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  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da centropie Visualizza Messaggio
    Giavazzi.Berlusconi è la negazione del liberismo in quanto il liberale vero è contro ogni monopolio, che limita la libertà individuale di fare impresa con pari opportunità di partenza in un certo settore di mercato.Il liberismo non è assenza di regole, ma è regolato da quelle norme che diano a tutti le stesse chance in partenza. Lo stato (vincolo purtroppo necessario) ha il compito di normare, ma deve stare fuori da qualsiasi intervento diretto nel mercato.
    quelle sui monopoli son bischerate derivanti dalla teoria neoclassica, vale a dire da quell'insieme di bellissime curve di domanda e offerta, di costi e ricavi marginali e medi, di mille altre amenità di cui qualunque studente di economia, legge e scienze politiche oggi si riempie la bocca. La grave critica che la teoria neoclassica muove al monopolio è che, in questa situazione, il venditore perviene alla formazione di un prezzo monopolistico superiore a quello di equilibrio in regime di concorrenza, e vi dovrebbe pervenire restringendo l'offerta, ossia sottraendo al mercato e magari distruggendo una parte del bene che potrebbe offrire. Il grosso handicap di questa teoria è che presuppone che il prezzo di equilibrio in regime di concorrenza sia noto al monopolista nella situazione di monopolio in cui si trova. Ma come può, chi si trova in situazione di monopolio, conoscere il prezzo "di equilibrio" in concorrenza? I prezzi reali, come ci diceva Bruno Leoni, non si conoscono mai in anticipo, ma si determinano di volta in volta, in ogni situazione, con le compravendite relative. Ecco perché dobbiamo stare molto attenti a non voler vedere a tutti i costi un Robin Hood paladino dei consumatori nelle autorità antitrust.

  2. #32
    laico di sinistra
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    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    tu hai un opinione basata sul nulla, noi te li abbiamo detti i motivi per cui la libertà individuale coincide anche con quella economica..
    e io ho spiegato il contrario.
    questa tua frase dimostra come si manca di rispettod elle opinioni altru, io non ho mai detto che la vostra opinione si basa sul nulla.

    posso ricevere un minimo di rispetto ed educazione?
    o dobbiamo portare sull'offesa inutile e svuotante un discorso che può divenire interessante?

    intanto ho il merito di riaver ravvivato il forum, e non è poco

  3. #33
    laico di sinistra
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    Citazione Originariamente Scritto da perplesso666 Visualizza Messaggio
    Non sarei così pessimista: piucchelatro è da definire cosa sia il liberalismo nel XXI secolo. mentre sui cavalli su cui puntare in effetti personaggi alla Giannino potrebbero essere interessanti....
    è un errore stabilire il liberalismo del xxi secolo, visto che non si da con precisione una spiegazione del vecchio liberalismo,e che questo ha influenzato altre teorie politiche.

  4. #34
    laico di sinistra
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    Citazione Originariamente Scritto da centropie Visualizza Messaggio
    Giavazzi.Berlusconi è la negazione del liberismo in quanto il liberale vero è contro ogni monopolio, che limita la libertà individuale di fare impresa con pari opportunità di partenza in un certo settore di mercato.Il liberismo non è assenza di regole, ma è regolato da quelle norme che diano a tutti le stesse chance in partenza. Lo stato (vincolo purtroppo necessario) ha il compito di normare, ma deve stare fuori da qualsiasi intervento diretto nel mercato.
    il liberismo dice che lo stato deve porre le normative che riducano la difficoltà a fare commercio e impresa,e che ciò che fa bene all'imopresa fa il bene della società e della nazione. di conseguenza ritiene opportuno partecipare alla creazione delle norme necessarie alla deregolazione e deregolamentazione del mercato e dell'economia. il liberismo non è assenza di regole, ma attuazioni di quelle regole utili all'impresa e al libero mercato, senza regolamentazioni che possano deformare qualunque libertà di gestione economica.

    purtroppo se si aprofondisce la questione questo diventa un vantaggio per gli imprenditori( e non tutti) e un problema per l'economia in virtù sociale.

  5. #35
    laico di sinistra
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    Citazione Originariamente Scritto da Jefferson Visualizza Messaggio
    beh, per fare quello che dici nel tuo esempio non c'è bisogno di uno stato, bastano un medico e un sistema concorrenziale discretamente funzionante, tutto qua.
    invece serve uno stato(che rappresenta la società, quindi democratico) che stabilisce queste regole.
    la garanzia sta nel fatto che la legge è coatta, è valida sempre e non può essere elusa accordandosi sottobanco o cose del genere, nel rispetto del bene e dei bisogni della società nella sua interezza.

    la spiegazione di arsenio sul taxi è perfetta per il discorso che esprimo anch io: un liberale è pluralista, sa mettere in discussione di volta in volta il tutto, perchè è pragmatico, non ideologico, e deve guardare alle questioni caso per caso, non una legge che vale sempre e comunque.

    questa per me è una buona definizione di liberale. un liberista non mette mai in discussione nulla, pensa che la cosa giusta è una e quella va fatta, stop.

    su questo io sono critico, ma essere critici verso il liberismo non significa per forza essere socialisti. socialismo è socializzare l'economia, punto. quelli che ora si dicono socialisti spesso e volentieri non lo sono affatto, nemmeno socialdemocratici.
    le critiche le ho per tutti.

