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  1. #11
    IRRIDUCIBILI LAZIO 1987
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    Vivo a Milano ma sono leccese
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    Alziamoci in piedi
    non restiamo a sedere
    apriamo le sciarpe
    alziamo le bandiere,
    stringiamoci forte
    siam pronti ad urlare
    con la fede e l'onore
    con un amico nel cuore

    Tifoso d'Italia
    non ci stare a guardare
    una curva così la puoi solo sognare
    sempre mille colori, sempre mille bandiere
    ed ilcuore di un ultras
    sempre pronto a lottare
    e se non ci sentite noi gridiamo più forte
    siamo Irriducibili,
    Ultras fino alla morte
    e se non ci sentite
    ci vedrete arrivare
    non temiamo nessuno,
    siamo pronti anche a morire...


    mi vengono i brividi ogni volta che l'ascolto..

  2. #12
    RibelleSano
    Ospite

    Predefinito Se proprio dobbiamo piangere...

    GENERAZIONE 78(Francesco Mancinelli)
    E ti svegli una mattina e ti chiedi cosa è stato,
    rigettare i tuoi pensieri sulle cose del passato,
    prendi un fazzoletto nero che conservi in un cassetto.
    Cominciava tutto un giorno, forse un giorno maledetto,
    frequentando certa gente di sicuro differente,
    è un battesimo di rito con il fiato stretto in gola,
    quando già finiva a pugni sui portoni della scuola,
    e inciampare in un destino che ti cresceva dentro da bambino,
    ed un ciondolo d'argento che ti tieni intorno al collo,
    odio e amore per cercare di capire una logica ideale,
    una logica ideale a cui ciecamente credi.

    E tua madre piange sola e ti osserva dietro i vetri,
    perché sa che non perdona questa guerra,
    perché sa che non ha pace la sua terra
    Un partito, vecchia storia, un'eredità che scotta,
    nell'ambiguità di sempre come un senso di sconfitta,
    e ignorare circostanze, giochi assurdi di potere,
    che ne sai di quel passato di nostalgiche illusioni,
    di un confronto che da sempre si è attuato coi bastoni?
    E sentirsi viver dentro, a vent'anni, all'occasione,
    per cercar di dare un senso alla tua Rivoluzione.

    Poi una sera di gennaio resta fissa nei pensieri,
    troppo sangue sparso sopra i marciapiedi
    e la tua generazione scagliò al vento le bandiere,
    gonfiò l'aria di vendetta senza lutto, né preghiere,
    su quei passi da gigante, per un attimo esitare,
    scaricando poi la rabbia nelle auto lungo il viale,
    fra le lacrime ed i vortici di fumo,
    da quei giorni la promessa di restare
    tutti figli di nessuno.

    Pochi giorni di prigione ti rischiarano la vista,
    dimmi, come ci si sente, con un'ombra da estremista?
    Cosa provi nelle farse di avvocati e tribunali?
    Ed Alberto che è finito dentro l'occhio di un mirino,
    la Democrazia mandante, un agente l'assassino.
    E Francesco che è volato sull'asfalto di un cortile,
    con le chiavi strette in mano, strano modo per morire.
    Braccia tese ai funerali ed un coro contro il vento,
    "oggi è morto un Camerata ne rinascono altri cento".
    E il silenzio di un'accusa che rimbalza su ogni muro,
    questa volta pagheranno te lo giuro

    Poi la sfida nelle piazze ed i sassi nelle mani,
    caroselli di sirene echi sempre più lontani,
    quelle bare non ancora vendicate
    le ferite quasi mai rimarginate.

    Ma poi il vento soffiò forte, ti donò quell'occasione,
    di combattere il sistema in un'altra posizione,
    tra la fine del marxismo e i riflussi del momento,
    costruire il movimento tra le angosce dei quartieri.
    Ed un popolo, una lotta chiodo fisso nei pensieri
    e generazioni nuove in cui tu credevi tanto.
    Poi quel botto alla stazione che cancella tutto quanto.
    E al segnale stabilito si da il via alla grande caccia,
    i fucili che ora puntano alla faccia,
    le retate in grande stile dentro all'occhio del ciclone,
    tra le spire della santa inquisizione.

    Poi le tappe di una crisi, di una storia consumata,
    di chi trova la sua morte armi in pugno nella strada,
    di chi viene suicidato in una stanza di chi scappa
    di chi chiude nei cassetti anche l'ultima speranza.

