dei soliti apocalittici.

    E infatti, di fronte all'evidenza, nessuno più lo nega. Ma i rimedi proposti sono i soliti: «fonti di energia pulite, «rinnovabili», tecnologie ancor più sofisticate per poter avere uno «sviluppo sostenibile».Non esiste nessun «Sviluppo sostenibile». Lo sviluppo è già insostenibile. E ogni suo ulteriore incremento comunque ottenuto, al posto della decrescita, porta ancor più velocemente alla catastrofe ecologica. È illusorio pensare di salvare capra e cavoli, lo Sviluppo e l'ambiente, con il ricorso a fonti di energia «alternative». Qualsiasi fonte di energia usata in modo massivo è inquinante. Se al posto del petrolio e dei combustibili fossili si userà l'idrogeno, tanto caro al tecnologica Sonn Rifkin, si alleggerirà l'ecosistema in un punto ma lo si appesantirà in qualche altro. Senza contare che la conversione di un fonte di energia in un'altra vuole tutta una serie di adattamenti sistemici che non possono esser ottenuti che usando altra energia. Cosicché se nel particolare si ottiene, poniamo, la riduzione dell'inquinamento da due a uno, a livello sistemico lo si quadruplica. E invece di risolvere il problema lo si aggrava. «La tecnologia» mi ha detto una volta il filosofo della Scienza Paolo Rossi «per ogni problema che risolve ne apre altri dieci ancor più complessi con un effetto moltiplicatore».Questi si sono semplicemente dimenticati dell'entropia, della seconda legge della termodinamica che Carnot enuncia nel 1824 a proposito dei flussi di calore delle macchine a vapore e che nel 1860 il fisico tedesco Clausius estese alla produzione di tutte le forme di energia.Tutto ciò perché in Occidente non ci si vuole, o non si può, rassegnare a una società in cui lo sviluppo, la produzione di beni, il consumo, l'economia, il Pil non siano in costante crescita. E invece l'unica soluzione, se non vogliamo uccidere l'ecosistema che ci ha dato e ci dà la vita, è la decrescita: della produzione, dei consumi, dell'economia. Noi dobbiamo ridurre drasticamente i nostri livelli di vita, anche perché il cosiddetto benessere - andando qui oltre la questione dell'inquinamento che è la più evidente, la più immediatamente percepibile da chiunque, ma non è nemmeno la più importante - si è rivelato uno straordinario malessere esistenziale. Ovunque. In Cina da quando è iniziato il «boom» economico il suicidio è diventato la prima causa di morte fra i giovani e la terza fra gli adulti. In Europa i suicidi sono decuplicati dall'era preindustriale a oggi. Vorrà pur dir qualcosa. O no?

    Il presidente della Banca Mondiale Paul Wolfowitz (davvero un bel soggettino, uno dei teocon più scatenati che ha fortissimamente voluto la guerra all'Iraq, commentando il rapporto degli scienziati Onu lamenta: «È triste constatare che oltre un milione di persone in varie parti del mondo sopravvivono a fatica, con un reddito inferiore a un dollaro al giorno. Ancor più numerosi sono gli esseri umani che non hanno accesso all'elettricità nelle zone rurali dei Paesi «in via di sviluppo». A parte il fatto che nelle economie di sussistenza, cioè di autoproduzione e di autoconsumo, si può fare a mano anche di un dollaro, al giorno o all'anno, Wolfowitz non sembra rendersi conto della contraddizione: se in quei luoghi arrivasse l'elettricità, se arrivassero i dollari, se i «Paesi in via di Sviluppo» si sviluppassero come noi il pianeta crollerebbe sotto il suo proprio peso. Se ottocento milioni di cretini industrializzati hanno mezzo a rischio l'ecosistema, sei miliardi lo distruggerebbero all'istante.Bisogna che gli abitanti dei Paesi industrializzati riducano i loro livelli di vita, abbassino la cresta e le loro folli pretese di crescita infinita su cui è basato il modello economico e sociale occidentale (le crescite esponenziali esistono in matematica, non in natura), solo allora, forse, potranno convincere i Paesi che chiamiamo del Terzo Mondo a fermarsi al punto in cui sono o, meglio, ancora, a ritornare ai loro modi di esistenza tradizionali in cui vivevano più serenamente e umanamente, prima che noi li trasformassimo in «Paesi in via di Sviluppo» (espressione che assume oggi connotati più sinistri che mai) perché, per alimentare la nostra crescita, abbiamo un assoluto e assassino bisogno, oltre che delle loro fonti di energia, dei loro mercati.Non so chi abbia messo in testa all'uomo occidentale (dimentico di tutto, della sua cultura di base, quella greca, di Eraclito e persino della fisica moderna) che la crescita sia un bene in sè. Anche il tumore è una crescita. Di cellule impazzite. Qui a far la parte delle «cellule impazzite» è l'uomo che è diventato il tumore della Terra e di se stesso.



    A prescindere dalle fonti energetiche..il futuro dell'umanità è nella decrescita..
    che poi sarebbe una crescita qualitativa..
    Non è necessario tornare all'aratro e al bue...ma è necessario produrre meno e meglio..e se l'uomo non lo farà volantariamente..alla fine lo farà per forza..
    quando le fonti energetiche saranno esaurite...
    Spero solo che per quella data..le lampadine possano essere accese da qualche sana energia rinnovabile..altrimenti..ci sarà il buio..l'aratro ..e il bue..
    e..in relazione a chi lavora alla Fiat....non è poi che sia così male..:eek... ...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  2. #2
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    1- la progressione non sarà arrestata da te nè da alcuno, nè per convinzione nè per forza. Ho la ferma convinzione che l'uomo sia intimamente buono e che non avrà interesse a cancellarsi negli anni futuri come non lo ha avuto per gli ultimi duecentomila

    2- le risorse sono inesauribili, sono i materiali ad essere esauribili e chi ha cervello sa che un materiale non sempre e non per sempre è risorsa così come un materiale non sempre e non per sempre sarà inutile.