  6. #36
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    invece serve uno stato(che rappresenta la società, quindi democratico) che stabilisce queste regole.
    la garanzia sta nel fatto che la legge è coatta, è valida sempre e non può essere elusa accordandosi sottobanco o cose del genere, nel rispetto del bene e dei bisogni della società nella sua interezza.
    La legge è coatta



    Una grande serie di stronzate dici insomma

    1- non è vero che lo Stato rappresenterebbe la Società se fosse democratico
    2- non è vero che la legge sia ineludibile, solo un imbecille puo' pensare che la legge sia ineludibile
    3- l'accordo tra due persone è la legge, e se una legge dello stato va contro un accordo di due persone che non danneggi terzi essa è semplicemente illegittima, salvi i diritti naturali delle due persone.

    E comunque non è vero che serva uno Stato

    tu scegli il tassista perchè vuoi andare da una parte, non perchè vuoi morire nel tentativo... ci saranno varie compagnie e fatto il tuo trade off tra rischio e costi sceglierai la migliore e sarà tua responsabilità esserti assunto un giusto rischio come quello che è in ogni cosa.

    Gli imbecilli dimenticano sempre che gli scambi si fanno in due e arricchiscono sempre tutti e due
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  7. #37
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    scusa Roney il liberalismo verde dove lo collochi tra le contaminazioni?

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnNozik Visualizza Messaggio
    Considero veri Liberali Antonio Martino, Benedetto Della Vedova, Marco Taradash, Oscar Giannino, Silvio Berlusconi. E pure Duca.



    Se vogliamo considerare berlusconi liberale sui generis mi associo a quanto hai detto

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da centropie Visualizza Messaggio
    Giavazzi.Berlusconi è la negazione del liberismo in quanto il liberale vero è contro ogni monopolio, che limita la libertà individuale di fare impresa con pari opportunità di partenza in un certo settore di mercato.Il liberismo non è assenza di regole, ma è regolato da quelle norme che diano a tutti le stesse chance in partenza. Lo stato (vincolo purtroppo necessario) ha il compito di normare, ma deve stare fuori da qualsiasi intervento diretto nel mercato.
    Potrei dirti che berlusconi il monopolio lo ha rotto 20 anni fa con le sue tv private. Infatti il monopolio esisteva prima del suo avvento nel mondo delle telecomunicazioni ed era statale.

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da lele15 Visualizza Messaggio
    scusa Roney il liberalismo verde dove lo collochi tra le contaminazioni?
    Roney

    Vabbè allora:

    il liberalismo verde se inteso come ecologia di mercato è una non-politica cioè è una politica ex negativo: "sappiamo che il mercato tutela l'ambiente, dunque eliminiamo i vincoli al mercato". Una politica ecologica di mercato è deregolamentare e togliere i divieti pratici di utilizzo dell'energia nucleare, sicuramente più pulita di quelle attualmente usate.

    Poi c'è la visione liberal-democratica o liberal-socialista dell'ambientalismo, cioè quella di un "intervento limitato" [molti liberali considerano un ossimoro una espressione del genere, è la lezione misesiana] nella quale azione negativa ed azioni in positivo si combinano per raggiungere un fine politico astrattamente ritenuto "giusto" sive "desiderabile".

    Io tra le persone che hanno a cuore l'ambiente scelgo certamente la prima visione, quella coerente con il liberalismo puro, ma anche la seconda è legittima per carità.

    lele15
    Dodo88
    Parmigianino
    Ronnie
    JohnPollock
    Su pisìttu
    Enrico1987
    er uagh
    Neptune
    Manfr
    Meridionale
    benfy

    Vedi bene che la tua associazione -liberalismo verde- di cui io faccio parte... è quasi più di sx che di destra Ne faccio parte perchè voglio sostenere il nuclearismo, e perchè non mi piace che scivoli troppo a sinistra ma una cosa va chiarita:

    un programma di azione politica di un raggruppamento eterogeneo di persone puo' chiamarsi "liberalismo verde"

    come ideologia un "liberalismo verde" che corrisponda a quel tipo di cosa e sia "liberale" non esiste, è una crasi inedita e non è certo definibile "liberalismo"

    liberaldemocrazia o liberalsocialismo sono termini più adeguati, d'altronde tu stesso stai nei "liberaldemocraticiriformisti" e avevi come avatar il garofano prima... Quindi ecco diciamo che "non essendoci una storia del liberalismo verde" che possa definire chiaramente, beh allora dipende molto da "chi ci sta cosa dice" in quel contesto con tale nome
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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    Presidente di Progetto Liberale

 

 
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