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Discussione: Sarkozy ha vinto

  1. #51
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    Devo dire che nel dibattito televisivo la Royal non mi ha fatto una grande impressione e che sarei stato addirittura tentato di votare per Sarkozy; ma se fossi francese avrei votato comunque per la Royal, meglio non fidarsi delle impressioni superficiali.

    Ora tutti a dare addosso alla Royal perché ha perso, ma non dimentichiamo che la Royal non è stata scelta da una cricca di funzionari di partito ma da primarie interne cui ha partecipato, se ben ricordo, circa il sessanta per cento degli iscritti al PS (e la scelta di fare le primarie tra gli iscritti ha fatto aumentare di molto il numero degli iscritti). Se fossi stato iscritto al PS probabilmente alle primarie avrei votato per Strauss-Kahn.

    Neanch'io, come benfy, credo che ci sarà un effetto di "trascinamento" a favore di Sarkozy alle politiche; e credo anche che l'UDF non ripeterà il successo di Bayrou.

  2. #52
    Vota con todas tus fuerzas
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    delusione totale

  3. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da Jan Hus Visualizza Messaggio
    Com'è già stato osservato, in Germania governa una coalizione tra l'Unione Cristiana (CDU-CSU) e i socialdemocratici (SPD), quindi il governo non si può definire né di sinistra né di destra.

    La coalizione di governo in Finlandia comprendeva, almeno prima delle ultime elezioni, il Centro (KESK, che fa parte dell'ELDR), i conservatori del Partito di Coalizione Nazionale (KOK), l'Alleanza Verde (VIHR) e il Partito Popolare Svedese (SFP). Il KESK e l'SFP in Europa fanno parte dell'ELDR e il KOK del PPE. Quindi è una coalizione di centrodestra.

    In Svizzera dagli anni Cinquanta c'è un governo collegiale che comprende quattro partiti. La situazione è complicata dal fatto che i partiti hanno nomi diversi da cantone a cantone e sono federati a livello nazionale. I quattro partiti sono, nell'ordine, i "conservatori" (SVP - Partito Popolare Svizzero nella Svizzera tedesca, UDC - Unione Democratica di Centro nella Svizzera francese e italiana), i socialisti (SP - Partito Socialdemocratico per i germanofoni, PS - Partito Socialista per francofoni ed italofoni), i liberalradicali (FDP - Partito dei Liberi Democratici per i germanofoni, PRD - Partito Radicale Democratico per i francofoni, PLR - Partito Liberale Radicale per gli italofoni) ed i cristianodemocratici (CVP - Partito Popolare Cristiano Democratico per i germanofoni, PDC - Partito Democratico Cristiano per i francofoni, PPD - Partito Popolare Democratico per gli italofoni); l'SP-PS aderisce al PSE, l'FDP-PRD aderisce all'ELDR, il CVP-PDC aderisce al PPE e l'SVP-UDC non aderisce ad alcuna famiglia politica europea. Si tratta, come in Germania, di una "grande coalizione", ma a marcata prevalenza moderata.

    In Irlanda il governo è una coalizione tra i Fianna Fàil ("Soldati del Destino", nazionalisti che in Europa aderiscono all'AEN) e i Democratici Progressisti (ELDR); quindi il governo è di centrodestra.

    Il Partito dell'Indipendenza islandese (SSF) è un partito conservatore, e governa con il Partito Progressista (FSF) che è un partito di centro liberale. A parte i socialdemocratici (all'opposizione) nessun partito islandese aderisce ad una famiglia politica europea. Quindi l'Islanda è governata dal centrodestra.