    Perdonatemi, forse qualcosa puo' esurire le risorse, in effetti la scomparsa per decrescita della specie umana sarebbe l'eliminazione delle risorse, almeno di quelle che per noi sono tali.


    3- non esiste in natura la crescita zero, è semplicemente verificabile constatando che nessun organismo la manifesta

    Esiste pero' la decrescita, e si chiama morte
    _
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    Presidente di Progetto Liberale

  3. #3
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    onestamente mi sembra che molte nazioni si stiano gia' muovendo in questo senso,la consapevolezza sostenuta da quello che e' avvenuto in po in tutto il mondo:uragano Katrina,estati una piu calda dell altra,20 gradi in alto adige ad aprile........
    La Cina per esempio grazie a leggi severe sui consumi per quanto riguarda le macchine ha bloccato sistematicamente l ingresso delle macchine americane che con un litro di benzina a mala pena fanno un metro!

    A parte gli Usa e da quanto ho sentito dire el Australia,tutti i paesi hanno firmato il protocollo di Kyoto,ma se nn lo firma il paese leader dell inquinamento non penso che il disastro potra' essere evitato.


    vecchie abitudini+nuove tecnologie=disastro
    l'uomo superiore è cauto nel parlare e pronto nell'azione".

  4. #4
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    La colpa è anche nostra.
    Si potrebbe fare molto per ridurre l'inquinamento.
    Davide Zerillo

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    A prescindere dalle fonti energetiche..il futuro dell'umanità è nella decrescita..
    che poi sarebbe una crescita qualitativa..
    Non è necessario tornare all'aratro e al bue...ma è necessario produrre meno e meglio..e se l'uomo non lo farà volantariamente..alla fine lo farà per forza..
    quando le fonti energetiche saranno esaurite...
    Spero solo che per quella data..le lampadine possano essere accese da qualche sana energia rinnovabile..altrimenti..ci sarà il buio..l'aratro ..e il bue..
    e..in relazione a chi lavora alla Fiat....non è poi che sia così male..:eek... ...
    Oltre alla decrescita è necessario un deceleramento dei nostri ritmi di vita, per un' esistenza incentrata sulla qualità invece che sulla quantità. La tendenza verso questi due concetti mi sembra stia diventando sempre più forte, per fortuna.

  6. #6
    Breiner252
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    Il problema, che testa non affronta è: chi muore? Perchè devo morire io e non può morire lui?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Patto Visualizza Messaggio
    Oltre alla decrescita è necessario un deceleramento dei nostri ritmi di vita, per un' esistenza incentrata sulla qualità invece che sulla quantità. La tendenza verso questi due concetti mi sembra stia diventando sempre più forte, per fortuna.
    Il punto è proprio questo..la trasformazione del quantitativo in qualitativo..a tutti i livelli...
    trasformazione che si impone a mano a a mano che si raggiungono i limiti oltre i quali c'è la disgregazione..della società umana..
    Tra l'altro anche il nucleare è possibile solo con la frantumazione dell'uranio..che è un elemento pesante..sovrappopolato.. ...ed è la sua sovrappopolazione di particelle a renderlo pronto per la dissoluzione..che poi è quello che succederà alla collettività.. se non muta ..se non si alleggerisce diventando più compatta e sana...
    La scelta è obbligata..non è un optional..e come un individuo usa il cibo per produrre la sua vita ..e non l'opposto..così la società..dovrà..o per fine delle fonti fossili..o per improbabile saggezza intervenuta..cambiare la filosofia di sviluppo e produzione illimitata di beni..quasi sempre inutili...
    L'alternativa è la dissoluzione e il crollo della civiltà..come abbiamo visto anche nel passato..nei resti di popoli scomparsi nel nulla..
    Tra 50 anni..alla fine dell'energia a buon mercato..potremo sparire anche noi...se...non usiamo il potere che abbiamo per la trasformazione ..anche ergeticamente..qualitativa....investendo in fonti rinnovabili..
    altrimenti..quando finirà il carbone..sarà difficile azionare le fonderie per fare piloni eolici...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Breiner252 Visualizza Messaggio
    Il problema, che testa non affronta è: chi muore? Perchè devo morire io e non può morire lui?
    Si tratta di porre un tetto alla natalità..non più di due figli..e non mi pare poco..
    non si ammazza nessuno...
    e poi bisogna produre meno e meglio..e questo ..certamente non può essere fatto se la filosofia della politica è lo sviluppo insostenibile..costi quel che costi..
    Il tempo è galantuomo..e tra poco la festa finisce..la mia speranza è che sia sia costruita un'ipotesi alternativa ..anche a livello energetico..chè altrimenti..prepariamoci a secoli di barbarie...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  9. #9
    Qui Quoerit Paperinik
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    Citazione Originariamente Scritto da TANGDAREN Visualizza Messaggio
    il protocollo di Kyoto
    Gli obiettivi del protocollo di Kyoto ci penso io a farli rispettare: scarichiamo a mare due cubetti di ghiaccio e otteniamo il delta di temperatura previsto da quell'obbrobbrio.

 

 

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