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Discussione: Inviscati

  1. #1
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    Predefinito Inviscati

    Visco è imbarazzato. Provate voi ad andare in giro per l'Europa, a confrontarvi con tedeschi, francesi e lussemburghesi e a dover spiegare che in Italia l'evasione è pari al 27% del PIL. Chiunque si sentirebbe in imbarazzo.

    Chissà poi se qualcuno gli ha mai chiesto cosa pensa del fatto che la pressione fiscale complessiva oscilli tra il 47 e il 48% di questo benedetto PIL. Se ciò è accaduto, il "nostro" sarà sprofondato tre metri sotto terra. O forse no. Forse ha resistito, resistito, resistito. Non è uno che molla l'osso Visco, e nemmeno i quattrini.

    Li vuole tutti, o almeno in gran parte. Allora "si, - ha ammesso - gran parte dell'evasione fiscale è a sud. Ma è a nord che l'entità dell'evasione è enormemente più alta". Insomma, il nostro benamato ha individuato il bersaglio, sta prendendo la mira e presto premerà il grilletto. Ce l'ha a morte con noi, ma non solo: "Se l'inverno fosse stato più caldo, le entrate non sarebbero cresciute del 5%,ma del 6,5 grazie all'IVA sull'energia". Anche questa la pagheremo cara. Pagheremo tutto.

    •   Alt 

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  2. #2
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    ZENA: nel resto d'europa c'è la stessa pressione fiscale, sveglia. Il problema sta in come li spendi, e abbiamo visto come li avete spesi voi.

  3. #3
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    ZENA: nel resto d'europa c'è la stessa pressione fiscale

    salucc

  4. #4
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    ZENA: nel resto d'europa c'è la stessa pressione fiscale, sveglia. Il problema sta in come li spendi, e abbiamo visto come li avete spesi voi.
    tu sei malato

  5. #5
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  6. #6
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    ZENA: nel resto d'europa c'è la stessa pressione fiscale, sveglia. Il problema sta in come li spendi, e abbiamo visto come li avete spesi voi.
    Voi chi??? Dai Yuri, per piacere...

  7. #7
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    Strano. I dati della UE non coincidono con quelli più volte diffusi dagli osservatori economici, che citano spesso una pressione fiscale del 47-48%. Io avevo in mente questo dato.

  8. #8
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    Strano. I dati della UE non coincidono con quelli più volte diffusi dagli osservatori economici, che citano spesso una pressione fiscale del 47-48%. Io avevo in mente questo dato.
    Le aliquote vanno ridotte anche facendo progressi nella lotta a evasione
    Bankitalia: pressione fiscale troppo alta
    «La pressione fiscale supera quella media dell'area euro e si colloca in prossimità dei valori massimi storici»

    ROMA - Una bacchettata alla politica economica del governo. Reperire risorse per ridurre la pressione fiscale in Italia: è l'obiettivo indicato dalla Banca d'Italia nel «Bollettino Economico» relativo al primo trimestre, diffuso oggi. Bankitalia rileva che la pressione fiscale supera «quella media dell'area euro e si colloca in prossimità dei valori massimi storici». In particolare «un contributo alla riduzione delle aliquote dovrà giungere anche da progressi nella riduzione delle aree di evasione ed elusione fiscale». Nel Bollettino si sottolinea inoltre l'importanza di «accrescere gli investimenti, in diminuzione da due anni ma essenziali per favorire il ritorno a una crescita sostenuta e durevole della produttività e del reddito».
    PIL - La crescita del prodotto interno lordo nella prima parte del 2007 è rallentata rispetto all'accelerazione registrata alla fine del 2006 ma «nei mesi successivi l'attività riprenderebbe a svilupparsi a tassi coerenti con una crescita per l'intero 2007 di circa il 2%» scrive ancora l'Istituto di via nazionale.
    SPESA PRIMARIA CORRENTE - I conti italiani migliorano più del previsto, ma i risultati devono essere consolidati, in particolare tenendo sotto controllo la spesa primaria corrente: contenerla è, ormai, "indifferibile" per raggiungere il pareggio di bilancio, ridurre la pressione fiscale e accrescere gli investimenti pubblici. E’ questa la ricetta, in tre punti, indicata dal bollettino economico della Banca d’Italia. Negli ultimi due anni, sottolinea la Banca d’Italia nel bollettino economico, la spesa primaria corrente ha segnato un picco e si è attestata al 40% del pil, "superando anche gli elevati valori raggiunti nei primi anni novanta". Per l’istituto di via Nazionale, "l’andamento dei conti pubblici consente di accelerare il processo di riduzione del disavanzo. Un rapido conseguimento del pareggio strutturale del bilancio è essenziale per far diminuire significativamente il debito, in modo da affrontare per tempo i costi derivanti dall’invecchiamento della popolazione". Contemporaneamente si dovranno reperire risorse per ridurre la pressione fiscale e per accrescere gli investimenti pubblici, in diminuzione da due anni ma "essenziali per favorire il ritorno ad una crescita sostenuta e durevole della produttività". Per Bankitalia è quindi "indifferibile, per cogliere tutti e tre questi obiettivi, il contenimento della spesa primaria corrente". Nel 2006, la crescita della spesa primaria corrente è diminuita leggermente, al 3,6%, lasciando però inalterata al 40% l’incidenza sul pil. Gli invesimenti, invece, se si escludono i proventi delle dismissioni immobiliari (contabilizzati in riduzione della spesa) sono diminuiti del 3,4%; nel complesso del biennio, la diminuzione è stata del 6,2%.