    E gli altri paesi? Nella Repubblica Ceca governa una coalizione tra i conservatori dell'ODS (Partito Democratico Civico), i cristianodemocratici della KDU-CSL (Unione Cristiana e Democratica, aderente al PPE) e i verdi dell'SZ. Coalizioni di centro o di centrodestra (comunque, con i partiti aderenti al PSE invariabilmente all'opposizione) governano anche in Romania (coalizione tra i liberali del PNL, Partito Nazionale Liberale, aderente all'ELDR, ed i cristianodemocratici di lingua ungherese dell'UDMR, Alleanza Democratica degli Ungheresi in Romania), Lettonia, Slovenia, Croazia, Albania, Macedonia e Grecia. Coalizioni eterogenee comprendenti sia i socialdemocratici sia partiti di centrodestra di vario orientamente (liberale, conservatore, nazionalista etc.) governano in Bulgaria, Slovacchia, Lituania ed Estonia.

    In definitiva, l'Europa orientale è praticamente un lago di centrodestra, con al momento una sola vera eccezione, l'Ungheria, pià qualche altro paese in cui partiti aderenti al PSE sono al governo, anche se quasi mai in posizione predominante. In Europa occidentale invece c'è una leggere prevalenza di coalizioni di sinistra, soprattutto nei paesi più grandi (Italia, Spagna, Regno Unito; in parte Germania).
    Dividere cosi meccanicamente DESTRA/SINISTRA i governi è un po' assurdo. Lo si può fare solo per sistemi bipolari. In est europa non ci sono sistemi bipolari.

  4. #54
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    Citazione Originariamente Scritto da iannis Visualizza Messaggio
    intanto ha usato gli stessi temi e argomentazioni

    Sarkozy: “Propongo di andare ancora più in là dei PACS”

    Il candidato dell’Ump alle presidenziali francesi del 22 aprile ci spiega perché gli mettono addosso etichette che non gli assomigliano. sull’integrazione dice: “Preferisco un islam della Francia, in linea con i valori della nostra Repubblica, che un islam sottomesso a influssi stranieri. Il matrimonio? E’ riservato a un uomo e a una donna, ma per gli omosessuali ha un progetto oltre i pacs

    Il Foglio - In Italia lei è considerato un uomo della destra dura, dalle posizioni sempre fisse sull’idea di sicurezza pubblica e dalle tendenze fortemente liberali e populiste, senza dimenticare la sua posizione definita “atlantista”, pro israeliana e pro americana, che tanto inquieta la sinistra italiana ed europea. Ritiene che questo ritratto sia quello giusto?

    Sarkozy - Bene, vediamo, direi che non avete dimenticato nulla. Questa è la lista completa dei tratti più caricaturali solitamente utilizzati da tutti quelli che in generale non hanno esattamente le migliori intenzioni nei miei confronti. Con un pedigree del genere, viene da chiedersi come possa essere candidato alle elezioni in Francia. Questa percezione di me, evidentemente, non è né giusta né veritiera. Ho voluto essere il candidato di una destra repubblicana finalmente libera dal complesso di non essere la sinistra, di una destra sicura dei propri valori: il lavoro, l’autorità, il primato della vittima sui delinquenti, gli sforzi, il merito, il rifiuto dell’assistenzialismo, dell’ugualitarismo e del livellamento verso il basso. Questo fa di me un uomo della destra dura? […]

    F - Lei ha spesso dichiarato di voler rivedere la legge sulla laicità del 1905. Come pensa possa essere modificata, e in che direzione?

    S - Per me non si è mai trattato di toccare i principi fondamentali della legge del 1905. Questa legge non impone proibizioni, ma chiarisce le relazioni tra lo stato e le religioni. E’ una legge di tolleranza, che assicura contemporaneamente la libertà di coscienza e la neutralità dello stato, in altre parole l’uguaglianza dei culti davanti all’autorità pubblica. Ho semplicemente espresso il desiderio di avviare una riflessione sulla necessità di precedere a un nuovo ritocco, per far fronte a una realtà nuova: e cioè il fatto che la religione musulmana, che oggi è diventata la seconda religione in Francia, dopo la religione cattolica, mentre nel 1905 praticamente non esisteva sul nostro territorio. Ricordo poi che questa legge è stata emendata tredici volte! Una relazione di esperti, che mi è stata presentata a settembre, mi raccomandava di modificare la legislazione in modo da dare ai comuni la possibilità, debitamente contestualizzata, di aiutare, se necessario, gli investimenti per il culto. Questa questione merita di essere studiata, proprio perché non è giusto che i fedeli di determinate confessioni apparse di recente sul nostro territorio incontrino difficoltà nella pratica del proprio culto. Non penso però che sia opportuno legiferare senza aver prima ottenuto un consenso molto ampio. Per legiferare su questioni così delicate mi sembra indispensabile che la grande maggioranza dei francesi e delle varie comunità religiose sia d’accordo.

