nome PSI - si
nome PSI - no




Ma sai, l'unic avera scissione è stata quella di Ciossuta e del PdCI, tuttel e altre sono microscissioni, cpme quelle di Ferrando, di Ricci e avanti un'altro.
Fare politica, essere comunisti, oggi, in Italia, puoi farlo solo nel PRC, o anche nel PdCI.
Il resto è solo polvere che non ha il benchè minimo consenso significativo nella società civile
Occorre sviluppare nelel relazioni interne al partito atteggiamenti meno rissosi ed estremi, più maturi, consapevoli e responsabili. E leggere di più Gramsci.
Myrddin


Sai noi siamo un partito non localista e non federalista. A livello locale si dovrebbe avere maggiore consapevolezza di questa dimensione e funzione nazionale dei comunisti.
Troppo spesso a livello locale ci sono federazioni che si vedono come piccole federazioni anarchiche, fregandosene degli equilibri e problemi nazionali.
Questo atteggiamento è la negazione totale dell'intera tradizione comunista
In particolar enon è un caso che la Toscana, patria natale del più importante movimento anarchico italiano, sia non di rado su questa, amio modo di vedere stremamente negativa, tendenza
Dopo di che si sa, ci sono gli eterni scontenti, e il fronte degli scontenti del PRC per i quali qualuqnue casino interno è sempre positivo.
D'altra part eil loro catstrofismo trova alimento proprio da questo.
Myrddin


Da toscano considero questa forma di anarchismo dilagante come un fatto estremamente positivo e sicuramente caratterizzante rispetto al resto dei partiti.
Per quanto mi riguarda è uno dei motivi principali della mia militanza; non possiam pretendere nel 2007 che i tesserati si conformino totalmente a quanto gli vien detto dall'alto e credo sia anche offensivo ritenerlo. Che poi in ambito decisionale si dovrebbe aver maggior fermezza e coerenza o quantomeno un'accettazione delle regole democratiche interne al partito, è un altro paio di maniche, ma un po' di indipendenza tra centro e periferia è positivo e mostra un lato decisamente più umano del partito.


Se per te l'incorenza aiuta il partito? non è che è una forma di leghismo di sinistra?
Il casino che alcuni compagni stanno facendo in Toscana, sbagkliando tutto a mio parere, con un ribellismo privo di respiro politico e che non porta comunque in alcun modo a raggiungere quei risultati di cui ci si dice a parole propugnatori intransigenti, è stato ben disegnato dall'intervento di un compagno di Essere comunisti nel comitato politico nazionale del PRC:
CPN del 21-22 aprile 2007 - Intervento di Alessandro Leoni
di Alessandro Leoni
su stessa fonte del 22/04/2007
ra le varie questioni che naturalmente suscitano l’attenzione e la riflessione dei compagni voglio sottolinearne una che dovrebbe occupare ormai, a mio giudizio, un posto prioritario nella gerarchia delle nostre necessità. Mi riferisco all’impellente bisogno d’elaborare un cultura politica compiuta che rifuggendo dai velleitarismi, dalla demagogia e dalla pratica delle suggestioni abitui e formi il “Partito” all’analisi della realtà, alla concretezza degli obbiettivi razionalmente intesi, alla responsabilità soggettiva per i propri atti e decisioni. L’identità e l’autonomia del PRC non possono essere né temi per la polemica strumentale interna né, tanto meno, rassicuranti slogan privi di pratiche ed operative conseguenze. L’esperienza recentissima del CPF fiorentino, cioè di una, certamente, non secondaria federazione, ha visto emergere un livello del dibattito quanto meno inquietante. L’argomento della riunione riguardava l’ipotesi di “accordo” in CRT fra il PRC e il centro-sinistra per superare quella così detta “anomalia toscana” per troppo tempo comune, rassicurante formula dietro la quale si è perpetuato l’egemonismo moderato da una parte e l’ agitazionismo radicale dall’altra. Ciò che preoccupa non è stato tanto il dato numerico emerso sia dagli interventi che in sede di votazione ( l’OdG della segreteria plurale fiorentina è stato approvato con 51 voti a favore, 44 contrari e 2 astensioni ! ) quanto il tenore, il livello, la qualità delle argomentazioni utilizzate, soprattutto quelle espresse da parte dei critici.
Alla politicamente necessaria capacità d’analisi, di valutazione sui rapporti di forza ( nella società come nelle istituzioni ), sulle dinamiche in corso, anche e soprattutto in Toscana, si è contrapposto un fondamentalismo minimalista, luoghi comuni pseudo moralisti, settarismi neppure ideologici. Insomma è emersa, evidentemente non per tutti gli interventi, quella crisi della politica che si alimenta di “antipolitica” populista e superficiale che costituisce l’humus storico, fondamentale, di ogni crescita reazionaria e antioperaia.
Da ciò la priorità d’accelerare il processo rifondativo/rigenerativo dell’identità comunista contemporanea fattore decisivo anche per la costituenda “grande Sinistra” tanto necessaria per ridare forza e credibilità ad ogni ipotesi d’alternativa al presente dominio capitalistico .
Myrddin


Se tu avessi idea di quella che è la situazione Toscana e di come i ds la amministrano, ti renderesti conto da che parte sta la ragione. Una volta appuratomi dell'estraneità di Rifondazione Comunista ho preso la tessera.
Io con i democratici di sinistra non ho niente a che spartire, perlomeno con la componente maggioritaria, e così dovrebbe esser per ogni vero comunista.
I democratici di sinistra qui sono il potere politico, economico e dai tratti mafiosi.


Finalmente un altro compagno toscano che sa di cosa stiamo parlando.
Ma come si fa a blaterare di movimenti di cazzate filosofiche marxiste marxiane o simili senza aver presente la realtà del territorio, della società in cui si vive? Venite a vedere le meravigliose sorti e progressive del comune diessino di Livorno, venite ad apprezzare le meravigliose fogne a cielo aperto (leggasi le aggiunte dei fossi) che sono stati scavati un pò qui un pò là e poi lasciati incompleti, venite a vedere i bellissimi intrallazzi sulle speculazioni edilizie in cui l'ex-sindaco diessino aveva il parente magistrato e facevano bella coppia, etc... etc...