    03 aprile 2007
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...ia_fisco.shtml









    Bankitalia: pressione fiscale record, essenziale il pareggio di bilancio

    Tagliare la spesa per ridurre le tasse e aumentare gli investimenti pubblici. Il Bollettino della Banca d'Italia non ha dubbi: per il rilancio dell'economia bisogna ridurre la pressione fiscale, ormai ai massimi storici.

    Lo studio dei tecnici di via Nazionale non nasconde che l'entità del miglioramento dei conti pubblici nel corso del 2006 "è stata inattesa": ma gran parte del risanamento "deriva dal forte aumento delle entrate". In particolare, la pressione fiscale è aumentata di 1,7 punti percentuali al 42,3% e nel 2007 dovrebbe salire ulteriormente al 42,8%, "un livello non distante dal valore massimo raggiunto nel 1997".


    "L'andamento dei conti pubblici consente di accelerare il processo di riduzione del disavanzo", afferma la Banca d'Italia nel Bollettino economico, mettendo in evidenza che "un rapido conseguimento del pareggio strutturale di bilancio è essenziale per far diminuire significativamente il debito, in modo da affrontare per tempo i costi derivanti dall'invecchiamento della popolazione".


    Bankitalia indica che nel procedere verso tale obiettivo di medio termine "si dovranno al tempo stesso reperire risorse per ridurre la pressione fiscale che supera quella media dell'area dell'euro e si colloca in prossimità dei massimi storici, e per accrescere gli investimenti pubblici, in diminuzione da due anni ma essenziali per favorire il ritorno a una crescita sostenuta e durevole dellaproduttività e del reddito".
    Pertanto è "indifferibile" per centrare questi tre obiettivi "il contenimento della spesa primaria corrente" che presenta una incidenza sul pil nell'ultimo biennio al 40%, "superando anche gli elevati valori raggiunti nei primi anni '90".
    Confortano, invece, segnali di ritrovata competitività delle imprese italiane. Il dato complessivo resta negativo ma si intravede "un primo progresso", ci sono "segnali" di una possibile inversione di tendenza. La Banca d'Italia, nel Bollettino economico, evidenzia "un primo progresso strutturale nella capacita' delle imprese industriali italiane di affrontare con successo la competizione sui mercati esteri e domestici". Anche se, restando ai dati 2006, "la competitività peggiora lievemente".
    "Segnali in questa direzione - spiega Bankitalia riferendosi a questo avvio di processo virtuoso - sembrano giungere, al di là del favore del ciclo, dalla contestuale crescita dell'occupazione e della produttività del lavoro nell'industria in senso stretto". La fase di ristagno è stata superata grazie soprattutto all'impulso "dai mercati esteri piu' dinamici". Ma la maggiore produttività delle imprese è legata, per Bankitalia, anche all' "accresciuta flessibilità del mercato del lavoro". Se si guarda invece al dato delle esportazioni, le imprese italiane mostrano ancora tutto il loro gap di competitività: "A fronte di uno sviluppo del commercio mondiale stimato per il 2006 pari a circa il 9% - si legge nel Bollettino - la quota italiana sulle esportazioni mondiali a prezzi costanti avrebbe continuato a diminuire, scendendo al 2,5%, dal 2,7% del 2005, sfavorita dalla perdità di competitività".

    Nonostante la ripresa economica "i consumi delle famiglie sono aumentati a ritmi complessivamente contenuti". "Nell'ultimo trimestre del 2006 hanno decelerato al di sotto dell'1% su base annua" e "nei primi mesi di quest'anno non si prospettano significativi mutamenti di tendenza".
    Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato (+1,5% nel 2006) ma "all'apporto positivo dell'occupazione e delle retribuzioni unitarie si è contrapposto un prelievo" che è tornato in rapporto al reddito "in prossimità dei livelli massimi del 2000".
    http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=68666

  9. #9
    giovanni.fgf
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    ZENA: nel resto d'europa c'è la stessa pressione fiscale, sveglia. Il problema sta in come li spendi, e abbiamo visto come li avete spesi voi.
    ti è arrivata una velina di partito????



  10. #10
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    Comunque credo sia condivisibile il principio per cui la pressione fiscale complessiva non dovrebbe essere superiore al 33,3% del PIL, ripartita uniformemente su tre livelli di governo.

 

 
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