    F - In Italia si parla molto di famiglia, di matrimonio e del ruolo della chiesa, che oggi si rinnova. Lei è contrario al matrimonio omosessuale e all’adozione da parte delle coppie omosessuali. Che sensazioni le ispira la chiesa di Papa Ratzinger, ultima assise morale delle società postmoderne?

    S - Tenuto conto della separazione tra stato e chiesa, è imperativo che i politici francesi mantengano un certo riserbo in materia religiosa. Detto questo, come la maggior parte dei miei compatrioti, ho davvero una grande considerazione e grande rispetto del Papa e di ciò che rappresenta. So cosa debbano all’eredità cristiana l’Europa in generale e la Francia in particolare. Quanto alla questione della famiglia e delle coppie omosessuali, l’ho detto molto chiaramente: non sono né a favore del matrimonio degli omosessuali, né dell’adozione da parte delle coppie omosessuali. Questo però non significa che io neghi la realtà e la legittimità dell’amore omosessuale. Non ha minore dignità dell’amore eterosessuale. Penso semplicemente che l’istituzione del matrimonio, per mantenere un senso, debba essere riservata agli uomini e alle donne. Penso, allo stesso modo, che una famiglia sia costituita da un padre, una madre e dei bambini. Per le coppie omosessuali in Francia abbiamo i pacs. Propongo di andare ancora più in là e creare un contratto d’unione civile che garantisca la perfetta uguaglianza con le coppie eterosessuali sposate, per quanto concerne i diritti alla successione, fiscali e sociali. […]

    Il testo integrale dell’articolo è stato pubblicato sul sito de Il Foglio
    (traduzione di Elia Rigolio)

  5. #55
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    Citazione Originariamente Scritto da nuvolarossa Visualizza Messaggio
    I PRIMI COMMENTI IN ITALIA
    ROMA - Immediati i commenti da parte degli esponenti poilitici italiani dopo l'annuncio dell'elezione di Nicolas Sarkozy all'Eliseo.

    PRODI A SARKOZY: FRANCIA ALLEATO CENTRALE E TU UN AMICO

    "Caro Nicolas, desidero farti giungere le mie più sincere, amichevoli ed affettuose felicitazioni per la tua bella vittoria elettorale e per la nomina alla presidenza della Repubblica francese". E' quanto scrive Romano Prodi in un messaggio inviato a Nicolas Sarkozy per la sua vittoria elettorale. "Il nostro lavoro comune in Europa e nel mondo - continua il premier - non inizia oggi. L'abbiamo intrapreso già diversi anni or sono nelle nostre funzioni precedenti. Così come i rapporti tra Italia e Francia non iniziano oggi perché da secoli i nostri paesi sono legati da un destino comune. Ma la tua nuova responsabilità e la complessa situazione dell'Europa e del mondo ci chiamano a un impegno forte e condiviso". "Il mio paese, il mio governo e io personalmente - conclude Prodi - continueremo a guardare alla Francia come a un alleato centrale e a te personalmente come ad un amico. Con la stima e l'affetto di sempre, tuo romano Prodi".

    tratto da http://www.ansa.it/
    Se avesse vinto Segolene Royal, cosa avrebbe scritto Prodi ?

