Da Kelebek
Difficile immaginare un atto più orribile della pedofilia.
Proprio per questo, non esiste calunnia più infame, della falsa accusa di pedofilia.
Rignano Flaminio. Sei persone arrestate e portate a Rebibbia - tre maestre, una bidella, il marito di una delle maestre e un benzinaio cingalese, di cui il mondo intero, ovviamente, già conosce nomi e cognomi.
L'accusa? Aver trascinato ottanta o più bambini in orge sado-sataniche:
"Le maestre e l'uomo nero ci facevano bere il sangue e ci facevano dei tagli sulle braccia".
Repubblica ieri titolava, "Pedofilia, orrore nella scuola materna maestre e bidelle seviziavano i bimbi - la banda filmava i piccoli e vendeva i video".
Umberto Galimberti racconta come fatto certo che le mamme "durante la giornata, consegnavano i piccoli a loro affidati agli orchi, per le loro mostruosità fisiche e per giunta videoregistrate per la gioia dei perversi voyeur".
Gasparri chiede le dimissioni del ministro della pubblica istruzione, nonché "piazza pulita di tutti i dirigenti scolastici che non sono intervenuti anche se informati".
Il presidente dell'Unicef Italia chiede che si istituisca un "Garante nazionale" per l'infanzia dopo "questo nuovo drammatico episodio di violenza che vede ancora una volta bambini di eta' piccolissima vittime innocenti."
Per Stefano Pedica di Italia dei Valori, questa "terribile piaga" non è isolata, ma c'è una "rete" che opera in "diverse scuole in diverse parti d'Italia, tra cui si segnalano il bresciano, il torinese e il bergamasco, e al sud la Basilicata e la Puglia, oltre, naturalmente, a Rignano Flaminio''.
Il Ministro degli Interni, Giuliano Amato, parla di "un incubo che fa rabbrividire'', di episodi ''molto gravi'', ''figli di una perversione che riesce a diffondersi sempre di piu' attraverso l' informatica'' e assicura che la polizia ha uno speciale nucleo che, 24 ore su 24, monitora internet ''perche' solo cosi' si riesce a capire chi sono, da dove vengono e quali sono le ramificazioni di queste organizzazioni''.
E così, la prossima settimana, la Commissione cultura della Camera esaminerà - e possiamo presumere, farà passare - la proposta di Amato, di applicare immediatamente la "sospensione cautelare", a stipendio minimo, a ogni insegnante appena viene indagato (non condannato) per "reati gravi e gravissimi quali la pedofilia".
Una proposta che apre orizzonti gloriosi per tutti quegli studenti che stanno per essere bocciati: basterà denunciare un'insegnante per vedersela sparire, sostituita da una supplente che per consuetudine non gode, si sa, del diritto di bocciare.
Quando, cinque anni dopo, saranno conclusi processi e assoluzioni, e l'insegnante potrà cominciare a richiedere gli arretrati, rimarranno sul suo stato di servizio gli anni di sospensione: "come mai?" "O, niente, era solo un'accusa di pedofilia e abusi satanici, ma poi mi hanno assolta".
Poi, vai a vedere cosa è successo davvero a Rignano.
Un enorme titolo, sempre su Repubblica di ieri, grida, "Quel giorno mia figlia mi disse: mamma ho visto l'uomo nero". E scopriamo così che una bambina era solita dire alla mamma, quando incrociavano il benzinaio Wera Khelum De Silva, "Mamma, quello è l'uomo nero". E infatti, non era solo nero di pelle, ma era pure uomo.
Ottanta bambini, quindi tagliuzzati e penetrati dai maniaci che inneggiavano a Satana.
Con quali riscontri?
Ce lo dice Franco Coppi, avvocato difensore di uno degli arrestati, citato su Repubblica:
"Cinque dei sei referti medici sui bambini presunte vittime degli abusi sono negativi. Non è stata riscontrata alcuna traccia di violenza anche pregresse. E allora mi chiedo: se è vero che in queste spaventose sedute di violenza di gruppo venivano usati su bimbi di tre anni oggetti profondamente invadenti, come è possibile che non sia rimasta neppure una cicatrice? Che i loro genitori non abiano notato subito lesioni che nessun bimbo può nascondere? Il sesto caso, poi, certifica una cicatrice interna che non si esclude possa essere congenita".
E le testimonianze dei bambini? Umberto Galimberti ieri poetizzava:
"I bambini non parlano mai per niente [...]. Nei loro frammentari e divaganti discorsi, noi scrutiamo l'intelligenza, mai la paura [...] [I genitori] li hanno guardati da vicino, non hanno trascurato i loro sguardi tristi, i loro accenni vaghi, le loro paure che scoppiavano [ecc.]. Hanno fatto i genitori come spesso non si fa. L'invito a tutti noi è di seguire il loro esempio".
Dice oggi una Repubblica leggermente ridimensionata:
"Nessuna voce diretta dei bambini. Non li ha sentiti il magistrato. Non li hanno sentiti i carabinieri. Li ha sentiti la dottoressa Marcella Battisti Fraschetti, consulente del pm. Ma - a quanto riferisce Coppi - non ha registrato nessuna delle sue sedute. 'Abbiamo solo le sue relazioni scritte. E le parole dei genitori. Pensa che bastino, non dico per una condanna, ma per autorizzare un pubblico linciaggio?"
Tutto ciò non dimostra l'innocenza di nessuno (ma non era la colpevolezza, quella che andava dimostrata?).
Ma ministri e media non sembrano chiedersi come mai quattro donne, unite dal puro caso di aver trovato impiego nello stesso edificio, abbiano potuto condurre, presumibilmente per anni, abusi di massa assieme ai loro complici, in una scuola dove le classi sono divise solo da vetrate, riconsegnando ogni giorno le garrule vittime ai genitori.
Tempo fa, capitò di incrociare una madre che si chiedeva come mai suo figlio avesse l'esecrabile mania del wrestling - collezionava le figurune e provava micidiali mosse sui propri compagni. Poi vieni a scoprire che il marito, appena tornava a casa, correva a vedersi le gare di wrestling in TV. "Ma mica posso impedirglielo, poveretto, ha bisogno di rilassarsi", sospirò la mamma.
In quante case i genitori comprano bamboline ammiccanti, reggiseni finti, perizomi per bambine di cinque anni, per poi giurare sulla loro innocenza?
In quante case la televisione è una fogna aperta in ogni momento, che riversa le perversioni e le paranoie degli adulti su tutti i presenti, orgia di veline erotizzate, di doppi e tripli sensi, di film dell'orrore, che non sembra mai suscitare preoccupazioni da parte dei moralisti?
Quanti genitori, che gridano racconti sdegnati su pedofili, zingari e musulmani davanti ai propri figli ("tanto non capiscono"), sanno poi condurre un interrogatorio pacato, evitando di suggestionare i figli?
Grazie al flusso mediatico, l'arcaico orrore del satanismo (furono i bambini, inebriati di prediche domenicali, i primi a denunciare le streghe di Salem) si fonde meravigliosamente con la modernità del politicamente corretto, con la cultura delle Vittime e dei Vittimi, per rigenerare l'eterno orco del linciaggio.




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