La Sinistra italiana? Avariata. Un animale in via d'estinzione

di Maurizio De Caro

Uno scenario sinistro. Perde in tutta Europa, patria del diritto e delle grandi Rivoluzioni moderne, non trova idee e figuriamoci leader. Ricicla ex-sindaci, post-ministri in evidente andropausa e signore ormai verso la deriva senile. I giornali che l'appoggiano strillano sempre di più per dire sempre di meno e l'unica cosa che rimane e la spocchia, straordinaria, invincibile spocchia che la Sinistra, questo animale in via d'estinzione conserva gelosamente unica vera gloria del suo Pantheon perciolante. Perderà in Inghilterra dove Blair era di sinistra quasi quanto la Thatcher, e libertario come Regan ma meno di Chirac, in Olanda e nei paradisi sociali scandinavi, la grande malata terminale, è al capolinea. Nella grande madre Russia comandano gli oligarchi che avrebbero fatto orrore perfino a Beria. Resiste la Spagna ye-ye di Zapatero-Ferrarelle "hasta la movida siempre", di nozze gay e rivincite sociali.

Perde ovunque e comunque perché come dicono "i compagni che hanno sbagliato" per vincere bisogna allearsi con i democristiani, di qualsiasi compromesso, di qualsiasi post-qualcosa ma di centro cioè del nienteche contiene tutto. Alleiamoci e mediamo, costruiamo l'aurea mediocrità, fatta di finti pacs, quasi-inseminazioni assistite, simil-eutanasia, pseudo-prostituzioni. Con buona pace dei nostalgici mangiatori di infanti che si annidano nelle foci di quello che resta del Po, come nell'attesa beckettiana del ritorno di Peppone e le sue bestemmie simpatiche, mangiaprete credente, marxista dal volto umano. La sinistra evapora, a parte qualche villaggio-vacanze romagnolo, e che ci resta di quel giorno luminoso, di quel "sol dell'avvenir" che se è tramontato e non ce ne siamo accorti. E' passato col suo carico di meraviglie tecniche e tecnologiche e di utopie e di cortei, di costruzione dei presupposti po-lli-tti-cci della rivoluzione permanente come in un'estate infinita del sessantotto.

In Italia la sinistra è molto italiana nel senso che recepisce il peggio di tutte le peggio gioventù del mondo: litigiosa su tutto ma, soprattutto, sulle poltrone di cui è avida ma al contempo glamour. Indifferente all'innovazione, refrattaria alla promozione dei talenti, maestra di retorica, dischiude le sue alucce e pensa di essere un'aquila reale ma l'effetto e piuttosto da gallinaceo. Vi ricordate Scarpantibus? E' veramente imbarazzante guardare uomini (e le pochissime donne) che si vestono come gli altri, parlano come quelli di prima e danno dei qualunquisti a tutti quelli che cercano di imbastire una critica iconoclasta seria. Perché a sinistra si entra per cooptazione, perché l'esame del dna è sempre truccato, si nasce da e dai rivoluzionari e si muore irrimediabilmente con lo scudo crociato nel culo.

In questa atmosfera da deja-vu ("aridatece er Puzzone" con tutto il rispetto per Duci e Ducetti riciclati o riabilitati) e tutto un rincorrere moderati e moderazione e scoprirsi turbati per le parole concilianti e bavose di qualche prete o pretone sempre in prima linea e in prima serata che ci spiegano suadenti la ragione scientifica dei miracoli di Cristo. Tra le sinistre possibili quella italiana è la più deprimente con il suo campionario di merci avariate e stoffe taroccate che neanche i truffatori-ambulanti degli anni cinquanta e i sindaci-sindacal-sceriffi sono a sinistra, con i ministri di sinistra-centro garantisti verso i grassatori e i bancarottieri (così tanto cari ed educati, signora mia), e la pericolosa oscillazione tra mercato pubblico e di Stato tra liberismo libertario e libertino e checcazzo con questi magistrati che continuano a far finta di arrestare i potenti e addirittura le veline amiche dei potenti, che bello scenario di rinnovamento.

La sinistra evapora con i primi sudori e le scalmane delle teste calde che incontrano sindaci e discutono di occupazioni tra i broccati del Caffè Florian, e ragionano di rivoluzione dolce, armoniosa, delicata, mentre nasce il più democratico dei partiti quello che contiene tutto e non fa torto a nessuno, un'area vasta che raggruppa ruderi del paleolitico e giovani-vecchi (o viceversa) pimpanti e salottieri e così moderni da sembrare vivi, reali. Il trionfo della "festa de noantri". Non cambiano le barche, e nemmeno i puttan-tour da Briatore, e il Partitone nascerà nell'anniversario delle primarie (ma nessuno è d'accordo neppure su quello e poi chi se ne frega delle primarie se non esiste un leader), sarà socialista, radicale ma moderato, d'avanguardia ma nel rispetto delle tradizioni, corporativo e liberale, simil-marxista e cattolico, laico ma confessionale insomma un partito del cazzo, con tutto il rispetto per i tardivi frequentatori di filosofi.

Nel suo Pantheon non potranno mancare: Alvaro Vitali e Curzio Malaparte, Renzo Arbore e Ralf Darhendorf, Anna Finocchiaro e Anna Falchi (con o senza Ricucci), la famiglia Berlinguer e la famiglia Benvenuti (quella con Giusva Fioravanti come giovane protagonista), Carlo Freccero, Cesare e Lucio Bastisti, Valentino Rossi e Pedro Almodovar, Ric e Gian, Gianni e Pinotto, Zigmunt Baumann, Piergiorgio Odifreddi e naturalmente il grande Fiorello. Non piove più, la giornata è serena, soleggiata e felice per il bel paese, partono i concerti negli stadi e la programmazione fresca, estiva delle tivvù commerciali bipartizan ci farà compagnia in questa nuova vacanza (intelligente come piace alla sinistra). Non sono mai stato così democratico.