IRRUZIONE DI FORZA NUOVA CONTRO LE UNIONI CIVILI
Formia, blitz in Consiglio comunale mentre si discute sui diritti dei conviventi
mercoledì 18 aprile 2007
Formia è l’unica enclave se non rossa, almeno arancione, nel nero pontino. L’altra sera in Consiglio comunale timidamente si parlava di unioni civili. Niente di che, un innocuo ordine del giorno «a sostegno del riconoscimento di diritti alle persone che vivono in convivenze non matrimoniali» presentato dall’unico consigliere di Rifondazione comunista.
L’aula consigliare intitolata Ernesto Ribaud, giovane partigiano ucciso dai fascisti, di solito è deserta di pubblico. E invece ieri - «stranamente», denuncia la maggioranza - c’erano anche le telecamere della locale Lazio Tv ad immortalare le gesta di una dozzina di 22enni e qualche «finto giovane» della fino ad allora sconosciuta «Gioventù formiana di destra». Erano da poco passate le 21. La scena: i giovani hanno occupato l’aula intonando cori fascisti, alzando saluti romani e srotolando due striscioni. Uno recitava «Formia è e sarà cristiana». E fin qua niente di irreparabile ed ingiurioso. Il secondo era più criptico: «Basta Fantasie perverse». La “effe” maiuscola smascherava l’insulto a Delio Fantasia, 40enne operaio Fiat e consigliere del Prc ed estensore dell’Odg a cui poi dedicavano epiteti «irripetibili». Risultato: seduta sospesa e una raffica di denunce per interruzione di pubblico servizio e apologia del fascismo. «Per mettere all’ordine del giorno l’istituzione di un registro delle unioni civili - ironizza Fantasia - ho dovuto minacciare la crisi di maggioranza. E proprio pochi minuti prima della tanto attesa discussione è successo quella cosa triste». A Formia nessuno ricorda un episodio del genere. E poi su una proposta che si sa non sarà approvata: il folto numero di consiglieri della Margherita ha espresso sui giornali locali totale contrarietà. Per Fantasia questa è un’altra stranezza: «Io non ho fatto altro che presentare un provvedimento già approvato in altre città con l’appoggio della stessa Margherita. Ho preso la delibera di Padova, ho fatto copia e incolla e c’ho messo l’intestazione di Formia. Ma il mio è un modo per affermare dei principi», dice Fantasia.
Ancora più esterrefatto lo storico sindaco Ds Sandro Bartolomeo, al terzo mandato dal 1993 con la sola pausa di 20 mesi di centro destra. «Mi sembrava di essere tornato all’università con le irruzioni dei fascisti negli ‘70. Questa gazzarra è figlia però di un clima molto pesante che si è creato intorno ai Dico. La reazione di certi ambienti cattolici è stata eccessiva, ha gettato benzina sul fuoco e lo testimonia il fatto che nessuno dell’opposizione, neanche l’Udc, ha stigmatizzato l’accaduto. Si usa strumentalmente l’identità cattolica, brandita come una clava contro gli altri. E questo non è un atteggiamento cristiano».




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