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  1. #21
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    Tutti rigorosamente arroganti e incompetenti, meno Daverio che infatti è stato cacciato.
    Citazione Originariamente Scritto da Furlan Visualizza Messaggio
    Grande Daverio. E' sempre stato 20 anni avanti rispetto agli altri. Settimana scorsa è venuto in Friuli. Ottima conversazione sulla teoria della decrescita. Un genio
    Concordo.

    Citazione Originariamente Scritto da armida Visualizza Messaggio
    Basta sparare sulla Moratti..dai. L'ho sentita in TV difendere Milano contro non so quale film..tanto per cambiare, che denigrava, distruggeva el nòst bellissim Milàn. Se potesse tenersi i danee..avremmo i marcipiedi d'oro, come diceva Formentini.Non saltatemi addosso..non posso polemizzare..Io sono favorevolissima ai Managers..non ai politici: Vi dico una cosa positiva..Finalmente mi sono sentita una persona rispettata. Mio figlio ha ricevuto una lettera dal Comune, Servizi Civici in cui..con educazione e parole semplici gli ricordano che la sua carta d'identità sta per scadere. Gli segnalano gli indirizzi degli uffici comunali..gli orari..il sito internet..che deve portare 3 foto..in caso si smarrimento della carta precedente segnalano le procedure e il costo. Tutto in una pagina..ben evidenziato..spaziato, semplicissimo . ragazzi..mi sono sentita una persona normale..una lettera che sembrava scritta dai managers della mia società privata qui a Milano presso cui ho lavorato. E' un chiaro esempio di "Serving our community". . Avete preesente quando lo stato itagliano vi scrive? Se capiss nagòtta..parole burocratiche incomprenzibbili..incomprenzibbili..incomprenzibbi li..paggine, paggine, inizia con "caro contribuente"..ma siamo pazzi? io esisto in quanto contribuente...ricordatevelo e ribellatevi
    Armida, anche il mio comune spedisce a casa gli avvisi di scadenza della carta d'identità (arrivato l'altro giorno a mia madre) pur avendo alla guida una ex parlamentare della margherita che dormiva sovente sugli scranni; infatti per questo non credo serva per forza una ex presidente rai e ministro dell'istruzione. Il problema è contestualizzare le critiche: e qui, come spesso succede riguardo le nomine, la signora Brichetto Arnaboldi Moratti è indifendibile. Catania all'ATM. Contro ogni logica.

  2. #22
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Un comma della finanziaria dello scorso anno era diventato un incubo per molti membri della casta

    Sono stati approvati i tagli ai cda delle “controllate” dal comune

    Per gli specialisti della “caccia alla poltrona” il comma 729 stabiliva in un numero non superiore a tre “i componenti del consiglio di amministrazione delle società partecipate totalmente anche in via indiretta da enti locali”. Al ministro Lanzillotta devono essere fischiate le orecchie...

    di Giancarlo Pagliarini

    http://www.opinione.it/pages.php?dir...t=8080&aa=2007

    Nella legge finanziaria dell’anno scorso, quella approvata nel Dicembre 2006, c’era un comma, il numero 729, che era diventato un incubo per molti membri della casta e per i loro amici più intimi, in particolare per gli specialisti della sport della “caccia alla poltrona”. Era diventato anche una scocciatura per molti sindaci. Ed era comunque una novità sgradevole per alcuni segretari di partiti politici e per alcuni consiglieri comunali specializzati in “neostatalismo comunale”. Al ministro Lanzillotta devono essere fischiate le orecchie.

    Cosa diceva di così terribile il comma 729? Eccolo:

    “Il numero complessivo di componenti del consiglio di amministrazione delle società partecipate totalmente anche in via indiretta da enti locali, non può essere superiore a tre, ovvero a cinque per le società con capitale, interamente versato, pari o superiore all’importo che sarà determinato con decreto del presidente del consiglio dei ministri su proposta ecc ecc”. A Roma le cose non si fanno mai in fretta. Comunque qualche mese dopo questo “importo” misterioso è saltata fuori e bisogna dire che è risultato irragionevolmente basso: solo 2 milioni di Euro. Il che ha generato moltissimi sospiri di sollievo perché cinque poltrone sono meglio di tre.

