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Discussione: Inchiesta colabrodo!

  1. #1
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    Predefinito Inchiesta colabrodo!

    di G. Perna

    A due settimane dalla frana sulla Protezione civile, la sorpresa si è attenuata, un po' di polvere si è diradata.
    A che punto ne siamo?
    Guido Bertolaso ha smesso di passare la vita in tv per dirsi tranquillo con la faccia in gramaglie.
    Ha rimesso il maglioncino e si è tuffato nei sinistri tra gli urrà dei sinistrati. Gli rimane il desiderio di essere sentito dai giudici che sono però presi in arzigogoli tra i tribunali di Firenze e di Perugia.
    Porti pazienza, il suo turno verrà.

    I quattro arrestati restano in galera.
    L’imprenditore Diego Anemone e il funzionario Fabio De Santis si sono avvalsi della facoltà di tacere.
    Gli altri due -il presidente del Consiglio superiore dei LLPP, Angelo Balducci, e il funzionario, Mauro Della Giovampaola - hanno parlato ma i giudici non gli credono.
    Tra i motivi accampati per tenerli in gattabuia ce n’è uno che sarebbe curioso se non fosse detestabile.
    «Il tenore degli interrogatori - è scritto nel parere negativo al rilascio - evidenzia l’assenza di una pur minima presa di coscienza della grave illiceità dei comportamenti tenuti».
    Tradotto: poiché gli imputati non accettano le tesi colpevoliste dei magistrati, gli oppongono il loro punto di vista, in una parola, si difendono come farebbe chiunque di noi, manifestano una pericolosa tendenza a delinquere. Restino perciò in cella finché non verranno a più miti consigli. Come dire: o confessate o noi gettiamo la chiave.

    È lo stile Di Pietro e del pool di Milano ai tempi di Tangentopoli.
    Se ti professi innocente languisci in carcere. Se ti dichiari colpevole, esci. Chi ricorda ancora la vecchia vicenda sa che, all’epoca, il foro si divise. C’erano difensori -il paradigma fu l’avvocato Lucibello, amico di Di Pietro - che capìta l’antifona, spingevano i clienti ad ammettere tutto, anche oltre le responsabilità, pur di riguadagnare la libertà.
    Ce n'erano altri, meno «moderni», che incoraggiavano gli assistiti a difendersi a costo di prolungare il soggiorno nelle patrie galere.
    Sull’uso discutibilissimo di utilizzare i rigori del carcere per prendere l’imputato alla gola ci furono polemiche a non finire anche perché intanto la gente si suicidava.
    La conclusione del dibattito fu che si trattava di un modo obliquo per ripristinare la tortura.

    È inquietante che, vent’anni dopo, la giustizia ricorra ancora ad argomenti di marca dipietresca.

    Un altro fatto colpisce.
    Nell’inchiesta manca, per così dire, il morto.
    Non sembra, stando ai giornali, che gli inquirenti abbiano indicati quali siano gli appalti truccati.
    Ossia, le grandi opere che hanno subito maggiorazioni di prezzo, in che misura rispetto ai preventivi, dove siano state fisicamente e geograficamente commesse le irregolarità.
    La sola operazione di cui si parla, pomposamente battezzata la Madre di tutti i brogli, è la Scuola dei marescialli di Firenze.
    Un cantiere aperto da oltre un decennio, con lavori più volte interrotti per sospetti, ricorsi di ditte concorrenti e il cui costo è mostruosamente aumentato col tempo.
    La costruzione però non rientra tra quelle urgenti della Protezione civile.
    È anzi il prototipo dell’opera edificata in base alla normale legislazione sugli appalti.

    Quella che a sentire i soloni di questi giorni dovrebbe garantire trasparenza, certezza del diritto e utopie varie.
    Il che, con ogni evidenza, non è.
    Poiché sono spesso proprio le farragini delle norme sugli appalti ordinari che consentono - tra concorsi, varianti e ricorsi - di fare lievitare i prezzi e favorire taglieggiamenti a ogni passaggio.

    sul IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo 26 02 2010

    saluti
    http://www.ilgiornale.it/interni/con...e=1-comments=1

  2. #2
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    Predefinito Rif: Inchiesta colabrodo!

    La sola operazione di cui si parla, pomposamente battezzata la Madre di tutti i brogli, è la Scuola dei marescialli di Firenze.
    Un cantiere aperto da oltre un decennio, con lavori più volte interrotti per sospetti, ricorsi di ditte concorrenti e il cui costo è mostruosamente aumentato col tempo.
    La costruzione però non rientra tra quelle urgenti della Protezione civile.
    È anzi il prototipo dell’opera edificata in base alla normale legislazione sugli appalti.
    §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§ §§§§§§§§§

    - mi sono domandato e mi domando spesso: come mai i giornali riescono a riprodurre in stampa le "intercettazioni" o parte di esse e nulla sulla storia dell'opera in cui ci sarebbe stato il mercato far corruttori e corrotti?
    -Come mai non si dicono i nomi dell'Impresa o dell'Associazione Temporanea d'Imprese(ATI) che vinsero l'Appalto e con quale ribasso?

    Poi c'è il marchingegno del ribasso che può essere del maggior ribasso e la media dei ribassi esclusi il massimo ed il minimo.

    Su questo fronte le imprese ,si sa, si mettono d'accordo nel senso che alcune non partecipano ma si pigliano una tangente per non partecipare dopo di che chi prende l'appalto troverà modo con i suoi specialisti a richiedere e ottenere tariffe suplettive, opere speciali in fondazioni ,in modo da recuperare il ribasso e superare il 6/5(sesto quinto) che non dovrebbe mai essere superato per legge.
    . Se l'amministrazione non cede ecco che entra in gioco il meccanismo della richiesta di sospensione e di proroghe,che, se anche contrattualmente non vengono riconosciute perchè così stabilito dal Contratto,verranno poi concesse perchè ogni ritardo eccessivo la pubblica opinione la attribuirà non all'impresa ma alla Amministrazione che proprio per questo motivo sarà costretta a cedere o riappaltare con tempi ancora più lunghi.
    Bisogna riconoscere il fatto che per rimuovere gli "ostacoli "ci vuole iniziativa e competenza che troppo spesso viene chiamata corruzione per ignoranza dei meccanismi che si mettono in moto dalla formulazione della proposta di spesa fino al termine dell'Opera.
    La corruzione c'è certamente ma si trova al vertice quando si approvano in sede politica opere che non servono e non saranno mai finite(esempi a non finire su cui la Magistratura è cieca anche se vede e riceve notizia di reato o di sospetto reato) non si sanno valutare nell'importo ,perchè non si hanno esperienze in proposito ,che viene suggerito dal raggruppamento dei costruttori che prenderanno l'appalto.
    Insomma la Corruzione sembra essere un male necessario della Spesa pubblica.
    Si può rimediare? penso che bisognerebbe almeno pensarci e provarci con tutti i sapientoni che abbiamo nel Parlamento ,nelle Università,nei Giornali e nella Magistratura!
    L'Alternativa? Non fare nulla e non spendere il denaro dei contribuenti ma sarebbe ancora più dannoso per l'economia e lo Stato che non saprebbe come pagare i magistrati e i politici
    Ultima modifica di joseph; 27-02-10 alle 10:04

 

 

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