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LA NUOVA (Nuova Sardegna), 1° maggio 2007
Il segretario del Psd’Az lascia la sala del convegno di Oristano
Niente 4 Mori, nasce un caso
ORISTANO. «Mi era costato un po’ andare a sentire il capo dello Stato italiano, ma quando ho visto che non c’era la bandiera sarda ho capito che era troppo e ho deciso di andarmene».
Il segretario del Psd’Az, Efisio Trincas, ha sollevato ieri mattina un caso politico-istituzionale-diplomatico nel teatro Garau poco prima dell’arrivo di Giorgio Napolitano.
Sul palco, assieme allo stendardo del Quirinale, erano state sistemati il tricolore e la bandiera europea.
Dei 4 Mori (neppure nella versione dello stemma della Regione) nessuna traccia.
«Io - ha detto Trincas - sono andato a ricevere un ospite ma ho capito che i padroni di casa non eravamo noi sardi».
Il segretario sardista, rientrato in ufficio, ha scritto una lettera di protesta: «L’ho mandata anche al presidente della commissione europea, Barroso».
Quando Trincas, lasciando il teatro, ha spiegato i motivi della sua protesta, tra gli organizzatori c’è stato qualche imbarazzo. E qualcuno ha temuto che l’incidente potesse assumere proporzioni più grandi. Tanto che un membro dello staff del presidente della Repubblica ha parlato con gli organizzatori: «Se i giornalisti vi chiedono spiegazioni dovete precisare che la manifestazione non è organizzata dal Quirinale».
«Chi ha organizzato la manifestazione - ha insistito Trincas, che è anche sindaco di Cabras – ha commesso un atto di scortesia nei confronti della Sardegna. E’ una scorrettezza non mettere il simbolo della nostra identità. Molti non fanno altro che parlare di identità, e poi si dimenticano la bandiera».
Quello sollevato dal Psd’Az è stato il caso più clamoroso all’interno del teatro Garau, ma non l’unico.
Altri, soprattutto cittadini rimasti fuori, hanno protestato perché l’accesso era stato riservato solo alle autorità politiche (parlamentari, consiglieri regionali, presidenti di Provincia, sindaci), religiose (in prima fila c’era il vescovo Ignazio Sanna) e militari. Dato che almeno due file di posti erano rimaste vuote, solo all’ultimo momento sono state fatte entrare una quarantina di persone.