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  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Nando Biondini Visualizza Messaggio
    Il Partito Democratico ha una missione. Esso deve saper contrastare il crescente sentimen-to antipartitico che è sotto i nostri occhi, sottraendo le persone meno informate all’influenza del populismo e dell'antipolitica cavalcata dalle destre.
    Primarie, PD, maggioritario e Prodi sono le 4 più grandi manifestazioni dell'antipolitica. Forse è meglio definirlo populismo e non antipolitica, ma il senso è lo stesso: i leader e il popolo unici attori politici, tutto il resto spazzato via come antipatici orpelli. Tutto questo viene fatto a sinistra, dove il valore della discussione, dei "corpi intermedi", della rappresentanza, della rappresentatività delle istituzioni, dell'inclusione dovrebbero essere tenuti in una qualche considerazione.

  2. #22
    laico progressista
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    Citazione Originariamente Scritto da Filippo Strozzi Visualizza Messaggio
    Allora,
    cominciamo ad attrezzarci per il futuro.
    Tra qualche settimana DS e DL fanno i congressi, si sciolgono e cominciano a formare il PD con costituente ad inizi 2008 e presentazione del nuovo partito alle elezioni europee 2009. Per strada perderanno qualche pezzo ma l' hanno già messo in conto.
    'Ste PD sarà- come ho ampiamente e scientificamente dimostrato nei miei numerosi thread degli ultimi mesi- nient' altro che il braccio politico della GF & GID (Grande Finanza e Grande Industria Decotta) che sta sanguisugando la nostra amata Italia ormai sull' orlo del baratro, in stretto collegamento con le centrali finanziarie del Paese Dominante (in particolare Goldman & Sachs, che ha già piazzato i suoi uomini a capo del Governo e della Banca d' Italia).
    Ai creduloni verrà fatto credere, invece, che si tratta del partito del "popolo di P.zza San Giovanni e del popolo delle primarie" e non del partito di Giovanni Bazoli (SanIntesa) e del patto di sindacato della RCS.
    'Ste PD formerà presumibilmente un asse con Casini, presidente UDC ma innanzitutto genero di Caltagirone trait d' union con Geronzi di Capitalia, e verrà a crearsi un cupo regime fondato sulla propaganda delle statistiche tarocche di cui noi in 'sto forum già conosciamo i tratti salienti perchè ce le ammannisce a cadenza settimanale il brunik, mentre la Patria continuerà ad andare a scatafascio.
    Ora, dato il quadro politico, il problema è questo: se Sbarbati decide di autosciogliere MRE per confluire in PD, secondo te che cosa dovrebbero fare i repubblicani che vogliono restare tali e non diventare democratici? Quali possibili vie d' uscita vedi?
    Certamente non stiamo fermi.
    C'è un progetto che può avere gambe per camminare e che il Forum può intraprendere con decisione. Anche perché siamo in piena fase "creativa", con la catena di congressi, convegni e assemblee che è iniziata (Pri, Sdi, Ds, Margherita, Federazione dei Liberali, convegno Forum+AxRNP+Criticaliberale, Assemblea Nazionale del Forum dei Repubblicani). Vorrei, però, prima di discuterne qui su POL, parlarne diffusamente col coordinamento del Forum, perché dobbiamo cominciare un percorso corale.
    Credo che la cosa potrà interessare anche te.

