LEGIO X FRETENSIS
Fece parte con certezza dell'esercito di Ottaviano per cui combatté nella guerra marittima contro Sesto Pompeo del 38-36 a.C..
Il suo nome, the significa «appartenente a stretto di mare», si riferisce probabilmente ad una qualche azione della guerra navale nella quale si distinse, operazione avvenuta verosimilmente nella zona dello stretto di Messina. Anche una delle insegne che da allora assunse, la trireme, ricorda la partecipazione al lontano episodio bellico.
Fece costantemente parte dell'esercito siriaco e nel 6 d.C. era stanziata a Cyrrus (nell'odierna Turchia). Quando D. Corbulone ebbe da Nerone il comando delle operazioni in Armenia contro i Parti, la X Fretensis rimase di guarnigione nella provincia siriaca.
Alcuni anni dopo partecipò alla repressione della rivolta dei Giudei di Alessandria, poi, dal 67, fu impiegata nella lunga guerra giudaica condotta da Vespasiano a suo figlio Tito. Fu inviata prima una sua vessillazione, unitamente ad altre forze, poste al comando del governatore di Siria Cestio Gallo, con le quali venne tentata la riconquista di Gerusalemme insorta. successivamente tutta la X Fretensis partecipò alla guerra al comando del legato e futuro imperatore M. Ulpio Traiano. Durante la presa di Gerusalemme si distinse particolarmente per le qualità bélliche delle sue macchine d'assedio. Terminate le ostilità pose l'accampamento nella città conquistata. Continuò a combattere contro i Giudei e fu anche a Masada al comando di Flavio Silva.
Dal 114 al 116 operò con Traiano contro i Parti: una delle capitali del nemico, Ctesifonte, fu conquistata e caddero anche città di antica civiltà come Ninive a Babilonia. Tra il 132 ed il 135 combatté ancora una volta contro i Giudei insorti: sconfitti i ribelli continuò ad essere di base a Gerusalemme. Intorno al 166 un suo distaccamento fu impegnato anche ai confini occidentali, battendosi contro i Marcomanni.
Nel 193 fu partigiana di Pescennio Nigro a rimase coinvolta nella sua sconfitta ad opera di Settimio Severo.
Tra il 208 ed il 211, con distaccamenti, si spinse fino in Britannia ove si misurò contro i Caledoni, sospendendo le operazioni solo alla morte di Settimio Severo, avvenuta ad Eburacum (York).
Nel 268, in un periodo di torbidi e di anarchia, si mostrò favorevole, forse solo momentaneamente, all'usurpatore Vittorino, da cui fu appellata Pia Fidelis.
Tra la fine del III a l'inizio del IV secolo fu dislocata ad Aila (Elat, Israele), sul mar Rosso.
Dalla metà del IV secolo si perdono le tracce della legio X Fretensis.
Emblemi: Trireme, Toro, Cinghiale, Nettuno
Comandanti (legati):
M. Ulpio Traiano il futuro imperatore, negli anni 67-68;
A. Larcio Lepido, nel 70;
Terenzio Rufo a S. Vettuleno Ceriale, nel 71;
Lucilio Basso negli anni 71-72, deceduto durante l'incarico;
L. Flavio Silva, nel 72;
Cn. Pompeo Longino, nell'86;
S. Ermetidio Campano, nel 93; T. Claudio Attico, nel 107;
Q. Roscio Celio dal 107 al 110;
Lusio Quieto, nel 117. Si tratta del famoso comandante della cavalleria leggera mauretana impiegata da Traiano nelle guerre daciche;
Annio Fabiano, sotto Antonino Pio;
M. Giunio Massimo durante il regno di Settimio Severo e Caracalla.




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