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Ezechiele
Per carità, io forse più di te.
Ma non si parlava di noi stessi, ma di politici di professione, quale io certo non sono.
Stavo solo mettendo in evidenza che è un po' strano andarsene dopo tre giorni, come se Angius scoprisse "a posteriori" quel che sta succedendo da mesi. Avrebbe fatto meglio a dirlo al congresso, che voleva andarsene. Mi sembra logico.
Comunque, ognuno è libero di fare le proprie scelte che naturalmente vanno rispettate.
Non solo: Angius se ne va dopo il congresso, cioè per certi versi tardi, ma prima che sia compiuto il percorso di nascita vera e propria del nuovo partito, dunque senza contribuire a modificarne la fisionomia nella direzione da lui voluta.
Per me risulta un distacco incomprensibile, forse perchè non ho letto bene le sue motivazioni, o forse perchè non si è spiegato bene.
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Curioso
Potranno andarsene parecchi dirigenti, dipende chi tra gli elettori se ne va, chi resta e chi arriva. Paradossalmente, la dipartita di dirigenti storici può essere un vantaggio e favorire il ricambio della classe dirigente del nuovo partito.
Almeno i tuoi leader di riferimento hanno un po' più di rispetto e attenzione verso chi (DS e Margherita) tenta di proporre una risposta nuova ai soliti problemi, con tutte le difficoltà del caso, correndo anche il rischio di sbagliare.
Le somme di una operazione che ora appare a molti discutibile e dagli esiti infausti si tireranno tra qualche anno, diciamo alle prossime Politiche. Le Europee dovrebbero servire come training, come primo assaggio, per "tarare"il nuovo partito, in termini di proposta politica e di leadership.
Un partito socialista, liberale e riformista sarà appunto il PD:
socialista, perchè i DS fanno parte dell'Internazionale Socialista,
liberale perchè DS e Marherita al governo stanno promuovendo le uniche vere liberalizzazioni dal 1994 ad oggi,
riformista perchè le riforme che ha fatto e sta facendo questo governo (DDL immigrazione, legge sul conflitto d'interessi, legge Gentiloni ed altre ancora) serviranno a rendere questo paese un pochino più moderno.
Altri partiti socialisti, liberali e riformisti al momento non sono possibili: non ci sono i numeri e non c'è una classe dirigente capace di operazioni di così larga scala. I DS e in parte la Margherita hanno una classe dirigente, almeno a livello locale, ben rodata, eppure guarda che fatica fanno a unirsi.
Immagina gli altri.....
Si starà a vedere dove sarà collocato in Europa, ma vedo che tra DS e Margherita ci sono sostanziali differenze.
Non si può cancellare la parola "socialista" quando questa c'è in tutti i partiti che fanno riferimento al PSE e all'IS.:-:-01#19
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Davide75
Si starà a vedere dove sarà collocato in Europa, ma vedo che tra DS e Margherita ci sono sostanziali differenze.
Non si può cancellare la parola "socialista" quando questa c'è in tutti i partiti che fanno riferimento al PSE e all'IS.:-:-01#19
Io vedo invece che le differenze tra DS e Margherita sono solo sulle questioni astratte, su dove piantare le bandierine in Europa, e sulle questioni etiche, normalmente trasversali a tutti i partiti, non solo a questi due.
Invece sulla politica economica, su quella fiscale, sulla politica estera, sull'atteggiamento nei confronti della UE, su temi come l'immigrazione, il conflitto d'interessi, insomma sul cuore della politica di un governo, il progetto per il Paese, l'accordo c'è eccome ed è forte.
Per questo la fusione nel PD ha senso ed è possibile.
Per questo non condivido la scelta di chi se ne va perchè è daccordo sul 95% delle questioni e per una questione di principio, astratta, rompe.