    PRODI A SEGOLENE ROYAL: FRANCIA ALLEATO CENTRALE E TU UNA AMICA

    "Cara Segolene, desidero farti giungere le mie più sincere, amichevoli ed affettuose felicitazioni per la tua bella vittoria elettorale e per la nomina alla presidenza della Repubblica francese". E' quanto scrive Romano Prodi in un messaggio inviato a Segolene Royal per la sua vittoria elettorale. "Il nostro lavoro comune in Europa e nel mondo - continua il premier - non inizia oggi. L'abbiamo intrapreso già diversi anni or sono nelle nostre funzioni precedenti. Così come i rapporti tra Italia e Francia non iniziano oggi perché da secoli i nostri paesi sono legati da un destino comune. Ma la tua nuova responsabilità e la complessa situazione dell'Europa e del mondo ci chiamano a un impegno forte e condiviso". "Il mio paese, il mio governo e io personalmente - conclude Prodi - continueremo a guardare alla Francia come a un alleato centrale e a te personalmente come ad una amica. Con la stima e l'affetto di sempre, tuo romano Prodi".

  6. #56
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    Triste che l' unico coerente sia stato Fassino. Ricordiamoci che Prodi aveva appoggiato la Royal, seppure con poco entusiasmo.

  7. #57
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    Tanti auguri al nuovo presidente, onore alla sconfitta socialista comunque....

  8. #58
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    Su Sarkozy c'è stata una certa demistificazione.....lo si è presentato come un liberista quando invece non lo è assolutamente.........ed alla fine si dimostrerà essere un presidente nella scia di Chirac per molte cose.........lo si è presentato come un candidato pro americanista quando invece ha subito chiarito che in caso di vittoria avrebbe ritirato le truppe francesi dall'Afghanistan.........ha detto chiaro e tondo che se fosse per lui cose come le stock options sparirebbero....non ha alcuna intenzione di smantellare lo stato sociale francese..........
    E poi ci vuole veramente una sfrontatezza unica ed un mancanza di pudore degna del più stupido tra gli stupidi nel presentare il suo successo come il successo della destra italiana...........ieri Sarkozy ha detto "Rispettate la signora Royal perchè rispettando lei rispetterete i milioni di suoi elettori ...il preseidente della repubbklica deve eesere il presidente di tutti i francesi" mica ha detto "Chi vota partito socialista è un coglione"............in seguito ha ribadito chiaro e tondo che "Tutti i perseguitati nel mondo tutte le donne maltrattate o i bambini costretti al lavoro devono sapere che ci sarà un paese che li difendera la Francia"
    Grandeur o nazionalismo chiamatelo come volete ma di certo da alla politica francese un respiro ben diverso ripetto all'angusta politicuccia italiana fatta da leader populisti che promettono il mare ed i monti o da leader sciapi a capo di caolizioni improbabili

  9. #59
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    ogni paese ha le sue peculiarità , non si posson traslare modelli francesi in italia o viceversa.
    tuttavia i metodi comunicativi si posson emulare , e il tanto criticato dai francesi Berlusconi ha fatto scuola.
    Il sarkosismo pare berlusconismo in salsa francese , il tutto e il contrario di tutto mescolato e sospinto dal carisma del leader.
    sionista e pro arabi , europeista e atlantista , liberista e statalista , decisionista e pragmatico , accogliente e pugno di ferro..sarko è tutto e il nulla , ma sopratutto una forte poersonalita e abilita comunicativa.

    è questa la destra moderna , ma piu in generale è questa la mediacrazia che va a sostituire la democrazia.

    gestisci bene la comunicazione è avrai il potere.
    idee tante e confuse cosi da far felici tutti..poi imponi la tua immagine , il tuo marchio , la tua identità , cosi come un detersivo impone il suo marchio ai consumatori.
    è il populismo moderno , la mediacrazia.

    potere sparato dall alto sulle folle, la morte della partecipazione e della cittadinanaza consapevole.

  10. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio Visualizza Messaggio
    Chissa' se anche Sarkozy incontrava Bontade e Teresi...
    be fosse stato in italia l avrebbe fatto
    ha 20 dita di pelo sullo stomaco..

    sta tranquillo che quelli che in francia contano son stati con lui..non si chiameranno mafia..ma ma magri hanno stesso atteggiamento.

 

 
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