  3. #23
    1° Agosto 1537
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Arsena Visualizza Messaggio
    Dobbiamo cominciare un percorso corale.
    Ci fu un tempo, ormai lontanissimo, in cui i repubblicani si ponevano i problemi della società tutta. Essi si consideravano l’ espressione della parte decisamente produttiva del popolo italiano.
    I repubblicani avvertivano su di loro il peso di scelte che dovevano servire al complesso del sistema-paese, salvo che a un pugno di parassiti in quanto meri rentier, semplici finanzieri.
    Dopo l’indecoroso crollo e implosione, dopo il rinnegamento e cambio di casacca di tanti, sarebbe necessario mutare radicalmente prassi e teoria.
    E' arrivata dunque oggi l' ora di mettersi all’"ascolto" dei nuovi fatti, con la mentalità e il metodo dei repubblicani d’antan, che si sforzavano di interpretare i bisogni generali di una collettività almeno nazionale.
    Nel frattempo, si è prodotta una vera degenerazione "imprenditoriale" dell’attività politica. I vari grupponi, gruppi, gruppetti, che si ritrovano nell’agone politico, non fanno altro che applicare le politiche delle grandi, medie, piccole imprese. Ci sono i partiti più grossi, gli oligopoli; ci sono medie imprese che cercano di trovare spazi non proprio infimi, lasciati liberi dalle più grandi per l’impossibilità di sostenere i costi crescenti necessari alla produzione di merci atte a soddisfare i bisogni di fasce abbastanza marginali di consumatori, lasciate un po’ in disparte dalla "produzione di massa". Infine, ci sono le imprese piccole e piccolissime, alla ricerca spasmodica di qualche "nicchia", che garantisca quel minimo di sopravvivenza sia pure a scartamento del tutto ridotto. Così abbiamo in Italia FI e DS come imprese di tipo oligopolistico, subito dopo AN e Margherita e appena appresso Rifondazione, Lega e UDC. Poi via via dei partiti piccoli, ma che riescono a far valere con i più grossi una loro "utilità al margine" non del tutto trascurabile. Infine i "disperati", i gruppetti e gruppettini di comunisteggianti, di terzomondisteggianti, di non violenti che mimano malamente Gandhi e di violenti che assicurano la sopravvivenza a qualche "centro sociale", ecc. E tutti, in catena ("di Sant’Antonio"), trattano sottobanco quella anche minima fetta di reale o potenziale elettorato che possono controllare a favore di qualche "impresa" di maggiori dimensioni.
    L’idea che sia da ripensare una politica generale per l’intero paese non sfiora nessuno, nemmeno gli "oligopoli", che tuttavia si possono sempre accordare per dividersi in qualche modo il "territorio" (sociale): il lavoro dipendente ad uno (magari quello del settore pubblico ad un collaterale); il lavoro autonomo ad altri, ma differenti a seconda che si tratti di professionisti o invece di commercianti o di "artigiani" (microimprese dei settori trasformativi), e così via. I più ridicoli sono gli avanzi che si dichiarano ancora comunisti, qualcuno anche marxista. Fanno una fatica boia a piazzarsi ma, in un sistema capitalistico, qualche piccolo sito dove alloggiare si può sempre trovare; tanto più che viviamo in un paese che, per una parte, distrugge la sua storia, ma ha pure qualche settore sociale sensibile a conservare l’archeologia industriale o perfino quella ancora precedente.
    Credo non si debba più seguire gente simile, per quanto pochi si sia. Si fosse anche in 5 o 10 soltanto, è bene riprendere la "vecchia" mentalità (e metodologia) di pensare ai problemi più generali. Siamo talvolta costretti, dall’autentica cloaca politica con cui ci scontriamo ogni giorno, ad interessarci di bassezze, nelle quali si distingue particolarmente la sinistra, trasformista, opportunista e ipocrita; peggiorata in questo dopoguerra dall’emergere del cattocomunismo, oggi una accozzaglia informe di due pratiche politiche untuose, parrocchiali, meschine, senza strategia, solo dedite alla menzogna e al raggiro, la cui immagine visiva abbiamo in: Prodi, Rutelli, Marini, Fassino, D’Alema, Veltroni, Bertinotti, Diliberto, Pecoraro Scanio, Mastella, Boselli, Bonino, ecc. Si tratta di una riedizione – certo in mutate, meno drammatiche ed invece farsesche, condizioni storiche – della badoglian-monarchia dell’8 settembre 1943, con la sua viltà e infamia; una classe sedicente "dirigente" che passò dall’altra parte, ma senza dare al popolo (e all’esercito) alcuna indicazione precisa, se non quella di "resistere e difendersi da attacchi da qualsiasi parte provenissero" (capolavoro, si fa per dire, di codardia e di pilatesco atteggiamento di fronte ad ogni possibile conseguenza della propria precipitosa fuga e abbandono di responsabilità).
    Nel mentre indico al ludibrio e alla vergogna il ceto politico italiano, i gruppi dominanti (la GF&GID) che lo comandano, il suo elettorato decerebrato e cocciuto, ritengo però necessario dedicare sempre più tempo ad analisi di lungo respiro, a vari livelli di "astrazione teorica", onde capire la situazione nazionale e internazionale nell’attuale fase di notevole, pur se ancora squallido, movimento. Bisogna aprire le nostre menti ai problemi più generali del paese e del contesto più complessivo in cui è inserito.
    Vogliamo parlare di problemi veri, dello sfacelo di un sistema-paese ridotto a stuoino degli Usa, di politiche economiche che avvantaggiano solo le grandi banche e le imprese della passata rivoluzione industriale, tenute in vita grazie alle continue iniezioni di denaro pubblico? Vogliamo parlare di un’Europa ridotta a giardino di casa degli Usa a causa del servilismo delle sue classi dirigenti? La cultura (almeno come la intende lui) la lasciamo volentieri a Bertinotti e al suo entourage, ai Giordano, ai Migliore (il fratello scemo di Capezzone) e a tutti quei parlamentari schizofrenici che mantengono in vita questo governo solo per paura di perdere la pensione.