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willy
25 per cento mi pare impossibile. diciamo che è ora che ci si unisca chi non vuole finire nel calderone neodc
Certo, ma non certamente con i Capezzone, Pannella e Bonino....altrimenti siamo punto e a capo.:rolleyes:
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Originariamente Scritto da
T34
Certo, ma non certamente con i Capezzone, Pannella e Bonino....altrimenti siamo punto e a capo.:rolleyes:
togli i primi due ma la bonino ci deve stare
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Curioso
Io vedo invece che le differenze tra DS e Margherita sono solo sulle questioni astratte, su dove piantare le bandierine in Europa, e sulle questioni etiche, normalmente trasversali a tutti i partiti, non solo a questi due.
Invece sulla politica economica, su quella fiscale, sulla politica estera, sull'atteggiamento nei confronti della UE, su temi come l'immigrazione, il conflitto d'interessi, insomma sul cuore della politica di un governo, il progetto per il Paese, l'accordo c'è eccome ed è forte.
Per questo la fusione nel PD ha senso ed è possibile.
Per questo non condivido la scelta di chi se ne va perchè è daccordo sul 95% delle questioni e per una questione di principio, astratta, rompe.
Se qualcuno se ne va, ci sarà un motivo, ed il motivo è che il PD sarà un partito senza identità.
Il socialismo liberale e riformista è un'altra cosa.:-:-01#19
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Originariamente Scritto da
Davide75
Se qualcuno se ne va, ci sarà un motivo, ed il motivo è che il PD sarà un partito senza identità.
Il socialismo liberale e riformista è un'altra cosa.:-:-01#19
Se qualcuno se ne va è perchè ritiene prioritaria l'appartenenza al PSE rispetto alla politica economica, fiscale, estera, ecc.
Perchè ritiene un ideale secondo me astratto (se non mi spieghi in concreto che vuol dire) prevalente rispetto ad idee che sono diventate un programma e una politica di governo concreti.
Chi se ne va per queste ragioni e non per altre, è padronissimo di farlo ma avrà quache difficoltà a spiegare come mai va via da un partito di cui condivide il 95% della politica.
Il socialismo liberale e riformista che pensi tu è un'astrazione. Chi lo rappresenta oggi in Italia? Forse la galassia di micro partiti socialisti? E che cosa rappresentano dei partitini senza elettori, senza classe dirigente? un ideale astratto, forse.....
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Citazione:
Originariamente Scritto da
willy
togli i primi due ma la bonino ci deve stare
ma va la..
un conto è il partito socialista d boselli craxi pannella de michelis..
e un altro è qll di bertinotti diliberto, mussi...
2 cose del genere non staranno mai insieme..e dico x fortuna..
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Originariamente Scritto da
Curioso
Se qualcuno se ne va è perchè ritiene prioritaria l'appartenenza al PSE rispetto alla politica economica, fiscale, estera, ecc.
Perchè ritiene un ideale secondo me astratto (se non mi spieghi in concreto che vuol dire) prevalente rispetto ad idee che sono diventate un programma e una politica di governo concreti.
Chi se ne va per queste ragioni e non per altre, è padronissimo di farlo ma avrà quache difficoltà a spiegare come mai va via da un partito di cui condivide il 95% della politica.
Il socialismo liberale e riformista che pensi tu è un'astrazione. Chi lo rappresenta oggi in Italia? Forse la galassia di micro partiti socialisti? E che cosa rappresentano dei partitini senza elettori, senza classe dirigente? un ideale astratto, forse.....
ti devo dare ragione.
anche xkè comunque il pd di socialista non c'ha niente.ma niente proprio.
ma cmq..quello che mi preoccupa non è ke il pd non sia un partito socialista liberale e riformista come molti vorrebbero, ma che da come si profila non sia niente di tutto qst.anzi non si capisce neanche cosa sia...
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Originariamente Scritto da
Davide75
Se qualcuno se ne va, ci sarà un motivo, ed il motivo è che il PD sarà un partito senza identità.
Il socialismo liberale e riformista è un'altra cosa.:-:-01#19
e vedere socialismo e liberale accanto un pò strano mi fa..