L'argomento controverso dell'ammissibilità o dell'inammissibilità della dottrina della Rinascita (o Trasmigrazione o Reincarnazione, nomi che indicano dei concetti che presentano più similitudini che dissomiglianze tra loro, e che ai fini di questo approccio iniziale alla questione possono essere assimilati) in relazione al pensiero di Renè Guenon è lungi dall'essere definitivamente esaurito e risolto, mi pare, se non per chi ha scelto quel comodo alibi intellettuale che lo esime dal cercare altrove ed ovunque e che può essere riassunto con queste parole:
"la reincarnazione è inammissibile perchè l'ha detto Guenon".
Beninteso, non che alcuno dichiari all'esterno un simile pensiero; piuttosto lo si rivestirà di vari giri di altisonanti parole, si userà un linguaggio impersonale, si riporterà magari qualche dotta citazione dello stesso autore dove egli dichiara espressamente "l'inammissibilità della reincarnazione dal punto di vista metafisico" e così si tapperà completamente la bocca dell'interlocutore e, naturalmente, ci si precluderà la possibilità di una maggiore comprensione della Realtà Una e Molteplice.
Mi scuso con i "Liberati in vita" che dovessero leggere queste parole!![]()
Confidando di non incorrere in questi inconvenienti, e fiducioso nella buona volontà di chi legge e si interessa a questo delicato argomento, riporto di seguito due brani tratti da due libri che trattano della vita e dell'opera di Renè Guenon, questo grande ed amato personaggio che, oltre ad un opera che è inutile tentare di paragonare ad altre poichè probabilmente non ha eguali nel suo genere, ha lasciato al mondo l'esempio di una vita mirabile, semplice e virtuosa.
Se l'argomento susciterà interesse per un pacato dialogo sulla questione sollevata, magari ne riporterò in seguito qualche altro brano, e qualche passo di Sankara sullo stesso tema.
Il primo brano è riportato alla pagina 70 di Vita semplice di Renè Guenon, di Paul Chacornac (amico di Renè nonchè proprietario della rivista Le Voile d'Isis alla quale il Guenon collaborava):
<...> Come tutti gli anni, al momento delle vacanze scolastiche, Guenon era felice di lasciare Parigi e il suo piccolo appartamento per ritrovarsi a Blois, nella casa dei suoi genitori a rue du Foix.
In quell'anno, 1924, fece trasportare nel salotto della casa avita un grande quadro che gli era stato lasciato, verso il 1908, da un amico indù, Sasi Kumar Hesh (che era amico anche di Shri Aurobindo) quando partì per l'America, e di cui non aveva più avuto notizie.
Questo quadro (m 1,88 x 2,90), a colori vivaci, rappresentava i funerali di un brahmano.
"A sinistra, in piedi, il guru, vestito di bianco e di rosso, immobile, guarda passare in lontananza il corteo funebre del suo discepolo. Il corpo del defunto è portato su una lettiga da quattro indù, seguiti dalla vedova, in lacrime, e da alcune donne vestite di bianco. Il corteo segue un sentiero che costeggia una laguna o l'ansa di un corso d'acqua, e termina davanti ad un tempio indù, ai piedi del quale è già accesa la pira che deve ricevere il corpo. A destra, al di sopra del corteo funebre, un palmizio si staglia contro il cielo fiammante al tramonto (1) ". <...>
(1) Nota di M. L. C. di Amiens
Quest'altro brano è stato trascritto dalle pagine 327-328 del libro Renè Guenon. Testimone della Tradizione di Jean Robin, un estimatore e continuatore (se si fosse potuto avrei detto seguace o discepolo) di Guenon, e forse anche conoscente ed amico, ma non ne sono sicuro:
<...> ... l'enigmatica risposta di Guenon a uno dei suoi visitatori in rue Saint-Louis-en-l'Ile...
L'appartamento di Guenon era ornato sino al 1924 di un quadro che rappresentava i funerali di un Brahmano, così descritti in una testimonianza di Louis Caudron, ripresa da Paul Chacornac (La Vie simple de Renè Guenon):
"(il passo è praticamente identico, tranne che per due o tre parole che non modificano per nulla il contesto della scena raccontata, a quello riportato sopra tra le virgolette..)".
Ora, ad un visitatore che gli chiedeva chi fosse mai quel Brahmano il cui corpo stava per essere cremato, Guenon avrebbe risposto che si trattava di lui. <...>
Se qualcuno ne vuol parlare (tenendo bene a mente il fatto che nessuno ha intenzione di contestare che "dal punto di vista metafisico la reincarnazione è inammissibile"; piuttosto si tratta di discutere della sua ammissibilità da altri punti di vista che pur costituiscono quella semplice eppur complessa realtà che è l'essere umano) è il benvenuto, e qualsiasi chiarimento è bene accetto.
Grazie, saluti.


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