    Su quel famoso comma 729 voglio dire due cose.

    La prima è che se fossimo un paese normale una legge del genere sarebbe assolutamente inaccettabile. In un paese normale lo Stato centrale non può e non deve permettersi di determinare con una sua legge il numero dei membri dei consigli di amministrazione delle società di proprietà degli enti locali. Che lo Stato centrale pensi alle sue di società e non rompa le scatole ai Comuni. Diamine: gli enti locali non sono né interdetti né incapaci di intendere e di volere e dovrebbero poter gestire le loro società come meglio credono. Ma il nostro non è per niente un paese normale. C’è ancora troppa finanza derivata. Gli enti locali non hanno sufficiente responsabilità fiscale. E c’è ancora troppa lottizzazione e troppa presenza della casta dei politici nell’economia.
    I politici dovrebbero amministrare, non gestire! Ricordo che sul Corriere Economia del 19 Giugno 2006 si leggeva: “Intorno alle società pubbliche c’è una vera e propria rete di potere e di interessi. Gli incarichi spesso vengono conferiti o per piazzare chi è tagliato fuori dalle elezioni, o chi deve essere ripagato di altri lavori o servizi resi qua e là nel tempo. Elargire cariche è anche un modo per creare consenso e per pagare indirettamente la macchina della politica”. Il libro “La casta” di Stella e Rizzo (più di un milione di copie vendute in pochi mesi. Bellissimo) ha dedicato un intero capitolo a questa prassi, ormai consolidata nel nostro paese e caratterizzata da, chiamiamole così, “radici culturali” molto profonde. Frasi di questo genere “..ci sono tante nomine da fare“, “XX in quota al partito tale, YY in quota al partito talaltro ecc ecc ” fanno parte dell’attività politica quotidiana e quando se ne discute i cittadini sospirano, scuotono la testa, ma dicono “è sempre stato così”, oppure “non è giusto ma non riuscirete mai a cambiare ”.

    Pensate che il Corriere della Sera del 27 febbraio 07 addirittura riportava in un articolo di Elisabetta Soglio questa dichiarazione di un onorevole “Abbiamo convenuto sul fatto che sia giusto arrotondare lo stipendio di alcuni consiglieri, quelli che hanno già fatto una legislatura e che sono impegnati a tempo pieno, affidando loro alcuni incarichi in enti esterni. Questo anche per garantire qualche soddisfazione ad alcuni di loro, che potevano legittimamente aspirare a un posto di assessore e non l’hanno avuto”. Tra gli obiettivi degli enti in questione, se pubblici, non mi risulta ci sia quello di arrotondare lo stipendio di alcuni consiglieri comunali. Per questi motivi il comma 729 della finanziaria dell’anno scorso non ha suscito le mie ire di “federalista disperato”. Incidentalmente: più disperato che mai dopo aver letto la debolissima proposta di legge sul cd federalismo fiscale approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 3 di Agosto.

    La seconda considerazione riguarda, chiamiamola così, la “faccio tosta” dello Stato centrale. Perché se era facile capire che è giusto ridurre gli appetiti dei partiti politici, non era per niente agevole capire perché lo Stato centrale aveva imposto una cura dimagrante alle società partecipate dagli enti locali e non l’aveva imposta anche (e soprattutto) alle sue società. Incredibile, vero? Che faccia di tolla, diciamo a Milano. Adesso lo Stato centrale è corso ai ripari e, con un anno di ritardo, ha rimediato alla sua gaffe. Infatti l’articolo 85 della legge finanziaria di quest’anno è intitolato “Riduzione dei componenti degli organi societari delle società in mano pubblica ecc ecc”. E’ un articolo piuttosto lungo, non è scritto in modo particolarmente chiaro e tocca ben sette argomenti, uno dei quali prevede , per le società controllate da amministrazioni pubbliche statali, la riduzione “dei componenti degli organi societari a tre, se composti attualmente da più di cinque membri, e a cinque , se composti attualmente da più di sette membri”. Bene.

