L'Uomo nero attacca Emerson
26.07.2007 06.48 di Appi . articolo letto 2261 volte
Fonte: di Alvise Cagnazzo per carlonesti.it
Dopo aver barcollato sull’umano limite delle confessioni, infliggendo una buona dose di realismo, e di specifica informazione, sull’intricato universo nerazzurro, l’Uomo nero non sembra aver alcuna intenzione di arrestare il proprio attacco nei confronti dell’Inter. Con una sbirciatina ai bilanci, con la pazienza certosina di chi conosce bene gli anfratti delle strategie societarie, specchio di campagne acquisti più o meno efficaci, la sua attenzione si è questa volta poggiata su diverse operazioni mercantili quantomeno discutibili. Senza dimenticare, naturalmente, il logico orgoglio mostrato per l’ennesima anticipazione di mercato svelata, in netto anticipo, nonostante le iniziali smentite, sul passaggio di Chivu all’Inter…
Domanda – Gentile Uomo nero, prima che la conversazione trascenda i limiti della moderazione, come già accaduto nell'ultima intervista, le pongo subito una domanda. Che può tradursi in un complimento. Lei, infatti, non ha mai dubitato di Chivu all’Inter, anche quando tutti parlavano di trattativa saltata. Anticipando, di fatto, l'acquisto del rumeno.
Risposta – Ancora una volta, si è dimostrato come ciò che dico sia vero. E non temo smentite, oramai. L’operazione si era arrestata solo perché Moratti, conscio di avere una posizione di forza, in virtù di una promessa, se in questo modo vogliamo chiamarla, strappata al procuratore Becali. Che riceverà un lauto compenso. Insomma, l’Inter ha risparmiato due milioni, ritardando questa trattativa. Guarda caso, gli stessi che, come tutti sanno, andranno a Becali. Che strana coincidenza, non trova?
Domanda – Alla fine, però, sono sempre i giocatori a scegliere. Nella sostanza, la Roma potrà ora investire questi soldi in un grande acquisto. Considerando che Chivu era in scadenza, poi, non credo la cessione abbia scontentato la società.
Risposta – La Roma è contenta di quanto incassato. Ma avrebbe potuto ottenere molto di più, se il difensore fosse andato al Barcellona o al Real Madrid. Tra l’altro, ciò che dice lei, è corretto. Ma la Roma cosa dovrebbe dire di Emerson? Il giocatore presentò un certificato medico, dove si attestava una grave forma di depressione. Insomma, su consiglio di Moggi e Gilmar Veloz, il suo procuratore storico, cercò di forzare la mano ai giallorossi. In quel caso, e lo ricordo bene, la Juventus venne accusata di ogni male. Ma oggi, mi sembra che l’Inter non si sia comportata in maniera diversa per Chivu. Ha sentito qualche polemica? Io no. E poi, concordo con Materazzi. L’arrivo di Emerson sarebbe un fulmine a cielo sereno. E sarebbe una vergogna. Ha detto di tutto contro l’Inter ed Ibrahimovic, il brasiliano. Quando chiamava in Corso Galileo Ferraris, poi, chiedeva quasi piangendo di tornare in bianconero.
Domanda – Scusi un attimo, lei sta dicendo che Emerson ha chiesto, in maniera ufficiale, di tornare a Torino?
Risposta – Di cosa si meraviglia, non lo ha fatto solo lui. Anche Cannavaro ha fatto la stessa cosa. Il caso di Emerson, però, è quello che più mi ha dato fastidio. Alla Juventus è stato coccolato per due anni. Il risultato? Ingratitudine. Antonio Conte, che so che lei ha intervistato, non lo avrebbe mai fatto. Eppure entrambi sono stati definiti campioni con il cuore bianconero. Senta bene, e prende nota. Emerson a dicembre chiama la Juventus, dice di voler tornare, che a Madrid il “Bernabeu” è contro di lui, che con Capello il rapporto si è deteriorato. La Juventus ci pensa, ma il costo è eccessivo ed il Real Madrid non lo libera senza incassare almeno la metà di quanto speso l'estate scorsa. Sui giornali, poi, Emerson trova il tempo di criticare sia Ibrahimovic che Vieira. Risultato? Pochi mesi dopo vuole andare all’Inter, o al Milan dei brasiliani.
Domanda – Soldi che l’Inter ha, però.
Risposta – Mi spiace, ma lei me le offre su un piatto d’argento, le cose da dire. Adesso mi toccherà parlare dei bilanci.
Domanda – E’ stato un piacere, Uomo Nero. Io chiudo le valigie. E se non le dispiace, colgo l'occasione per salutarla, augurandole buone vacanze.
Risposta – La smetta e ascolti. Al trenta giugno del 2006, non dieci anni fa, l’Inter ha certificato un ingente passivo di trecentocinquanta miliardi di vecchie lire. Quindi, non dica che l’Inter i soldi li ha o li ha sempre avuti. Altrimenti tale deficit non si potrebbe spiegare. Le cifre, non mentono.
