







Non discuto la tua critica (che mi sembra ben argomentata) all'articolo, però partendo dal trhead (si dice così, no?) hai preso un granchio, perchè Libero è l'unico giornale in vertiginosa ascesa di vendite (vedi dati l'Espresso), rispetto allo scorso anno è aumentato di copie in modo impressionante (+ 100% o giù di lì). Quindi sei andato fuori tema. Se invece si vuol parlare della crisi dei giornali io dico che la forza di Libero è quella di essere rozzo, volgare e superficiale per scelta. Feltri ha progettato a tavolino un prodotto destinato a un target ben definito, un po' come credo facciano gli editori di Novella 2000, Chi, Eva 3000 e porcheria discorrendo. Anche quando vellica tanto le chiappette del Cavaliere, non credo che Feltri lo faccia per mero servilismo, ma perchè gran parte dei suoi lettori stravede per il Silvio. Non sarà pedagogico, ma sicuramente è molto pragmatico e non dimentichiamoci che un giornale è prima di tutto un'azienda (poco poetico ma realistico). Quando si parla di giornali facciamo sempre molta teoria, perchè credo che ognuno abbia in testa il "suo" giornale, mentre la pratica è fatta da una clientela media che è quella che è, che guarda il Grande Fratello, la De Filippi, le isole e le mone venture varie, che sogna per i figli un futuro da Veline o da Calciatori... probabilmente anche perchè dopo una giornata di lavoro del menga le persone per svagarsi cercano panorami defatiganti. La stampa italiana, che si piange tanto addosso, invece è troppo aristocratica, troppo elitaria, se vogliono vendere scendano da cavallo e inizino a pedalare...


E questo cosa significa?
Vende per lo stesso motivo per cui vendono i libri di barzellette; per lo stesso motivo per cui sono pieni i McDonalds; per lo stesso motivo per cui i film di Vanzina fanno "cassetta"; per lo stesso motivo, infine, per cui Farsa Italia prende il 23%.
Che è poi lo stesso motivo, come si diceva al topic, per cui le vendite COMPLESSIVE dei giornali in Italia sono ferme a quelle del 1934.
Mi pare di no.Quindi sei andato fuori tema.
Anche perchè il "tema", volendo, sarebbe un altro.
Quella delle vendite dei quotidiani era solamente l'incipit.
Infatti, come scrivo sopra, ha il suo "bel" pubblico affezionato.Se invece si vuol parlare della crisi dei giornali io dico che la forza di Libero è quella di essere rozzo, volgare e superficiale per scelta.
Che, evidentemente, si riconosce nell'impostazione del giornale.
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E quindi è servile nei confronti dei suoi lettori.Feltri ha progettato a tavolino un prodotto destinato a un target ben definito, un po' come credo facciano gli editori di Novella 2000, Chi, Eva 3000 e porcheria discorrendo. Anche quando vellica tanto le chiappette del Cavaliere, non credo che Feltri lo faccia per mero servilismo, ma perchè gran parte dei suoi lettori stravede per il Silvio.
Dov'è la differenza?
Molto realistico MA desolante.Non sarà pedagogico, ma sicuramente è molto pragmatico e non dimentichiamoci che un giornale è prima di tutto un'azienda (poco poetico ma realistico).
Io ho in testa come dovrebbe essere l'informazione: che è un concetto democratico.Quando si parla di giornali facciamo sempre molta teoria, perchè credo che ognuno abbia in testa il "suo" giornale, mentre la pratica è fatta da una clientela media che è quella che è, che guarda il Grande Fratello, la De Filippi, le isole e le mone venture varie, che sogna per i figli un futuro da Veline o da Calciatori... probabilmente anche perchè dopo una giornata di lavoro del menga le persone per svagarsi cercano panorami defatiganti.
I quotidiani sono solamente uno degli strumenti per esercitarla.
Che inizino ad INFORMARE, piuttosto.La stampa italiana, che si piange tanto addosso, invece è troppo aristocratica, troppo elitaria, se vogliono vendere scendano da cavallo e inizino a pedalare...
Il topic tratta, appunto, di preclari esempi di disinformazione.
Che poi sarebbe l'aspetto editoriale che, "per scelta" (e in tutta evidenza), s'è dato Libero.
Ma ti sei dimenticato di scriverlo.


Non mi sono dimenticato di scriverlo perchè non mi interessa fare a gara tra chi disinforma di più tra i giornali di destra e di sinistra (l'Unità di Furio "Fiat" Colombo era un rutilante esempio che potrei adoperare per sostenere la parte politica per cui abitualmente voto e milito, la Lega). Volevo solo entrare nel merito delle vendite dei giornali in precipitoso calo. Per il resto ti lascio alle tue convinzioni che rispetto anche se trovo piuttosto radicali: io sono un individualista che dà più importanza alla FORMAZIONE, che all'INformazione, credo cioè che gli attrezzi per "difendersi" e interpretare la realtà ce li dobbiamo costruire da noi, giorno per giorno, con fatica, intelligenza, esperienza, dolorosa perdita di "ingenuità" e, perchè no?, anche una spolverata di cultura. Dalla società nei suoi aspetti complessivi mi aspetto ben poco: la società è una gabbia, una trappola necessaria per imbrigliare la potenzialmente devastante energia di quello che Nietzche chiamava "uomo dionisiaco". Quello che posso ottenere lo trovo solamente attraverso la "contrattazione" individuale, senz'altro molto più gratificante e ricca di affetti e sfumature. Pardon, adesso sono io che sono andato fuori tema, alla prossima...![]()


