...ed è già l'idolo di Veltroni, messo in cantina Kennedy e Zapatero...
Francia, Di Nolfo: Con Sarkozy finisce lo "stile Versailles"
Roma, 18 mag (Velino) - Nicolas Sarkozy all’Eliseo dopo Jacques Chirac e François Mitterrand? "È la fine dello stile Versailles, la ‘grandeur’ messa in secondo piano per affrontare i problemi in chiave moderna, in una maniera adeguata ai tempi” spiega,al VELINO, lo storico Ennio di Nolfo. Sarkozy, per il pro-rettore per le relazioni internazionali dell'Università di Firenze, è “l’uomo giusto al momento giusto” sia per la Francia che per l’Europa. Finora, spiega, quasi tutti i presidenti della Quinta Repubblica hanno avuto uno “stile Versailles, Luigi XIV”: da Charles De Gaulle, a François Mitterrand a Jacques Chirac, per citarne alcuni. Presidenti, sottolinea, "avvolti nella 'grandeur' della Francia e circondati da un cerimoniale sclerotico che si rifa, appunto, al Re Sole”. In questo sistema, l’elezione di Sarkozy è una boccata d’aria nuova, tanto più importante in quanto porta ai vertici dello Stato francese “una differenza di stile umano che è anche una differenza di stile politico”.
Sarkozy all’Eliseo con la famiglia “allargata”, cioè con i figli di primo e di secondo letto, Sarkozy che bacia la moglie in pubblico è la fine dello "stile Versailles" e, di conseguenza, l’avvio di una fase nuova, più “informale, concreta, adeguata ai tempi”. Una fase di cui Di Nolfo sottolinea alcuni punti “che sono la risposta a problemi di grandissima attualità”, a cominciare dal recupero dei temi della cultura e della scuola: “Se succedesse in Italia sarebbe una cosa straordinaria”. Insieme con il “rispetto dell’autorità, del merito”, e alla riscoperta del fatto che nella vita sociale “l’immaginazione al potere è spesso causa di arbitrio e disordine, più che di progresso economico e civile”, che ha bisogno invece di “comportamenti certi”.
Un discorso che vale per la Francia ma anche per l’Europa. Il testo del Trattato costituzionale del 2004 è a immagine del presidente che l’ha fatto, Valery Giscard d’Estaing che, sottolinea Di Nolfo, “in anticipo di decenni voleva regolamentare una nazione europea che non esiste ancora”, perché i singoli paesi membri non sono pronti al federalismo su scala continentale. Di qui lo “stallo” europeo. Con Sarkozy c’è ora la possibilità di uscirne: “Dicono che è di destra – conclude il pro-rettore dell’Università di Firenze – ma è un innovatore. Che vuole inventare regole precise”.




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