Si indaga sui Lupi Grigi. Ma c'è anche la pista degli Hezbollah
Sono due le piste che gli inquirenti turchi seguono per l'attacco sferrato ieri alla casa editrice cristiana Zirve. Una conduce alle schegge impazzite del nazionalismo turco. L'altra porta invece alle cellule dell'integralismo islamico che ultimamente hanno attecchito anche nella penisola anatolica. L'agenzia di stampa cattolica Asianews, che ha una rete di collaboratori molto estesa in Medio Oriente, collegati per lo più alle attività missionarie, avanza un nome che fa paura: Hezbollah. Ciò significa che il "Partito di Dio", formazione sciita libanese strettamente legata all'Iran, uscita rafforzata dal confronto con Israele nell'estate scorsa, sta puntando ad estendere la sua influenza al di fuori dei confini del Paese dei Cedri. Ma, a prescindere dal tentativo di Hezbollah di penetrare nel Paese, una cosa è certa: la Turchia un tempo sbandierava il suo laicismo con orgoglio. Oggi invece sono sempre più le donne velate che si vedono per strada. L'islam, cacciato per decenni dalla sfera pubblica, ha ripreso il sopravvento nella società civile e prospera nelle confraternite sufi, cenacoli sunniti non esenti da infiltrazioni fondamentaliste. Comunque alcuni segnali di una presenza estremista e terrorista nel Paese ci sono: il 9 dicembre scorso viene arrestato un capo cellula di Al Qaeda. Aveva un cd pronto ad esplodere. Inoltre, nel novembre del 2003, i miliziani dello sceicco del terrore colpiscono quasi in contemporanea il consolato britannico e una banca inglese con due camion imbottiti di esplosivo. Fu una carneficina: 27 i morti. Per quanto riguarda invece gli ultranazionalisti, una miriade di gruppuscoli nati negli ultimi anni sulle ceneri dei famosi Lupi Grigi di Ali Agca, difficile stabilire quale sia la loro presenza reale nel Paese. A queste schegge impazzite sono stati ricondotti l'assassinio a Trebisonda del prete cattolico italiano, don Andrea Santoro, nel febbraio 2006. Per questo delitto un giovane è stato arrestato e condannato a 19 anni di reclusione. E sempre a elementi gravitanti intorno all'estrema destra turca si deve, lo scorso mese di gennaio, l'uccisione del giornalista Hrant Dink, esponente di spicco della comunità armena, freddato mentre camminava per strada ad Istanbul. A confessare l'omicidio è stato un giovane diciassettenne. Bisogna infine considerare che larga parte dell'esercito e della magistratura condividono molte delle idee propugnate dai nazionalisti di estrema destra. A.COL.