Ma tu forse non sei informato, anche nel partito (ino) di Ferrando ci sono correnti, che si contano i peli del culo a vicenda.
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Io non sto parlando di politiche, sto parlando di amministrative. Nelle segreterie politiche "quelli come me" non ci sono mai stati. E spero tu non voglia accusare per il fallimento clamoroso di rifondazione a Milano le varie correnti. Io non ho rinnovato la tessera, ciò non toglie che rifondazione comunista mi sta ancora a cuore, sia perchè è nonostante tutto l'unico partito che voterei, sia perchè conosco moltissimi compagni in buona fede (indipendetemente dall'area di appartenenza, eh) che ci sono dentro, si sbattono e vengono umiliati, sia perchè do comunque una mano al mio circolo. La lista Fo, che poi biosnga vedere da dove ha pescato, fu anch'essa un insuccesso clamoroso, ma se non sbaglio anche sommando tutti i suoi voti a quelli di rifondazione le cifre che escono sono comunque da batosta.
Hai ragione, non sono informato. Ci sto provando, "ma più so e più so di non sapere". E questo preoccupa.
Rimane comunque valida la tesi che i non bertinottiani dovrebbero unirsi. I punti non in comune ssvaniscono automaticamente se confrontati con cosa occorre combattere.
Lev Davidovic (il forumista!) dice :"al momento auspicherei che al prossimo congresso, in cui si deciderà della vita del partito così come lo conosciamo, le minoranze (FM, sinistra dell'Ernesto e SC, sempre se non uscirà prima) facessero fronte comune contro l'ennesima, ultima e definitiva svolta liquidazionista: credo che questo sia non solo possibile ma anche necessario."
E' precisamente quello che auspico. Sinceramente non solo se i dirigenti di FM, SC, e l'ernesto siano pronti a fare tutti qualche passo indietro e comprendere l'importanza di ricostituire una vera sinistra nel partito. Ma penso sia necessario. Merlino la chiama "coalizione degli scontenti", e forse ha ragione. Ma se gli scontenti nel partito esistono (ed esistono!) mi sembra giusto e democratico che possano sostenere le proprie comuni ragioni. Devo dire, e so che a Matteo e Marius non piacerà quello che sto per dire, che quello che stanno facendo Turigliatto e Cannavò in parlamento non va nelle direzione che vorrei io.
Conosco tanti militanti onesti del partito che non ne possono pià dei nostri "dissidenti" in parlamento. Tutto sommato la penso anche io così: in parlamento si vota compatti, nel partito ci si "scanna". In questo senso apprezzo FM che , se ho capito bene la loro posizione, non vuole parlamentari per non dover votare contro le proprie ragioni o fare "turigliattate".
Ma i sognori di rappresentanza dei vari movimenti interni ed esterni al PRC stanno già muovendosi in qualche direzione? magari anche solo timidamente? e noi elettori possiamo fare qualcosa per dimostare che lo vorremmo (che ne so, una raccolta firme)?
Teniamo conto che il partiti dovrebbero rappresentare il popolo che li vota, e se questo è fortemente desidereso ad un'unione essi dovrebbero prenderne atto, altrimenti sarebbero come tutti gli altri partiti. Ossia fini a se stessi!
sono tutet opporuniste e poltroniste criticano ma non se ne vanno.. cioè sono inutili e masochiste.. perchè con dop che si vedono espulsi i loro dirigenti continuano a rimanere e lottare non si sa per cosa..
E' esattamente così, compagno: se io sono favorevole al centralismo democratico (e non a quello burocratico che pratica, pur respingendolo a parole, la maggioranza) come forma organizzativa principale di un partito comunista, non posso non stigmatizzare il comportamento del compagno Turigliatto, che tra l'altro non ha spostato in avanti di un millimetro i rapporti di forza a favore del fronte contro la guerra afgana.
Per questo non abbiamo potuto fare altro che astenerci sul deferimento al CdG e lì, solo lì, votare contro l'espulsione, che non è prevista nemmeno dallo statuto.
Spero che i compagni di SC abbandonino qulasiasi proposito avventurista e si dispongano a ragionare con le altre minoranze sulla possibilità di raccogliere al prossimo congresso il dissenso che già oggi serpeggia nel partito attorno ad un documento che salvi le differenze di area ma valorizzi i punti di contatto, un documento comunista contro uno riformista per l'appunto.
Penso che la priorità del momento sia evitare l'emorragia di militanti (magari dei più cosicenti e motivati) e lasciare il partito totalmente in balia di un gruppo dirigente ormai votato a governare l'esistente più che a guidare il conflitto sociale.
Se è vero -ed è vero!- che sono le condizioni materiali a cambiare la coscienza, un grupppo dirigente che, da movimentista radicale qual era, ha cominciato ad assaporare il gusto delle istituzioni, assume anche una diversa prospettiva da cui guardare alla realtà e alla politica; sarebbe bene non fargli mancare porpio in questo momento di ebbrezza il fiato degli iscritti sul collo; sarebbe bene che si trovasse davanti un'opposizione interna seria e non alla Ferrando, per intenderci...sarebbe bene darci tutti da fare!
Da parte mia penso che fare troppo afffidamento all'onestà della dirigenza sia la prospettiva sbagliata. Penso che dovremmo essere noi ad avere l'iniziativa, perchè l'importante è cosa vogliamo noi e non cosa vogliono loro. Visto che si tratta effettivamente di una piccolissima minoranza, a mio avviso sarebbe proprio il caso di dire che il partito siamo noi, visto che proprio grazie all'esiguo numero di militanti la "dirigenza" perde automaticamente di importanza. Questo perchè la dirigenza potremmo essere proprio noi: insomma, io credo che l'esiguo numero dei militanti può essere visto come un vantaggio, in un partito, un livellamento del rapporto tra il leader il popolo votante. Inoltre la presenza dei ferrandesi (e non di Feerrando, proprio perchè si sta parlando di persone) dovrebbe esserci...
Rilancio la mia proposta di raccolta firme, ma da portare avanti seramente,. Anche qui l'esiguo numero di persone gioca a nostro favore perchè enderebbe le cose più facili.