



il grande comandante partigiano Cino Moscatelli, con partigiani della Valsesia
Myrddin


TESTO DELLA RESA
In Genova il giorno 25 aprile 1945 alle ore 190;
tra il sig. Generale Meinhold,quale Comandante delle Forze Armate Germaniche del settore Meinhold, assistito dal Cap. Asmus, Capo di Stato Maggiore, da una parte;
il Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria, sig. Remo Scappini, assistito dall'avv. Errico Martino e dott. Giovanni Savoretti, membri del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria e dal Magg. Mauro Aloni, Comandante della Piazza di Genova, dall'altra;
è stato convenuto:
1) Tutte le Forze Armate Germaniche di terra e di mare alle dipendenze del sig. Generale Meinhold si arrendono alle Forze Armate del Corpo Volontari della Libertà alle dipendenze del Comando Militare per la Liguria;
2) la resa avviene mediante presentazione ai reparti partigiani più vicini con le consuete modalità e in primo luogo con la consegna delle armi;
3) il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si impegna ad usare ai prigionieri il trattamento secondo le leggi internazionali, con particolare riguardo alla loro proprietà personale e alle condizioni di internamento;
4) il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si riserva di consegnare i prigionieri al Comando Alleato anglo-Americano operante in Italia.
Fatto in quattro esemplari di cui due in italiano e due in tedesco.
Scappini Remo
Meinhold
avv. Errico Martino
Giovanni Savoretti
Asmus
Maggiore Mauro Aloni


Myrddin


Mai più fascismo!
Mai più nazismo!
Fuori l'Italia da ogni guerra!
Fuori gli imperialisti da Iraq e Afghanistan!
Contro qualsiasi governo dei padroni!
Per il socialismo!
SI all'Anti-fascismo, NO alla "riconciliazione"!


OH! non gridate troppo che poi sennò rifondazione scopre che il duce l'hanno appeso e i partigiani s-p-a-r-a-v-a-n-o e succede un cortocircuito con la NonViolenza.
in ogni caso...
Viva il 25 aprile del 1945,
Viva l'antifascismo praticato tutti i giorni.


Fin da Antonio Gramsci il fascismo si configura nella riflessione degli intellettuali marxisti come il regime attraverso il quale il grande capitale agrario, industriale e finanziario riesce a sconfiggere la mobilitazione delle classi lavoratrici e a imporre con la forza il proprio controllo sul lavoro e la propria egemonia sull'intera società.
Il fascismo è dunque solo un regime reazionario (privo di qualunque componente "rivoluzionaria") ed è espressione degli interessi del grande capitale e delle classi dirigenti borghesi.
Questa tesi attraversa la storiografia per oltre mezzo secolo, dalle opere di P. Togliatti (Lezioni sul fascismo, 1935), di P. Grifone (Il capitale finanziario in Italia, 1945), di G. Salvemini (Scritti sul fascismo, 1961), a quelle di storici come E. Santarelli (Storia del movimento e del regime fascista, 1967), G. Carocci (Storia d'Italia dall'Unità a oggi, 1975), N. Tranfaglia (Dallo stato liberale al regime fascista), G. Quazza (Resistenza e storia d'Italia, 1973), E. Ragionieri (La storia politica e sociale, in Storia d'Italia, volume IV, 1976), per non citare che i più significativi.
La storiografia marxista, pur debitrice di molte intuizioni di Togliatti, ha stentato a cogliere molte delle implicazioni contenute nella sua famosa definizione del fascismo come regime reazionario di massa, insistendo più sul concetto di regime reazionario che su quello di regime di massa. Ma nel carattere di massa Togliatti intravede la natura moderna della dittatura, del tutto diversa dai regimi autoritari ottocenteschi; il fascismo si configura dunque come un nuovo sistema politico totalitario chiamato a fare i conti con la società dominata da questa nuova entità sociale composita rappresentata dalla massa omogeneizzata dalla tecnica, dalla produzione standardizzata e dalla grande industria taylorista.
Myrddin


Andiamo sul classico:
Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA


Fate largo che passa
La Brigata Garibaldi
La più bella la più forte
La più forte che ci sia
Fate largo quando passa
Il nemico fugge allor
Siam fieri siam forti
Per cacciare l'invasor
Abbiam la giovinezza in cor
Simbolo di vittoria
Marciamo sempre forte
E siamo pieni di gloria
La stella rossa in fronte
La libertà portiamo
Ai popolo oppressi
La libertà noi porterem
Fate largo che passa
La Brigata Garibaldi
La più bella la più forte
La più ardita che ci sia
Fate largo quando passa
Il nemico fugge allor
Siam fieri siam forti
Per cacciare l'invasor
Col mitra e col fucile
Siam pronti per scattare
Ai trditori fascisti
Gliela la faremo pagare
Con la mitraglia fissa
E con le bombe a mano
Ai traditor e ai fascisti
Gliela farem pagar
Noi lottiam per l'Italia
Per il popolo ideale
Per il popolo italiano
Noi sempre lotterem


per tutti quelli che il manifesto di rifondazione gli ha fatto schifo.
qualcosa di ANTIFASCISTA.