Un grande articolo, da www.kalash.ilcannocchiale.it
Noi affermiamo che con Berlusconi il marketing è entrato in politica. E' sbagliato, perché Berlusconi ha semmai adeguato la realtà italiana con ciò che avveniva da qualche anno in America (ricordate Ritorno al futuro, con la gag di Doc su Reagan, "l'attore?", Presidente USA).
Oggi, parlare da nostalgico dell'epoca di De Gasperi e di Togliatti può far roteare gli occhi come la celeberrima emoticon, ma il succo è che la politica sta uscendo dalla scena sociale, ed è sempre più sostituita in campo dalla sua cugina bella e stupida, la campagna di marketing.
Lo strapotere mediatico vizia i contenuti e li pone in secondo piano rispetto alla forma: inutile dire che questo è il risultato di un circolo vizioso, nato con l'epoca di cacao Meravigliao e Cicciolina, e proseguito con il Berlusca e i suoi epigoni di destra e di sinistra.
Guardate, in basso, la campagna elettorale di una candidata al senato in Belgio, tale Tania Derveaux, e confrontatela con quella della top model australiana Emily Scott, probabilmente oggi la più bella donna del mondo. Provate a stabilire in cosa differiscono...
Lo slogan sotto le foto della Derveaux (per i fan di questo genere, ce ne sono ormai a bizzeffe su Internet...) dicono "Ti voglio...(votare per me)", "400.000 posti di lavoro"....io credo che il messaggio sotteso, rivolto all'elettorato maschile, sia più o meno questo: "Votami, e te la darò".
Ecco, la politica oggi è questo; too fast too furious, fast girls, fast cars. Continuando sulla falsariga, assisteremo a deputati proposti con tanto di assistenza post-vendita, con gadget....
Eppure, sembra che la tendenza sia incontrovertibile. Mi piacerebbe che le femministe, invece di rompere i coglioni sulle sole quote rosa, uscissero fuori spiegandoci se fa piacere il modello di donna che emerge da questo andazzo. O se fa fico che Luxuria e la Santanché ci vengano a sfracassare i cosiddetti sulla lunghezza delle loro gambe. O se in Parlamento dobbiamo assistere con gioia all'eruzione di eletti/e che provengono dal mondo dello spettacolo.
A questo punto, preferisco di gran lunga Andreotti.
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