Scusandomi per il ritardo, ricordo Bobby Sands, deceduto il 5 Maggio 1981,
iniziando la saga degli Hungerstrikers nel segno della lotta per la Liberta' dell'Ulster.
Bobby, non temere, sarai sempre nel cuore degli amanti della Liberta' dei Popoli.![]()


Scusandomi per il ritardo, ricordo Bobby Sands, deceduto il 5 Maggio 1981,
iniziando la saga degli Hungerstrikers nel segno della lotta per la Liberta' dell'Ulster.
Bobby, non temere, sarai sempre nel cuore degli amanti della Liberta' dei Popoli.![]()


L'allodola e il combattente per la libertà (Un giorno della mia vita - Bobby Sands)
“Una volta mio nonno mi disse che imprigionare un’allodola è uno dei crimini più crudeli, perché l’allodola è tra i simboli più alti di libertà e felicità. Sovente parlava dello spirito dell’allodola, riferendosi alla storia di un uomo che aveva rinchiuso uno dei suoi tanto amati amici in una piccola gabbia. L’allodola, soffrendo per la perdita della sua libertà, non cantava più a squarciagola, né aveva più nulla di cui essere felice. L’uomo che aveva compiuto tale atrocità, così come la definiva mio nonno, esigeva che l’allodola facesse ciò che lui desiderava: cioè cantare più forte che poteva, obbedire alla sua volontà, cambiare la sua natura per soddisfare il suo piacere e vantaggio. L’allodola si rifiutò. L’uomo allora si arrabbiò e diventò violento. Cominciò a far pressioni sull’allodola affinché cantasse, ma inevitabilmente non ottenne alcun risultato. Così ricorse a mezzi più drastici. Coprì la gabbia con un telo nero, privando l’uccello della luce del sole. Le fece patire la fame e la lasciò marcire in una sporca gabbia, eppure essa si rifiutò ancora di obbedirgli. Alla fine l’uomo la uccise. Come giustamente diceva mio nonno, l’allodola possedeva uno spirito: lo spirito di libertà e di resistenza. Desiderava ardentemente essere libera e morì prima di essere costretta ad adeguarsi alla volontà del tiranno che aveva cercato di cambiarla con la tortura e la segregazione. Io sento di avere qualcosa in comune con quell’uccello, con la sua tortura, la sua prigionia e la morte a cui alla fine andò incontro. Possedeva uno spirito che non si trovava facilmente neppure tra di noi, i cosiddetti esseri superiori, gli uomini”.
Tiochfaid ar là!


Un libro da leggere.
Bobby, mo chara, riposa in pace. E tutti gli altri con lui.