    La settimana scorsa questo testo è stato approvato dal Senato, ma vi confesso che non sono per niente sicuro che a Montecitorio la casta non proverà con un colpo di coda a cambiarlo oppure almeno a guadagnare qualche anno. Adesso vediamo cosa è successo Giovedì scorso, il 15 di Novembre, a Milano nell’aula di Palazzo Marino. Per rispettare la vecchia legge finanziaria quattro società partecipate dal Comune di Milano dovevano ridurre i membri dei consigli di amministrazione. La ATM da 7 a 5 , la MM da 11 a 5, la SEA da 9 a 5 e la SO.GE.MI da 7 a 5. AEM è esclusa perché è quotata in borsa. I consiglieri del comune hanno votato una delibera, presentata dal Vice direttore generale Rita Amabile e dal Sindaco Moratti che modifica gli statuti di queste società riducendo a cinque i membri dei loro Consigli di Amministrazione. La delibera presentata dal sindaco si riferiva alle società partecipate totalmente dal Comune.

    Ma la legge si riferiva alle “società partecipate totalmente anche in via indiretta da enti locali”. “Anche in via indiretta” significa che la regola vale anche per le controllate, e a questo i consiglieri del Comune di Milano hanno rimediato approvando un mio emendamento che inserisce nella delibera anche questo testo: “In presenza di statuti che prevedono per i Consigli di Amministrazione un numero superiore a tre o a cinque, anche le Assemblee di tutte le società controllate da società partecipate totalmente dal Comune di Milano dovranno essere convocate prima del 22 Novembre per approvare le necessarie modifiche ai rispettivi statuti”. Questo emendamento è stato approvato mentre purtroppo è stata bocciata l’altra proposta, quella di ridurre i membri dei Consigli di Amministrazione a tre. Le poltrone rimangono a quota cinque e se teniamo presente che stiamo parlando di società partecipate totalmente la cosa non è logica. Peccato. Sarà per la prossima volta.

    In extremis invece è stata approvato un altro emendamento che anticipa il contenuto della finanziaria di quest’anno. Il testo della delibera approvata a palazzo Marino prevede che “i componenti del consiglio di amministrazione non possono assumere la carica di amministratore di eventuali società controllate se non per casi motivati e comunque a titolo gratuito”. Il testo della legge finanziaria in discussione a Roma (ancora l’articolo 85, comma 3) è diverso, più lungo, barocco e meno chiaro. In ogni caso la scommessa che mi sento di fare purtroppo è questa: qualche amministratore della società A non farà più l’amministratore a titolo gratuito della società B controllata da A…ma magari sarà nominato amministratore della società Z, controllata da W. E verrà regolarmente retribuito. E magari qualche amministratore della società W invece di amministrare gratuitamente la controllata Z riuscirà a farsi nominare nel Consiglio di Amministrazione della società B, venendo regolarmente retribuito. Perché nel nostro paese la regola è sempre stata questa: “fatta la legge trovato l’inganno”. Chi vivrà vedrà.

  3. #23
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Il 14 ottobre è andato in onda su Report l'aggiornamento della puntata "Cara politica" del 19 novembre 2006: è stata data per l'ennesima volta l'idea di come sia amministrata Milano dalla sciura Moratti e dalla congrega al cui vertice spicca l'ex sindaco craxiano Borghini, sciagura pluritrombato e oggi sia consigliere regionale (listino forminchioni se non vado errato) sia direttore generale del comune milanese (alleato della nodde sia al pirellone che a palazzo marino tanto per intenderci).

    La trascrizione dell'aggiornamento

    Il video (11'52")


    BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
    E siamo arrivati alla stagione dei tagli, dal Quirinale al Parlamento al Governo. E la finanziaria del 2008 prevede il taglio del 10% dei rimborsi elettorali, la riduzione degli aumenti degli stipendi, la riduzione dei membri dei Consigli di Amministrazione e una stretta su incarichi e consulenze. In una puntata dell’anno scorso proprio sulle consulenze, ci siamo occupati dell’assunzione di 54 dirigenti esterni da parte dell’amministrazione Moratti a Milano. Alcuni dirigenti interni, denunciarono un gravissimo ricatto, se non andavano in pensione venivano declassati.