    E ti svegli una mattina, sulle labbra una canzone,
    e l'immagine si perde sulla tua generazione,
    quei ragazzi un po’ ribelli un po’ guerrieri,
    che hanno chiuso nei cassetti e dentro ai cuori
    tanti fazzoletti neri




    Io quegli anni non li ho vissuti (sono 22enne) però m'immedisimo nei camerati di allora e questa canzone provoca in me emozioni indescrivibili...

    ONORE a tutti i Camerati caduti e ONORE a tutti quelli che hanno vissuto in quegli anni!

  3. #13
    Onore e Fedeltà
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    14 Mar 2007
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    In Ostuni, la Città Bianca piena di Cuori Neri!!! Di origine chiaramente romana, di razza puramente Italiana!!! Laziale nell'anima!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da RibelleSano Visualizza Messaggio
    GENERAZIONE 78(Francesco Mancinelli)
    E ti svegli una mattina e ti chiedi cosa è stato,
    rigettare i tuoi pensieri sulle cose del passato,
    prendi un fazzoletto nero che conservi in un cassetto.
    Cominciava tutto un giorno, forse un giorno maledetto,
    frequentando certa gente di sicuro differente,
    è un battesimo di rito con il fiato stretto in gola,
    quando già finiva a pugni sui portoni della scuola,
    e inciampare in un destino che ti cresceva dentro da bambino,
    ed un ciondolo d'argento che ti tieni intorno al collo,
    odio e amore per cercare di capire una logica ideale,
    una logica ideale a cui ciecamente credi.
    E tua madre piange sola e ti osserva dietro i vetri,
    perché sa che non perdona questa guerra,
    perché sa che non ha pace la sua terra
    Un partito, vecchia storia, un'eredità che scotta,
    nell'ambiguità di sempre come un senso di sconfitta,
    e ignorare circostanze, giochi assurdi di potere,
    che ne sai di quel passato di nostalgiche illusioni,
    di un confronto che da sempre si è attuato coi bastoni?
    E sentirsi viver dentro, a vent'anni, all'occasione,
    per cercar di dare un senso alla tua Rivoluzione.
    Poi una sera di gennaio resta fissa nei pensieri,
    troppo sangue sparso sopra i marciapiedi
    e la tua generazione scagliò al vento le bandiere,
    gonfiò l'aria di vendetta senza lutto, né preghiere,
    su quei passi da gigante, per un attimo esitare,
    scaricando poi la rabbia nelle auto lungo il viale,
    fra le lacrime ed i vortici di fumo,
    da quei giorni la promessa di restare
    tutti figli di nessuno.
    Pochi giorni di prigione ti rischiarano la vista,
    dimmi, come ci si sente, con un'ombra da estremista?
    Cosa provi nelle farse di avvocati e tribunali?
    Ed Alberto che è finito dentro l'occhio di un mirino,
    la Democrazia mandante, un agente l'assassino.
    E Francesco che è volato sull'asfalto di un cortile,
    con le chiavi strette in mano, strano modo per morire.
    Braccia tese ai funerali ed un coro contro il vento,
    "oggi è morto un Camerata ne rinascono altri cento".
    E il silenzio di un'accusa che rimbalza su ogni muro,
    questa volta pagheranno te lo giuro
    Poi la sfida nelle piazze ed i sassi nelle mani,
    caroselli di sirene echi sempre più lontani,
    quelle bare non ancora vendicate
    le ferite quasi mai rimarginate.
    Ma poi il vento soffiò forte, ti donò quell'occasione,
    di combattere il sistema in un'altra posizione,
    tra la fine del marxismo e i riflussi del momento,
    costruire il movimento tra le angosce dei quartieri.
    Ed un popolo, una lotta chiodo fisso nei pensieri
    e generazioni nuove in cui tu credevi tanto.
    Poi quel botto alla stazione che cancella tutto quanto.
    E al segnale stabilito si da il via alla grande caccia,
    i fucili che ora puntano alla faccia,
    le retate in grande stile dentro all'occhio del ciclone,
    tra le spire della santa inquisizione.
    Poi le tappe di una crisi, di una storia consumata,
    di chi trova la sua morte armi in pugno nella strada,
    di chi viene suicidato in una stanza di chi scappa
    di chi chiude nei cassetti anche l'ultima speranza.
    E ti svegli una mattina, sulle labbra una canzone,
    e l'immagine si perde sulla tua generazione,
    quei ragazzi un po’ ribelli un po’ guerrieri,
    che hanno chiuso nei cassetti e dentro ai cuori
    tanti fazzoletti neri



    Io quegli anni non li ho vissuti (sono 22enne) però m'immedisimo nei camerati di allora e questa canzone provoca in me emozioni indescrivibili...

