Terzo polo, no degli indipendentisti
Nasce l’alleanza di centro ma nel Psd’Az qualcuno non ci sta
Accordo fra l’Udeur, Maninchedda e Trincas per l’alleanza di centro.
No di Sardigna Natzione e Irs.
Dentro e fuori. Il polo sardista di centro è un progetto targato Udeur, con i sardisti (d’azione) e Maninchedda che aprono la loro porta. Ma se i movimenti indipendentisti dicono «no», già prima di un incontro o una semplice chiacchierata, anche da un dirigente del Partito sardo arriva una secca smentita all’ipotesi di accordi politici: «Nella direzione nazionale del Psd’Az non ne sappiamo nulla, comunque mai con l’Udeur».
Il dibattito si è acceso domenica scorsa, quando il leader sardo dell’Udeur, Sergio Marracini, ha annunciato l’avvio di un percorso comune con Paolo Maninchedda, fondatore di Sardegna e Libertà, ex compagno di viaggio di Renato Soru dentro Progetto Sardegna, ed Efisio Trincas, segretario nazionale del Psd’Az.
«Nascerà un’aggregazione di centro, cattolica e radicata nel territorio, con forti valori autonomistici», l’invito di Marracini e Pietro Pittalis dal palco del congresso del Campanile è stato raccolto subito dai due interessati, presenti in prima fila. «Individua una data, dopo il 5 maggio, per un incontro tra le tre delegazioni e la costituzione di un coordinamento regionale di consultazione e di azione permanente », hanno scritto Trincas e Maninchedda a Marracini,due giorni fa.
LO SCENARIO. Il segretario dell’Udeur, con l’adesione dei quattro Mori, si è risentito a casa. Perché Sergio Marracini è figlio di Elìa, uno dei protagonisti della scena sardista nei momenti d’oro. Mettici quella forte identità di vedute politiche fra Maninchedda e Pittalis, e allora il polo di centro tutto sardo ha già gambe proprie per camminare. Ma quanto peserebbe, questo terzo polo, in termini numerici?
Di sicuro, resteranno fuori da questa nascente aggregazione Mario Floris e la sua Uds. «È schierato con il centrodestra, a Cagliari e Oristano ha uomini nelle giunte comunali», dice Marracini, «il suo accordo sul piano nazionale con il nostro presidente Mastella fa a pugni con le suescelte locali». Noi, conclude Marracini, «siamo collocati fra i due poli, in uno scenario che cambia con velocità mai viste prima. Ma non teniamo la porta chiusa ai movimenti che si battono per l’indipententismo,abbiamo valori comuni».
QUATTRO MORI. Nel Partito sardo, c’è chi non la pensa come il segretario: «Nella Direzione nazionale non si è discusso di nessuna prospettiva di collaborazione con l'Udeur e Sardegna e Libertà e, tanto meno, si è dato il via a un qualsiasi coordinamento conl'onorevole Maninchedda», dice Sergio Falconieri, della Direzione nazionale, «che non rappresenta il sardismo in nessun luogo e modo. Il Consiglio nazionale non ha mai discusso e deliberato dei progetti politici né di alleanze, nédi coordinamento politico».
A stretto giro di posta, arriva la replica del segretario nazionale Trincas: «Falconieri non è autorizzato a parlare per conto del partito, stia zitto o lo faccio cacciare via dal partito. Il segretario decide con chi fare o non fare alleanze».
NEANCHE PER IDA. Irs e Sardigna Natzione rifiutano anche solo l’ipotesi.
«Un incontro non si nega a nessuno, ma non parliamo neanche per scherzo di alleanze», dice Gavino Sale, leader incontrastato dell’Irs, Indipendentzia Repubrica de Sardigna, «non deleghiamo nessuno per rappresentare le nostre istanze. Se si parte da una repubblica sarda indipendente, allora cominciamoa capirci».
Bustianu Cumpostu, coordinatore di Sardigna Natzione, si dissocia: «Nessuna novità, questo progetto riaffiora di tanto in tanto, anche questa volta ci si propone come intermediari verso governo centrale. Trincas sta facendo liste con noi, ma come si fa ad allearsi con un partito dove il leader Mastella chiama e loro scattanoin piedi?».
ENRICO PILIA