Solo Adriano non rinuncia alla festa
Notte all'Hollywood,
salta l'allenamento.
E prende 2 turni
per il rigore inventat
MARCO ANSALDO, LAURA BANDINELLI
Quando si dice non capire il momento. Mercoledì notte, mentre i tifosi dell’Inter faticavano a smaltire la delusione per la sconfitta con la Roma e per il mancato scudetto, Adriano stava nel cuore del proprio regno, la discoteca Hollywood, dalle parti della stazione Garibaldi, e ci è rimasto fino all’alba, se al mattino non ha sentito la sveglia e si è alzato dal letto quando i suoi compagni avevano già concluso l’allenamento alla Pinetina.
Un «dejà vu». Questa volta però l’episodio è più grave, perchè giustifica l’impressione di un giocatore impermeabile ai problemi della squadra. All’Inter, dove hanno cercato di tenere nascosto l’episodio, sono esterrefatti: lo multeranno ma si sentono impotenti con un ragazzo che, come dice un suo amico, «non è cattivo ma su certe cose non riflette».
La notte lo attrae. E’ passato un mese da quando le cronache si occuparono della rissa con Rolando Howell, il cestista americano di Varese, e Adriano fa di nuovo parlare di sè per le notti effervescenti, che nel frattempo non ha abolito. Tra gli interisti lui è sicuramente l’unico che l’altra sera abbia stappato lo champagne, tutti gli altri stavano immersi nel malessere di non aver centrato la prima occasione per chiudere il campionato.
Infatti, mentre il brasiliano si esibiva in pista al ritmo dell’hip hop, il Procuratore federale metteva insieme le immagini del rigore che si era guadagnato con la Roma e le inviava al Giudice sportivo. Risultato: due giornate di squalifica per il brasiliano colpevole di aver simulato il contatto con Doni e aver indotto in errore l’arbitro Trefoloni, il quale abboccava come un cavedano mentre quasi tutto lo stadio aveva visto benissimo cos’era successo.
Il presidente è furibondo per la squalifica.
«E’ una sanzione che non è stata applicata in altri casi - protesta l’amministratore delegato, Ernesto Paolillo -, la ritengo ingiusta e inadeguata. Adriano non voleva ingannare l’arbitro, quello è il suo modo di cadere». Magari potrebbero testimoniarlo gli amici dell’Hollywood: il passo trascinato e fintamente innaturale è una sua specialità anche quando balla.
Sarà più difficile convincere i tifosi nerazzurri che il loro attaccante più discusso era lì in piena notte non per divertirsi ma per cacciare via la tristezza.




Rispondi Citando