    DA REPORT DEL 19/11/2006

    ANNAMARIA OSNAGHI- Ex Dir. di settore tecnico Comune di Milano
    Sono stata convocata il 29 agosto e mi è stato comunicato che il mio ultimo giorno di lavoro sarebbe stato il 31 agosto. Sono stata incentivata e mi è stato sostanzialmente comunicato che se non avessi accettato non ci sarebbero stati probabilmente incarichi equivalenti a quelli che avevo.

    BERNARDO IOVENE
    In quattro giorni lei si è trovato in pensione?

    GIANFRANCO PRIVITERA- Ex Dirigente di settore tecnico Comune di Milano
    Sì. In quattro giorni ho dovuto decidere perché la proposta era corredata da un ...da parte del responsabile del personale da un’indicazione verbale ovviamente, che non ci sarebbe stato, sicuramente non un’identica collocazione funzionale ed era anche possibile che ci fosse un abbassamento del livello stipendiale.

    BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
    L’opposizione e le Rappresentanze di base hanno denunciato il numero e il costo dei nuovi dirigenti assunti, alcuni, dicono, hanno scarsa competenza, altri, sono candidati non eletti del centro destra, addirittura una viene dall’Udc della Calabria.

    DA REPORT DEL 19/11/2006

    BASILIO RIZZO- Consigliere Comune di Milano Lista Fo
    Il direttore generale del comune di Milano era candidato alle elezioni nella lista Moratti, non è stato eletto ed è stato nominato Direttore generale.

    BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
    Ad un anno di distanza, proprio il direttore generale insieme al sindaco Moratti, sono sotto indagine della corte dei conti e rischiano di pagare personalmente 2 milioni di euro per danno erariale. La contestazione è sul numero dei dirigenti e dei consulenti assunti e sulle loro competenze...

    BERNARDO IOVENE
    Lei si è presentato alle elezioni con la lista Moratti?

    GIAMPIERO BORGHINI – Dir. Generale Comune di Milano
    Sì.

    BERNARDO IOVENE
    Non è stato eletto ed è stato fatto direttore generale!

    GIAMPIERO BORGHINI – Dir. Generale Comune di Milano
    Io farei... che sono Consigliere Regionale...

    BERNARDO IOVENE
    Anche.

    GIAMPIERO BORGHINI – Dir. Generale Comune di Milano
    Quindi incompatibile nel modo più assoluto con la carica di Consigliere Comunale.

    BERNARDO IOVENE
    E non è incompatibile fare il direttore generale con un...

    GIAMPIERO BORGHINI – Dir. Generale Comune di Milano
    Assolutamente no, questa è una professione, del resto il Consiglio regionale come il parlamento ma soprattutto i Consigli Regionali è pieno di professionisti, non è un lavoro a tempo pieno. Se noi trasformassimo il lavoro di consigliere regionale in un lavoro a tempo pieno che impedisce ogni altra attività noi non avremmo più consiglieri regionali, avremmo dei funzionari di partito.

    BERNARDO IOVENE
    E’ un bello stipendio come consigliere regionale, insomma sono 10- 11 mila euro al mese!

    GIAMPIERO BORGHINI – Dir. Generale Comune di Milano
    Ritengo che siano di meno ma comunque è pagato per fare il consigliere regionale che è una funzione legislativa molto importante.

    BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
    Un lavoro importante però part-time, ma retribuito 10 mila euro al mese. Il consigliere regionale e direttore generale del comune, già sindaco di Milano nel 1992, sulla competenza dei dirigenti esterni non ha dubbi.

    BERNARDO IOVENE
    Il criterio con cui sono stati scelti è stata la competenza?