Esatto.![]()
Ne riporto un altro passo:
Retate di prigionieri politici, gli assalti armati, i morti, o le incursioni all'alba, quando uno ascoltava col cuore in tumulto il rimbombo degli scarponi militari sull'acciottolato delle strade e, sbirciando dalle finestre, vedeva un vicino trascinato dagli agenti speciali.
Con l'avvento della televisione i racconti di mia madre furono sostituiti dalle immagini. Le mie idee si confusero: i cattivi descritti da mia madre erano sempre i miei eroi televisivi, i soldati inglesi lottavano per la giustizia e i poliziotti erano invariabilmente bravi ragazzi. Da piccolo io mitizzai le loro gesta e li imitai nei miei giochi infantili. A scuola imparai la storia, ma era sempre storia inglese. Poi cominciai a chiedermi perchè non insegnavano mai la storia del mio paese, l'Irlanda; (...) La mia vita cominciò a cambiare. Poco a poco il contenuto dei telegiornali mutò e io notai con maggiore frequenza gli "agenti speciali" che caricavano la folle nelle strade. Dal modo in cui mia madre mostrava i pugni al televisore compresi che era gente come noi ad essere perseguitata e bastonata. Nell'agosto del '69 la violenza scoppiò nelle strade e il nostro quartiere sembrò colpito da un uragano. Il mio piccolo mondo personale si frantumò, Arrivarono gli "speciali" seguiti da orde di orangisti inferociti, e invadevano le nostre strade, sparavano, incendiavano, saccheggiavano, uccidevano. Non c'era nessuno a difenderci, allora, a parte i "ragazzi", come mio padre chiamava gli uomini che proteggevano il quartiere con poche armi antiquate. Poco dopo apparvero nelle strade strane persone, voci, facce, sottoforma dei soldati britannici. Non li consideravo più gli eroi della mia infanzia...
Avevo ormai più di 18 anni ed ero cresciuto nella violenza. Non importava quanto io ci provassi, o quante pietre tirassi, non riuscivo mai a batterli, gli inglesi tornavano sempre. A 18 anni e mezzo entrai a far parte dei Provos e andai ad affrontare la potenza di un impero. Mia madre mi guardò piena di orgoglio e di paura quando uscii per la prima volta imbracciando una carabina.
L'Irish Republican Army condivide l'antica tradizione di ribellione irlandese, come avversaria del dominio inglese. Quei "ragazzi" credevano di essere gli eredi del più antico esercito di guerriglia del mondo che avesse condotto una guerra contro gli inglesi per più di 60 anni. Non si consideravano terroristi, poichè il loro scopo, a differenza della S.A.S. (i reparti speciali dell'esercito britannico) non era terrorizzare i civili, ma proteggere e difendere mezzo milione di irlandesi dalla distruzione e forse dalla morte e quindi liberarsi dall'occupazione degli inglesi, ritenuti la causa principale di tutto questo dolore.
Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l'Irlanda non diventerà una sovrana, indipendente, repubblica socialista.
Quanto dovremo ancora patire? Un corpo non lavato, nudo e distrutto da dolori muscolari, accovacciato in un angolo di un antro malsano, costretto a defecare sul pavimento, dove gli escrementi non sarebbero stati rimossi e il cui odore si sarebbe mescolato al già insopportabile puzzo di urina e di cibo in decomposizione (...).C'erano momenti in cui avrei preferito essere al cimitero di Milltown, quando tutto si faceva così insopportabile che non m'importava niente di essere vivo o morto, pur di scappare via da quell'incubo infernale. Non stiamo forse morendo lo stesso? Il nostro giorno verrà! Il nostro giorno verrà! Il nostro giorno verrà!
Quei luoghi di tortura e i sadici che li popolavano avevano distrutto il mio corpo, ma non erano riusciti a uccidere il mio spirito (...). Potrete fermare o uccidere un rivoluzionario, ma non riuscirete ad uccidere o a fermare la rivoluzione!
Il direttore del carcere è venuto da me e mi ha detto apertamente: "Vedo che stai leggendo un libro breve. Meglio così. Se fosse lungo non riusciresti a finirlo". Ecco che gente sono. Maledetti!
La mente è la cosa più importante. Se non hai una mente forte per resistere a tutto non ce la fai (...). Se non riescono a distruggere il desiderio di libertà non possono stroncarti. Non mi stroncheranno perchè il desiderio di libertà e la libertà del popolo irlandese sono nel mio cuore. Verrà il giorno in cui tutto il popolo irlandese avrà il desiderio di libertà. Sarà allora che vedremo sorgere la luna.








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Rimanendo in tema d'Irlanda ma facendo qualche passo indietro fino al 1920, ieri sera ho finalmente avuto l'occasione di vedere il film "Il vento che accarezza l'erba" del grande Ken Loach, palma d'oro a Cannes l'anno scorso: semplicemente stupendo. Lo consiglio a voi tutti.
http://www.thewindthatshakesthebarley.co.uk/
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Anche io lo consiglio. Meglio a stomaco vuoto.
Visone un po' troppo politicizzata di un fenomeno forse un po' + complesso...ma molto intenso ed ottimo per farsi una prima idea della questione.
Povera gente.