Domanda – Le iscrizioni in Italia ed in Europa, allora, come sono avvenute?
Risposta – Semplice. Moratti ha varato un sistema patrimoniale particolare, generando una società artificiale da un’altra più grande. Il destino di questa società è quello di essere munta all’occorrenza. Per sistemare i bilanci, ecco. Questa operazione, viene definita dai più grandi econimisti come pericolosa. A rischio, insomma. Tanto è vero che la Juventus o il Milan, non l'hanno mai adoperata. Quanto meno in maniera tanto evidente. Ma non finisce qui, dei costi gonfiati vogliamo parlarne?
Domanda – E’ stato un piacere, alla prossima allora. Che, tra l’altro, credo nemmeno ci sarà. Lo sa che se continua in questo modo, le interviste verranno sospese? Se ne vuole approfittare, penso per lei sia opportuno salutare i lettori.
Risposta – Basta scherzare, sia serio per favore. Ed è con questo atteggiamento che lei sta avendo, che nessuno riesce a comprendere come l’Inter riesca a spendere tanto. Lo spiego io, come fa. E mi lasci fare. E poi, lei cosa c’entra? Mi assumo la responsabilità di ciò che dico, tanto è tutto vero. Ed aspetto ancora una risposta da Moratti alla domanda che gli ho rivolto nell'ultima conversazione. E se mai decidessero di sospendere queste interviste, tutti dovranno iniziare a preoccuparci. Il fatto che lei abbia ricevuto delle pressioni non significa altro che tutto ciò che dico è vero. Si immagini cosa sarebbe accaduto a me se avessi accettato di essere intervistato, a volto scoperto, per il suo libro. Sarei stato allontanato da tutti. A proposito, lo vuole un aneddoto?
Domanda – Un attimo solo, le cinghie della valigia non fanno il loro dovere. Questa sarà l’ultima intervista, ne sono sicuro. Ma lei non si preoccupi, continui pure a parlare, finché sarà possibile.
Risposta – Non abbia paura. A parlare, sono io. Non uno qualunque. Sa cosa mi è successo ieri?
Domanda – Se non me lo dice, è un po’ difficile.
Risposta – Ride – Ha ragione. Ero al bar a prendere i mie due cornetti mattutini. Sa di che cosa si parlava, vicino al bancone, fra i tavolini? Dell’Uomo nero. Incredibile, ero a due passi da loro, ma nessuno sospettava chi io fossi. Mangiavo tranquillo, ed ho pensato a quanto siano terapeutiche queste interviste. Grazie all’anonimato, posso finalmente dire tutto. Tutti parlano di me, ma nessuno a parte lei, sa chi io sia. E’ una sensazione straordinaria. Ora voglio tornare al discorso di prima, e la prego di non interrompermi.
Domanda – Oramai, qui, fa tutto lei.
Risponda – Allora, sa cosa c’è scritto nei bilanci dell’Inter? Nel giugno del 2002, Crespo è valutato trentotto milioni. Nel febbraio del 2003, invece, il suo costo è di quattro milioni e mezzo. Bene, nel giugno del 2003 viene venduto per ventiquattro milioni. Possibile che nessuno abbia aperto un’indagine? E per Pederzoli, le ricordo che la Juventus ha subito un’indagine a causa di una valutazione del giocatore ben inferiore al milione. Le vede le misure diverse? Ma ora viene il bello.
Domanda - Le cinghie si sono chiuse, io chiuderei qui l'intervista.
Risposta - Mi ascolti, invece. Corradi, nel giro di soli due mesi, ha visto subire un incremento del valore del proprio cartellino del centoquaranta percento. Fosse accaduto alla Juventus, ha idea di quale polverone si sarebbe generato? Questi dati economici non li ho inventati, sono presenti sul bilancio. Ma non doveva esser fatta pulizia? Non dovevano essere rimossi i comportamenti errati? E questo si aggiunge agli acquisti di Suazo e Chivu, contrari alle norme della giustizia sportiva, che vietano alle società di trattare un giocatore sotto contratto senza il permesso della formazione di appartenenza.
Domanda - E' ancora convinto che l'acquisto di Iaquinta non risolva i problemi bianconeri in attacco?
Risposta - Si, sono convinto di questo. E se penso che è costato quasi quanto Suazo, e che per una manciata di milioni la Juventus si è lasciata sfuggire Huntelaar, lo stupore aumenta. Anche perchè la trattativa con l'Ajax, era chiusa. Ora, dato che l'opzione è scaduta, per acquistarlo la Juventus dovrà fronteggiare molte grandi formazioni.
Domanda – Gentile Uomo nero, se mai ci sarà una prossima volta, di cosa parleremo?
Risposta – Ride – Come al solito, io non decido niente. Racconto solo ciò di cui sono a conoscenza.




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