    GIAMPIERO BORGHINI – Dir. Generale Comune di Milano
    Assolutamente, non si può adottare un altro criterio.

    (…)

    BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
    Per esempio, Luca Concone, che nel suo curriculum specifica che in ambito sociale ha lavorato a riporto della famiglia Moratti, ha avuto un contratto di 240 mila euro all’anno come direttore dell’area pianificazione, e dopo qualche mese ha lasciato l’incarico.

    MARILENA ADAMO – Consigliere Comunale Gruppo Ulivo
    Si sono resi conto che qua non funzionava nonostante gli avessero fatto un buon contratto, gli han trovato un altro posto perché qua non funzionava.

    BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
    Una rappresentante del sindacato RDB che protestava contro lo spreco di questo incarico esterno pagato a peso d’oro, è stata citata in giudizio per lesa immagine e le chiedono personalmente 500 mila euro di risarcimento.

    DANIELA CAVALLOTTI – Rappresentante di base Comune di Milano
    Chiunque denunci qualsiasi inadempienza viene querelato e denunciato a titolo personale.

    BERNARDO IOVENE
    Quanto prendeva al mese?

    DANIELA CAVALLOTTI – Rappresentante di base Comune di Milano
    Mille euro.

    BERNARDO IOVENE
    Mille euro, e le hanno chiesto?

    DANIELA CAVALLOTTI – Rappresentante di base Comune di Milano
    500 mila.

    BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
    Un altro consulente esterno il signor Paolo Glisenti, collaboratore a supporto del sindaco guadagna 900 euro al giorno fino a un importo annuale di 165.000 euro.

    BASILIO RIZZO – Consigliere Comunale di Milano – Lista Fo
    E naturalmente in questa giornata di lavoro deve lavorare almeno cinque ore, senza obbligo di presenza nel Comune, oltre ai rimborsi spese, svolge anche altri incarichi che prima o poi gli saranno retribuiti certamente.

    BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
    Tra gli assunti esterni risultano oltre ai non eletti persone dello staff elettorale del sindaco nonché il suo fotografo personale durante la campagna elettorale. E poi c’è una dirigente che è stata rimossa dall’asl di Lamezia Terme, poi candidata non eletta dell’Udc in Calabria, costa 217 mila euro all’anno. Borghini dice che è molto capace.

    GIAMPIERO BORGHINI – Dir. Generale Comune di Milano
    E’ diventata milanese, si vede che a Milano l’aria le fa bene, non so a Lamezia forse un po’ meno comunque a Milano l’aria le ha fatto veramente molto bene.

    MILENA GABANELLI IN STUDIO
    Alla faccia di tutti quelli che dicono che l’aria di Milano fa male!
    Se non fosse per la Corte dei Conti che ha chiuso le indagini e dice "90 incarichi illegittimi, un danno all’erario per 11 milioni di euro". Se si accerta il dolo dovranno pagarli Moratti, Borghini e assessori.

  4. #24
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito c.v.d.

    Altri quattro funzionari devono rispondere di vari reati

    Letizia Moratti indagata per abuso d'ufficio

    Inchiesta sugli «incarichi d'oro» a consulenti esterni. Il sindaco: «Sono serena, abbiamo reso più efficiente la macchina del Comune»

    http://www.corriere.it/vivimilano/po..._moratti.shtml

    MILANO - Il sindaco di Milano Letizia Moratti è indagato per abuso d'ufficio a scopo patrimoniale nell’ambito dell’inchiesta sugli «incarichi d'oro» assegnati a consulenti esterni. Perquisizioni e acquisizioni di documenti a Palazzo Marino da parte della Guardia di finanza e dei carabinieri. I reati contestati sarebbero stati commessi tra il luglio 2006 e il febbraio 2007. La Procura contesta al primo cittadino di non aver rispettato i criteri di competenza e professionalità nella nomina dei consulenti violando i criteri della prioritaria pubblicità e della ricerca all'interno dell'amministrazione, della professionalità e della comparazione tra diversi curriculum. Nell'inchiesta è emerso che una decina di funzionari di alto livello sarebbero stati forzati a rinunciare alla propria carriera, andando in pensione con incentivi che andavano dalle 4 alle 15 mensilità, con decisioni prese nel giro di tre giorni. In seguito sarebbero stati nominati in totale una novantina di funzionari con stipendi a volte triplicati.