  4. #24
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    Predefinito Buona Pasqua a 'sto forum de l' Arsena

    Oggi è Pasqua e tutti i forumisti de 'sto forum de l' Arsena si scambiano gli auguri, mangiano l' agnello e la colomba e per un giorno si vogliono bene, Nando e Hus, brunik il Velinaro e lo Strozzino, Echiesa e calvin, Maccaflà e lucrezio, Lucio e lucifero, eccetera eccetera, tutti quanti virtualmente insieme.
    Poi da martedì ricominceranno a giostrare.
    Allora ancora Buona Pasqua, Buona Pasqua a tutti!


  5. #25
    ALTRA FACCIA DELLA MONETA
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    Grazie.

    Oh, notare che lo Strozzi è così antiprodiano fino al midollo che persino nell'immaginetta pasquale ha sostituito l'ulivo nel becco della colomba con altra specie vegetale non meglio identificata (sembrerebbe eucaliptus, ma non so bene)

  6. #26
    McFly
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    Ma non siamo laici?? e che cazz...

  7. #27
    repubblicano nella sinistra
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    Dai riti millenari legati all' equinozio di primavera , alla natura che risorge, alla felicità dell'inverno passato tanta fraternità a tutti gli amici

    Mentre ne' calici
    Il vin scintilla
    Sì come l'anima
    Ne la pupilla;
    Mentre sorridono
    La terra e il sole
    E si ricambiano
    D'amor parole,
    E corre un fremito
    D'imene arcano
    Da' monti e palpita
    Fecondo il piano;

    (carducci , inno a satana)

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da LUCIO Visualizza Messaggio
    Grazie.

    Oh, notare che lo Strozzi è così antiprodiano fino al midollo che persino nell'immaginetta pasquale ha sostituito l'ulivo nel becco della colomba con altra specie vegetale non meglio identificata (sembrerebbe eucaliptus, ma non so bene)
    ACC. E SE FOSSE CANNABIS?
    Ciceruacchio

  9. #29
    1° Agosto 1537
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    Predefinito Significato storico di questo forum

