La posizione del vicepresidente del Consiglio comunale Di Martino: «Si usa troppo il manganello» L'esponente di An: «Avevo avvertito che oggi ci sarebbe stato un funerale di un giovane cinese e che gli animi erano già caldi» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
MILANO - «Oggi bisognava usare meno il manganello e più il guanto di velluto anche dovendo difendersi. Sono dello stesso partito del vicesindaco De Corato». È quanto ha dichiarato Stefano Di Martino, vicepresidente del Consiglio comunale di Milano ed esponente di Alleanza nazionale. «Avevo avvertito che oggi ci sarebbe stato un funerale di un giovane cinese e che gli animi dei cinesi in questa zona erano già caldi», ha aggiunto Di Martino.
IL CONSOLE - Duro il commento del console generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano. «Questo episodio non è casuale - ha detto Limin Zhang -. Sono due mesi che qui siamo sottoposti a una forte pressione. Voglio sapere chi ha sbagliato, sono qui per capire, e per proteggere gli interessi legali dei commercianti cinesi che pagano le tasse e sono in regola». Il console ha sottolineato che le continue multe ai commercianti cinesi che trasportano le merci con carrelli e carrellini, i numerosi divieti di sosta fatti dalla polizia municipale, i posti di controllo lunga via Paolo Sarpi avrebbero esasperato gli animi. Il console ha poi spiegato di rimanere in attesa della dinamica dei fatti accaduti augurandosi che venga rilasciata la donna, madre di un bambino di due anni, che è stata portata in caserma dopo aver reagito a un controllo della polizia municipale. Secondo fonti di polizia, ancora da confermare, la donna sarebbe stata rimessa in libertà. Il console ha chiesto alla polizia di fare in modo che la donna possa tornare al più presto in via Nicolini, «il modo migliore per calmare gli animi».
BORGHEZIO - «La rivolta in corso nella Chinatown milanese, in tutto e per tutto simile a quelle delle banlieues parigine, dimostra una sola cosa: che molte comunità immigrate sono, ormai, uno Stato nello Stato e come tale si comportano, con totale insofferenza e impermeabilità verso le regole del nostro vivere civile». Lo ha detto Mario Borghezio, capo delegazione della Lega Nord al Parlamento Europeo.
12 aprile 2007




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