Non è affatto una "gara": se non tra te e quelli che cercano d'intortarti.
Ma, se proprio si deve fare un distinguo (tagliato con l'accetta) tra chi informa e chi disinforma; la prima DOVEROSA scrematura da fare è quella tra i quotidiani che (come metodo o, meglio, "mandato") riportano balle e quelli che invece no.
E questo va verificato PRIMA di leggere, poi, le "opinioni": sulle quali si può essere o NON essere d'accordo.
Infatti: il mio "modus" è quello di riportare FATTI (preventivamente VERIFICATI) e, poi, aggiungerci le mie opinioni.
M sembra evidente che discutere sulla base di BALLE è del tutto inutile e/o capzioso: in quanto esclusivamente "utile" a coloro che le balle propalano.
Non vedo la differenza con quello che sostengo io.Volevo solo entrare nel merito delle vendite dei giornali in precipitoso calo. Per il resto ti lascio alle tue convinzioni che rispetto anche se trovo piuttosto radicali: io sono un individualista che dà più importanza alla FORMAZIONE, che all'INformazione, credo cioè che gli attrezzi per "difendersi" e interpretare la realtà ce li dobbiamo costruire da noi, giorno per giorno, con fatica, intelligenza, esperienza, dolorosa perdita di "ingenuità" e, perchè no?, anche una spolverata di cultura.
Tutto giusto.Dalla società nei suoi aspetti complessivi mi aspetto ben poco: la società è una gabbia, una trappola necessaria per imbrigliare la potenzialmente devastante energia di quello che Nietzche chiamava "uomo dionisiaco". Quello che posso ottenere lo trovo solamente attraverso la "contrattazione" individuale, senz'altro molto più gratificante e ricca di affetti e sfumature. Pardon, adesso sono io che sono andato fuori tema, alla prossima...![]()
Peccato che le tue "contrattazioni individuali", in QUESTA società fondata sui reality, sui McDonalds, sul controllo della disinformazione da parte di chi ha TUTTO l'interesse a disinformare, sui lettori di giornali "rozzi e beceri", sul culto della personalità e quant'altro; tu sia COSTRETTO a farle con QUESTI tuoi concittadini.
Che, per induzione mediatica, se ne stracicciano di quelli che tu consideri (condiviso) valori fondanti.


Bisognerebbe chiederselo, più spesso, anche per la televisione; amico Azy.
Infatti, c'è questo programma di Gigi Moncalvo, "Confronti", che non si capisce bene che cosa sia.
L'altra sera (in riferimento al topic) sembrava solo un mezzo per consentire a Renato Farina Doppio Zero (alias Betulla), ovviamente di Libero, di difendersi; accusando l'ordine del giornalisti anzitutto di esistere e poi di averlo radiato.
Ma che senso ha, mi chiedo, il rifiutare di essere cacciati da un organismo in cui non si vuole stare?
Betulla, poi, ha tirato in ballo i figli: e questo non si fa, perché i figli ce li hanno anche gli altri.
In più, ha evocato la quarta guerra mondiale (da lui certificata), che lo avrebbe costretto a sfoderare la penna in difesa della patria.
E questa storia della guerra ricorda tanto Nando Meniconi, il personaggio interpretato da Sordi nel film "Un giorno in pretura".
Anche lui teneva famiglia e, davanti al Giudice, si giustificava con l'indimenticabile frase:
"A me m'ha rovinato 'a guéra".
Mentre la guerra, col Betulla, non c'entra.
La faccenda sarebbe la stessa se Farina, invece che dai servizi segreti, avesse preso soldi dai cioccolatai per scrivere articoli sul cioccolato, che pure è tra le cose più buone al mondo.
E invece prendeva soldi dai peracottài: per sfornare bufale ai DANNI dei "concorrenti" dei suoi finanziatori e dei servitori dello Stato che, giustamente, questi peracottài cercano di neutralizzare.


Io mi chiedo, però, se ZeroZero si renda conto di quanto balleggi e paventi una condizione che ad occhio minimamente critico risulterebbe quantomeno patetica... perché lo fa convinto, e su queste sue istanze partono canee da parte dei sodali a sostenerlo e degli altri comunisti ad attaccarlo. Dandogli così credito.
Potrebbe anche pensare d'avere realmente posizioni condivisibili e plausibili...


Amico Azy,
Io CONTINUO a vedere Libero che pubblica articoli (i soliti vaneggiamenti, più che altro) del Betulla: difendendolo.
In questa (irreale) situazione che stiamo vivendo in Bananaland, mi viene in mente l'episodio di quella radio/giornale in lingua ispanica di Miami (Usa) dove venne scoperto che i loro massimi "anchorman" ed editorialisti facevano i passacarte degli anticastristi.
Li hanno cacciati a pedate nel culo.
Denunciandoli all'autorità.