Novantamila famiglie
senza soldi per l'affitto
+ Sfratti e morosi, anche l'alloggio Atc diventa troppo caro
+ "Così a 50 anni siamo finiti a vivere ospiti delle suore"
Accanto a chi fatica a trovare una casa decente a un prezzo non da incubo ci sono migliaia di alloggi vuoti: 424 mila in Piemonte e 33.500 a Torino e provincia
MARINA CASSI
TORINO
Poveri inquilini. Che fatica pagare l’affitto e le spese della casa. Oltre 90 mila famiglie torinesi non ce la fanno e sono in condizioni di seria o grave difficoltà. Lo sostiene la Cisl che ha analizzato - ieri in un convegno del suo sindacato inquilini, il Sicet - una ricerca sul disagio abitativo realizzata dal Cicsene.
Il quadro che viene fuori è bruttino: il 26% delle famiglie torinesi che abita in locazione soffre di disagio economico; il che vuol dire che una su quattro stenta a arrivare a fine mese, e di queste il 17,5 può essere considerata in condizioni di povertà. Giovanni Baratta, segretario del Sicet, spiega che questo piccolo esercito è composto «da anziani soli, da madri e padri single con figli a carico, da giovani ai margini del mercato del lavoro, da immigrati». E aggiunge: «Una società deve porsi l’obiettivo di dare una abitazione adeguata a tutti e con un affitto che le persone siano in grado di pagare».
Gli affitti, si sa, sono aumentati costantemente: nel 2001 il Comune con la sua sezione statistica valutava che l’affitto medio per stanza fosse di 105 euro al mese, già diventati 126 nel 2006. E poi questa è solo una media. La ricerca della Cisl racconta una realtà variegata tra i vari quartieri, ma con una media di 630 euro mensili. Il Centro Crocetta è la zona meno accessibile, con un canone medio di circa 780 euro mensili. Santa Rita si attesta su 620 euro, San Paolo sui 606 euro. Le circoscrizioni 4, 5, 6 e 7 che sono le più periferiche, ovviamente costano meno. In Borgata Vittoria, Vallette e Madonna di Campagna un canone medio è di poco inferiore ai 510 euro. Mentre a Lingotto e Mirafiori Nord si oscilla tra 630 e i 575 euro. Prezzi che incentivano anche l’aumento degli sfratti per morosità: 1.943 lo scorso anno.
Accanto a chi fatica a trovare una casa decente a un prezzo non da incubo ci sono migliaia di alloggi vuoti: 424 mila in Piemonte e 33.500 a Torino e provincia. Un paradosso che si somma al paradosso di una città che è tutta un fiorir di cantieri da cui però sono esclusi i più poveri. E Baratta dice: «E’ vero che negli ultimi anni si sono edificati molti alloggi, ma troppo pochi di edilizia pubblica. Con le Olimpiadi si è persa un’occasione storica: il riutilizzo delle aree industriali dismesse doveva portare alla costruzione di più case popolari. Se l’eredità olimpica ci avesse lasciato 2 mila appartamenti anziché 550 forse sarebbe finita l’emergenza abitativa».
Che la difficoltà economica si stia estendendo lo rileva da tempo anche l’Atc che vede andare in crisi famiglie che prima riuscivano a pagare il canone sociale che è peraltro rapportato al reddito. Crescono i morosi veri, quelli che proprio non ce la fanno. E per queste persone il vicesindaco Tom Dealessandri ipotizza interventi misti pubblico-privato per aiutare o chi va in difficoltà momentanea e rischia di non riuscire a pagare il mutuo con la possibilità di perdere la casa o chi ha dei buchi di reddito. E poi naturalmente c’è la proposta - che è anche del Sicet - di estendere l’esperienza di Locare, il contratto garantito dal Comune che incentiva il proprietario a affittare la propria casa.
LaStampa


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