    LA RICOSTRUZIONE - Secondo gli investigatori «è stata azzerata la memoria storica del Comune di Milano». L'indagine riguarda una decina di casi di concussione da parte di tre alti dirigenti di Palazzo Marino a danno di funzionari che sarebbero stati forzati ad andare in pensione nel 2006. Nell'inchiesta del pm Robledo è emerso da «testimonianze plurime e concordanti» che una decina di funzionari con ruoli di coordinamento, a fine agosto 2006, sono stati convocati dai vertici del Comune e messi davanti a un bivio: andare in pensione decidendo nel giro di tre giorni al massimo o essere demansionati con un taglio dello stipendio che poteva arrivare al 25%. Quegli stessi funzionari, con un lettera firmata dal sindaco il mese scorso, sono stati invitati per venerdì 30 novembre alle 18 a Palazzo Reale, dove, nella sala delle Cariatidi, riceveranno una medaglia di benemerenza in qualità di dipendenti del Comune per «la lunga e fattiva collaborazione».

    «SONO SERENA» - «Sono serena e assolutamente certa che l'inchiesta si concluderà positivamente». È tranquilla e ottimista Letizia Moratti e si è detta pronta a collaborare con la magistratura e a fornire tutti gli elementi necessari. «L'attività di indagine riguarda i dirigenti nominati all'inizio del mio mandato». Una attività di cui la Moratti va fiera in quanto ha portato a «creare maggiore efficienza nella macchina del Comune, riuscendo a mettere più investimenti al servizio dei cittadini, 94 milioni di euro in due anni, e ad abbassare le tasse. Sono orgogliosa della riorganizzazione che ho fatto e la rifarei. Sono serena, tranquilla - ha ribadito - lasciamo che la magistratura possa compiere, come è giusto, le indagini. Noi collaboriamo pienamente». La Moratti si è detta anche disponibile a riferire dell'inchiesta in Consiglio comunale qualora giunga una richiesta in tal senso dall'assemblea.

    GLI ALTRI INDAGATI - Altri quattro dipendenti comunali devono rispondere di vari reati; tra loro ci sono anche Giampiero Borghini, ex sindaco del capoluogo lombardo e attuale direttore generale del Comune, e la sua vice Rita Amabile. Borghini è accusato di corruzione, abuso d'ufficio e truffa aggravata, la Amabile di concussione. Gli altri due indagati sono Alberto Bonetti Baroggi, capo di Gabinetto, accusato di truffa aggravata e Federico Bordogna, ex direttore centrale delle risorse umane, che deve rispondere del reato di concussione. L'indagine era sta avviata dalla Procura di Milano ed è condotta dal pm Alfredo Robledo.

    SOLIDARIETA' - «Esprimo totale solidarietà al sindaco. Chiunque ha fatto l'amministratore e fa l'amministratore sa che i cittadini chiedono a un sindaco di amministrare bene la propria citta». È il commento del vice commissario milanese di Forza Italia Maurizio Lupi, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it. «Letizia sta svolgendo questo ruolo in coerenza con quello che le è stato chiesto. Cosa che sta facendo nella scelta dei propri collaboratori e della macchina amministrativa. Sono preoccupato che la magistratura diventi uno strumento del confronto politico. La cosa nasce da una denuncia giusta dell'opposizione che rientra nella dialettica politica. Sono convinto che la magistratura farà il suo dovere, mi auguro che non si utilizzi come sempre nell'ambito di un confronto politico un terzo potere che deve rimanere estraneo».