    Ora che l' Arsena e l' Alberich ci hanno lasciati, si propone il motivo del rinnovamento della missione di questo forum MRE.
    E' indubbio che su di esso si confronteranno due linee: linea rossa (di chi vuole conservare con l' MRE l' identità repubblicana di sinistra) e linea nera (di chi vuole sciogliere il MRE nell' acido del PD).
    E´ indubbio inoltre che la fondazione del Partito Democratico ha rimescolato le carte della "politica"; tuttavia sulla scena di quello che Berlusconi chiamava un tempo "teatrino", e al quale lui stesso si è mirabilmente adattato con una serie di giravolte da acrobata (ormai settantenne però). Dubito comunque che una persona di normale buon senso capisca qualcosa dei giochetti di queste forze politiche ormai del tutto autoreferenti. L´unica speranza che tale piattume (e pattume) induce è quella di un non lontano "pensionamento" sia di Prodi che di Berlusconi, due guitti assai poco divertenti.
    Quel che si muove dietro le quinte è al momento ancora più confuso; si capisce che si è acuita una certa lotta tra i vari gruppi della GF&GID (Grande Finanza e Grande Industria Decotta), ma i movimenti sono ondivaghi. Del resto, dietro di essi - un po´ in tutta Europa, ma in modo veramente pesante qui da noi - si muove il complesso finanziario-politico statunitense; e anche questo è scosso da contrasti interni, fenomenicamente sempre più evidenti ma non così chiari da consentire l´individuazione degli schieramenti. In questa situazione, chi si pone senza mezzi termini contro destra e sinistra (e senza alcuna propensione per il centro) dovrebbe seguire solo con un occhio le convulsioni di questi teatranti di fronte al "pubblico". Ci si deve sforzare di capire qualcosa in più - ed è certo compito improbo - delle mosse compiute dietro le quinte, soprattutto nelle (fra loro contrastanti) cabine di regia, che sembrano in effetti procedere "a vista", muovendo un po´ a casaccio i vari fili collegati a gambe e braccia dei "pupi" che si agitano sul davanti della scena.
    Certo non sarà sempre facile contenere l´indignazione per una recita tanto scadente; qualche volta non ci si potrà esimere dal lanciare ortaggi e uova marce addosso a questi buffoni che non sanno nemmeno recitare una "sceneggiata"; piangono, si abbracciano, si accoltellano appena appena dietro il sipario, alzano gli occhi al cielo. Il più fatuo e leggero dei "figuranti" parla di vecchiette da assistere, di bambini cui dare una ciotola di riso (perché invece Walter Veltroni non li invita ad uno di quei luculliani ricevimenti dati all´Auditorium di Roma assieme a Romiti, Caltagirone, Geronzi, ecc.?). Tuttavia, ingerendo grandi quantitativi di gastroprotettori, è necessario dedicarsi di meno alle stronzate di questo teatrino pseudopolitico e assai di più ad analisi e previsioni di largo momento. E´ soprattutto necessario resistere agli ansiosi che vogliono avere subito qualcosa da fare, che debbono trovare un´organizzazione in cui inserirsi, che bramano avere dei capi che li guidino ad altre sconfitte umilianti dalle quali uscire "suonati" ed avere così la scusa di "tornare a casa" mogi mogi, elevando alte lamentele.
    Riproporrò sempre, anche soltanto a cinque persone che frequenteranno 'sto forum de Maccaflà, di ricominciare ad usare la testa e soprattutto di proiettarsi in avanti; senz´altro saranno compiuti molti errori, ma è meglio sbagliare che fare i pappagalli. In ogni caso, poniamola così: non offendiamo nessuno che, con un minimo di buona fede, voglia ancora tentare di rinnovare ciò che a mio avviso è completamente scrostato, fradicio, sbriciolato al suo interno. Possiamo magari anche procedere insieme secondo "divergenze parallele".
    Ma adesso, andiamo avanti e lasciamo perdere veramente, e definitivamente, gli arrancanti.

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Filippo Strozzi Visualizza Messaggio
    In questa situazione, chi si pone senza mezzi termini contro destra e sinistra (e senza alcuna propensione per il centro) dovrebbe seguire solo con un occhio le convulsioni di questi teatranti di fronte al "pubblico".

    Io invece penso che chi si pone senza mezzi termini contro destra e sinistra e centro dovrebbe lottare per costituire un quarto polo, quello del "sopra", come la Lega.

    Non a caso anche Bossi è un noto pugnettaro.

    Amici, quando vi arriva l'uomo del "sopra" dovete rabbrividire, la storia è piena di questi pugnettari, hanno combinato sempre e solo grandi casini, partono in quarta per inventarsi il sopra e finisce sempre che ci ritroviamo tutti sotto.

 

 
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