    ONORE a tutti i Camerati caduti e ONORE a tutti quelli che hanno vissuto in quegli anni!
    Bellissima sta canzone... è stata la prima che ho scaricato, credetemi!!!
    Ribelle sei uguale a me: stessa età, stessi rimpianti, stessa distanza da Roma... ho i brividi, credimi!!!

  4. #14
    RibelleSano
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    Toninuccio, ma Ostuni dove si trova?

  5. #15
    Onore e Fedeltà
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    Citazione Originariamente Scritto da RibelleSano Visualizza Messaggio
    Toninuccio, ma Ostuni dove si trova?
    In puglia... circa 500km da Roma...

  6. #16
    RibelleSano
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    Minchia... Io sono originario calabrese... Lamezia Terme... Visto la rivoluzione dell'altro giorno?
    Fuori i terroni dal forum...

  7. #17
    Flaxio
    Ospite

    Predefinito

    Entrammo nella vita dalla porta sbagliata
    in un tempo vigliacco
    con la faccia sudata
    ci sentimmo chiamare sempre più forte
    ci sentimmo morire ma non era la morte

    E la vita ridendo ci prese per mano
    ci levò le catene per portarci lontano
    Ma sentendo parlare di donne e di vino
    di un amore bastardo che ammazzava un bambino
    e di vecchi mercanti e di rate pagate
    di fabbriche vuote e di orecchie affamate

    Pregammo la vita di non farci morire
    se non c'era un tramonto da poter ricordare
    e il tramonto già
    era notte da un pezzo
    mentre il Sole sorgendo ci negava il disprezzo
    ma sentendo parlare di una donna allo specchio
    di un ragazzo a vent'anni che moriva da vecchio
    e di un vecchio ricordo di vent'anni passati
    di occasioni mancate e di treni perduti
    e scoprimmo l'amore e scoprimmo la strada
    difendemmo l'onore col sorriso e la spada.

    E scordammo la casa e il suo caldo com'era
    per il caldo più freddo di una fredda galera
    e uccidemmo la noia annoiando la morte
    e vincemmo soltanto cantando più forte
    e ora siamo lontani
    siamo tutti vicini
    e lanciamo nel cielo i nostri canti assassini
    e ora siamo lontani
    siamo tutti vicini
    e lanciamo nel cielo i nostri canti bambini

    massimino morsello


    ...

  8. #18
    email non funzionante
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    Bellissima.



    Citazione Originariamente Scritto da Flaxio Visualizza Messaggio
    Entrammo nella vita dalla porta sbagliata
    in un tempo vigliacco
    con la faccia sudata
    ci sentimmo chiamare sempre più forte
    ci sentimmo morire ma non era la morte

    E la vita ridendo ci prese per mano
    ci levò le catene per portarci lontano
    Ma sentendo parlare di donne e di vino
    di un amore bastardo che ammazzava un bambino
    e di vecchi mercanti e di rate pagate
    di fabbriche vuote e di orecchie affamate

    Pregammo la vita di non farci morire
    se non c'era un tramonto da poter ricordare
    e il tramonto già
    era notte da un pezzo
    mentre il Sole sorgendo ci negava il disprezzo
    ma sentendo parlare di una donna allo specchio
    di un ragazzo a vent'anni che moriva da vecchio
    e di un vecchio ricordo di vent'anni passati
    di occasioni mancate e di treni perduti
    e scoprimmo l'amore e scoprimmo la strada
    difendemmo l'onore col sorriso e la spada.

    E scordammo la casa e il suo caldo com'era
    per il caldo più freddo di una fredda galera
    e uccidemmo la noia annoiando la morte
    e vincemmo soltanto cantando più forte
    e ora siamo lontani
    siamo tutti vicini
    e lanciamo nel cielo i nostri canti assassini
    e ora siamo lontani
    siamo tutti vicini
    e lanciamo nel cielo i nostri canti bambini

    massimino morsello


    ...

  9. #19
    Onore e Fedeltà
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    Citazione Originariamente Scritto da RibelleSano Visualizza Messaggio
    Minchia... Io sono originario calabrese... Lamezia Terme... Visto la rivoluzione dell'altro giorno?
    Fuori i terroni dal forum...
    Hai ragione ribelle, fuori i terroni dal forum...
    Aho, ma io sono terrone!!!

 

 
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