Le scelte incompiute del nuovo Pd
di Alfredo Reichlin
la Repubblica
15 maggio 2007


Io non sono neutrale. E non sarei d´accordo – anzi dovrei dichiarare un serio dissenso - se il mio partito (Ds) e il costruendo partito democratico si ponessero in una posizione di sostanziale neutralità rispetto alla sostanza dello scontro che è in atto sulla laicità dello Stato. So anch´io che bisogna ascoltare le piazze, comprendere le ragioni dell´altro, evitare le scomuniche e le guerre di religioni, nonché sapere che in Italia c´è da secoli il Vaticano, il che fa la differenza con gli altri paesi europei. (Gramsci: «La questione vaticana»). Figurarsi. Io fui d´accordo con l´art. 7.

Ma detto questo, il problema che resta è la risposta che diamo non alle piazze (la grande folla di San Giovanni: non è certo quella il nostro nemico) ma all´uso che di esse si fa in questo passaggio cruciale della vicenda politica italiana. Questo è il punto. E dico subito quello che penso. Se si trattasse solo di impedire i Dico, cioè la tutela di certi diritti anche per chi non è sposato, io non sarei poi troppo preoccupato. Gli organizzatori di quella manifestazione non ricordano l´enorme cammino che le donne, le famiglie e i minori hanno compiuto in Italia, sia pure attraverso dure lotte contro le forze più fanatiche e clericali dell´episcopato italiano. Altro che immutabilità di un diritto naturale. Diritto naturale? Fino alla fine dell´Ottocento le donne non potevano nemmeno testimoniare. Fino al 1919 occorreva una esplicita autorizzazione maritale perché potessero compiere negozi giuridici (donazioni, vendite di beni immobili, ecc.). Fino a pochi anni fa l´adulterio femminile veniva punito penalmente in quanto offesa al marito. Non parlo delle tasse sul celibato, del divieto (sotto il fascismo c´è stato anche questo) di sposarsi con persone «di altre razze non ariane». Fede, famiglia e Stato autoritario. Bisogna aspettare questi anni, con tanti voti al Pci e alla sinistra laica, per riconoscere l´uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, la maternità libera e consapevole, i diritti dei minori, la disciplina della filiazione naturale. E solo ora si comincia a discutere concrete misure di sostegno alle famiglie partendo dal fatto che l´affetto è la base delle unioni.

Questo è il cammino, ostacolato sempre dall´ala clericale della Chiesa ma – lo riconosco – non da tanti parroci e tanti uomini e donne di religione. Lo dico anche per ricordare alla nostra gente che il partito clericale ha sempre perso. E che perderà ancora. Certamente. Il dibattito sulla famiglia andrà avanti e noi dobbiamo gestirlo con calma e apertura verso gli altri. E penso anch´io che non dobbiamo essere troppo estremisti. Quindi condivido tutti gli appelli alla ragione e all´intesa. Ma – attenzione – li condivido solo se di questo si tratta: della famiglia. Ma solo di questo si tratta? Io non lo credo.

Penso che la sostanza della questione politica che si è aperta in Italia è anche, e soprattutto, un´altra. Nella sua rozzezza, Berlusconi l´ha detto. E´ come separare il mondo cattolico dalla sinistra. E ciò non solo e non tanto per ragioni ideologiche (i Dico). Ma perché si è aperto (o vogliono fingere di non vederlo?) il problema non di Gesù e della Sacra famiglia ma di cosa sostituire a una destra ormai inservibile, sconfitta e impresentabile nel nuovo scenario europeo, che è in grande movimento anche a causa dell´indebolirsi dell´egemonia americana. Che cosa sostituire alla destra che però non sia il passaggio del potere al centro-sinistra? Questo è l´assillo di una parte importante delle classi dirigenti. E questo è il compito politico che si è assunto da tempo l´episcopato che fa capo a Ruini. E lo si capisce. Perché in Italia, la borghesia è incapace di dar vita a un suo partito moderato, laico e di governo (per intenderci un partito alla Sarkozy e non avventure tipo il fascismo, il populismo becero alla Berlusconi oppure i grandi partiti popolari come fu la Dc). E perciò è chiaro come il sole (ma non è chiaro all´astuto "Riformista") che il bersaglio vero è Prodi. Questa è la verità. E´ la Bindi, sono i cattolici democratici che non solo difendono il centro-sinistra ma osano progettare una fusione con la sinistra democratica. E continuano a tener duro. Una sciagura per "lor signori".
Qualcuno ha detto che idealmente avrebbe partecipato alle due piazze (San Giovanni e piazza Navona). Io, invece, non avrei partecipato a nessuna delle due. Chi sente, come me, l´orgoglio laico non accetta di fare come quel tale che ne aveva prese tante ma si consolava con il fatto di averne dette tante. Personalmente, il coraggio di testimoniare restando minoranza, io comunista per tutta una vita, l´ho praticato. Ma in questo caso a me sembra che non basti il coraggio. Il coraggio è una cosa ma i calcoli sbagliati sono un´altra. L´avventura della Rosa del pugno ha umiliato non solo il Psi ma la grande e nobile corrente politico culturale del laicismo italiano riducendolo al 2 per cento dei voti.
E´ per questo che con molta amicizia mi permetto di dire agli amici di piazza Navona che una risposta laica vera presuppone la capacità e la voglia di combattere contro le forze reali le quali sanno che solo rompendo il centro-sinistra possono travolgere anche lo Stato laico.
E ciò perché non basterà a impedirlo la sinistra che si raccoglie in nome della lotta contro il partito democratico. E´ chiaro quindi il "contro chi". Ma è evidente anche il "con chi", cioè quale forza può davvero dare scacco matto al partito clericale, a questa sorta di uso politico della religione da parte della destra. Questa forza a me sembra l´unione tra la sinistra e i cattolici democratici. E´ l´idea del partito democratico.

A condizione però che la battaglia sia data, che si esca da questo infinito patteggiamento interno. Noi abbiamo avuto in questi giorni l´occasione per parlare come un partito nuovo già in costruzione e di farlo in nome di una grande questione politica che riguarda la natura dello Stato e le libertà e i diritti degli italiani. E di mostrare così la forza e la necessità di questo progetto uscendo dalla chiacchiera sulle rivalità personali e le candidature. Abbiamo detto cose giuste di metodo ma la battaglia vera, compresa la capacità di motivare grandi masse e rendere chiara la prospettiva io non l´ho vista ancora.

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giusto! non ci vogliono contrapposizioni tra laici e cattolici, solo una più forte alleanza tra sinistra democratica e cattolici democratici può veramente sancire lo stato laico. il PD ha questo obiettivo! Parola di ateo.