    BASILIO RIZZO - «Milano non merita di avere un sindaco che non sia più che al di sopra di ogni sospetto - ha detto Basilio Rizzo -. Non possiamo avere una struttura amministrativa sotto, e lo dico tra molte virgolette, ricatto della politica perché questo non aiuta il funzionamento della macchina comunale». Il consigliere ha spiegato la ragione per cui, dapprima con tutti i capi gruppo dell'opposizione, scrisse due successivi esposti alla magistratura contabile sulle presunte irregolarità di nomine e assunzioni a Palazzo Marino e, successivamente, questa volta da solo, depose un esposto, per lo stesso motivo, alla Procura della Repubblica. «Noi non siamo contenti che arrivi la magistratura - ha aggiunto il consigliere -. Avremmo preferito una soluzione politica». Ma la reazione della giunta, «nonostante più volte abbiamo chiesto chiarezza», sarebbe sempre stata «tra il sicuro e l'arrogante».

    CASTELLI - «La notizia sarebbe se qualche amministratore, ministro o sindaco di grandi città, non fosse mai indagato per abuso d’ufficio - ha detto l'ex ministro della Giustizia, il leghista Roberto Castelli -. Faccio l’esempio del ministero di Giustizia. Diliberto, Fassino, Castelli e Mastella: quattro persone completamente diverse per origine, studi, cultura ed esperienza politica, tutti e quattro accomunati da un’unica cosa. Tutti e quattro sono stati indagati per abuso d’ufficio. Secondo me il sindaco di Milano reagirà con grande misura ed equilibrio anche se dentro di sé ribollirà perché si sentirà colpita da una grande ingiustizia. Conosco Letizia Moratti e credo che sia una persona adamantina».

    29 novembre 2007

  5. #25
    Fuoco su Via Bellerio!
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    Emblematica la nomina a Malano dell'ex sindaco di Varese (la città dei grattacieli e dei grattaculi leghisti)a consulente esperto (in violazioni della Bossi-Fini?).
    A Varese, dopo le indagini della magistratura e le indiscrezioni della stampa,non poteva più stare, ma era pur sempre uno che i viaggetti di lavoro in Romania e Svizzera mica li faceva da solo e le giovani extracomunitarie senza permesso (sempre per lavoro) mica le frequentava da solo e forse non era bene che rimanesse a piedi e col dente avvelenato. Eccolo dunque trasformato in esperto e strapagato a Malano, la città dell'onorevole Salvini, uomo chiave del governo Moratti e seduto in maggioranza dalla notte dei tempi.
    Modello Lega, Modello Malano.

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    Come amministratore pubblico la Moratti è da sempre una sciagura integrale. Da ricercatore vi posso dire che la sua gestione del Ministero che allora era dell'Istruzione, Università e Ricerca è stata tanto incompetente quanto arrogante..
    Confermo in toto: l' incompetenza, l'arroganza (e il volgare clientelismo) di Letizia Brichetto Arnaboldi in Moratti come ministro dell' Istruzione, Università e Ricerca scientifica erano allucinanti. Una vera e propria sciagura. Confermo altrettanto quanto è stato detto di Philippe Daverio, una persona colta a livelli europei, originale e interessante, davvero, secondo me, all'altezza del compito che gli era stato affidato, anche se non conosco i dettagli della sua esperienza al comune di Milano. Anzi, qualcuno mi potrebbe, per favore, dire come mai Daverio fu costretto ad andarsene? Mi piacerebbe saperlo.

  7. #27
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    Salvini, preso con le mani nella marmellata, urla al Corriere che si tratta di una montatura giudiziaria, salvo poi ammettere che è vero che ci sono troppi collaboratori e troppo pagati. il solito ipocrita. il solito protagonista della Malano da bere.Anzi, da magnare.

  8. #28
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Citazione Originariamente Scritto da vlassov Visualizza Messaggio
    Salvini, preso con le mani nella marmellata, urla al Corriere che si tratta di una montatura giudiziaria, salvo poi ammettere che è vero che ci sono troppi collaboratori e troppo pagati. il solito ipocrita. il solito protagonista della Malano da bere.Anzi, da magnare.
    Nel peggior stile psi e dc mentre tangentopoli e "nuovi movimenti" li travolgevano...

 

 
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