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    Predefinito ...non ragioniam di loro, ma guarda e passa

    Editoriale. www.ildialogo.org
    ...non ragioniam di lor, ma guarda e passa
    [FONT='Calibri','sans-serif'] di Giovanni Sarubbi[/FONT]
    [FONT='Calibri','sans-serif']
    [FONT='Tahoma','sans-serif']Confesso di essere un vecchio malpensante. Per questo dico che le scritte contro il presidente dei vescovi Italiani, il generale Bagnasco arcivescovo di Genova, non mi convincono affatto. Mi puzzano di imbroglio, di provocazione messa su apposta per dare credito a posizioni, quelle della CEI, che non trovano riscontro nella realtà sociale del nostro paese ed in larghi settori della stessa Chiesa Cattolica che, è bene dirlo, è cosa molto diversa dai suoi vertici istituzionali che si arrogano il diritto di parlare per tutti dimenticando il detto di Gesù del “chi vuol essere primo serva”.
    Operazioni come quelle delle scritte minatorie o delle vere e proprie minacce di morte servono a creare artificiosamente “il martire”, a creare un clima di tensione di cui nessuno, tanto meno i cattolici italiani, hanno bisogno. Abbiamo bisogno invece di discussione serena, di confronto aperto sui contenuti delle posizioni politiche e, in questo caso, anche religiose sia della Chiesa Cattolica sia di altre religioni.
    Chi ha fatto quelle scritte e ha formulato quelle minacce ha fatto un regalo, io dico consapevolmente, proprio alle posizioni della Chiesa. Minacciare di morte qualcuno per le posizioni politiche che esprime, oltre che una cosa riprovevole in se perché uccidere è il reato peggiore che ci sia, è un regalo proprio a quelle posizioni che acquistano un valore insperato proprio per effetto delle minacce subite.
    [/FONT]
    [FONT='Tahoma','sans-serif'] “Se vengono minacciati qualche ragione devono pure averla”, questo il messaggio subliminale [/FONT]
    [FONT='Tahoma','sans-serif']che quelle minacce fanno passare nell’opinione pubblica e che i mass media amplificano.
    Ripeto sono un vecchio malpensante, ma la storia, anche recente, è piena di queste operazioni di disinformazione, di intorbidamento delle acque in modo artificiale
    [/FONT]
    [FONT='Tahoma','sans-serif']per distrarre l’attenzione dalle questioni vere di cui si sta discutendo.E quello di cui si sta discutendo[/FONT]
    [FONT='Tahoma','sans-serif']sono cose molto concrete e cioè i “privilegi” che qualcuno chiede a danno di altri.
    Qualche giorno fa una sorta di “catena di sant’antonio” che gira su internet, invitava i cattolici italiani ad esprimere ai vescovi la propria solidarietà per le posizioni espresse proprio da Bagnasco a nome della CEI. Il messaggio, con tanto di sito internet dove poter scrivere in diretta al proprio vescovo, chiedeva “nessuna parità tra unioni e famiglia, ma maggiori privilegi alla famiglia tradizionale italiana”. “Maggiori privilegi”, questa la richiesta sponsorizzata dalla Cei che non ha nulla di evangelico, che non ha nulla a che fare con “l’amatevi gli uni gli altri” lasciato come testamento da Gesù ai suoi discepoli. E chi ama veramente non chiede privilegi ne per se ne per altri. Anzi per amare bisogna avere l’umiltà di mettersi al servizio degli altri, di rispettare l’umanità che c’è negli altri, chiunque essi siano, comunque essi vivano la loro vita, seguendo l’esempio di Gesù. Altro che richiedere “privilegi” per una istituzione, la famiglia, cambiata più volte nel corso della storia e che è del tutto anacronistico continuare a difendere a spada tratta, visto che è figlia diretta di quel patriarcato oppressivo e violento che permea ancora gran parte dei comportamenti proprio
    [/FONT]
    [FONT='Tahoma','sans-serif']delle chiese cristiane che hanno perso il senso del messaggio originario di Gesù.[/FONT]
    [FONT='Tahoma','sans-serif']Una cosa è non buttare via l’acqua sporca con il bambino, altra cosa è difendere l’indifendibile.
    E che queste minacce facciano appieno proprio il gioco di Bagnasco e della CEI lo dimostra anche il fatto che in questi giorni è quasi del tutto passato sotto silenzio il grave caso di pedofilia di un prete scoppiato a Firenze, anche questo coperto proprio dalle massime autorità della CEI.
    [/FONT]
    [FONT='Tahoma','sans-serif']Grande clamore mediatico per le minacce, nessun clamore per le responsabilità precise della CEI[/FONT]
    [FONT='Tahoma','sans-serif']nella copertura dei preti pedofili e nel disinteresse per le vittime.
    Allora altro che minacce a Bagnasco e alla CEI , gli auguri di lunga vita bisogna fargli.
    Caro Bagnasco e cari vescovi, continuate così, campate altri cento anni perché così sarete voi stessi che decreterete la fine di una istituzione, la Chiesa Cattolica, che con voi ha cessato di essere “cattolica”, cioè “universale”, aperta al mondo, capace di dialogare con tutti e tutte, e si è trasformata in uno dei tanti staterelli ultramondani, alla ricerca spasmodica di privilegi, di soldi, di potere economico, politico e militare ed assolutamente incapace di incarnare il messaggio che fu di Gesù di Nazareth.
    Perciò con Dante diciamo:
    «
    Fama di loro il mondo esser non lassa;
    misericordia e giustizia li sdegna:
    non ragioniam di lor, ma guarda e passa
    »
    [/FONT]
    [FONT='Tahoma','sans-serif'] (Divina commedia Inferno Canto III)[/FONT][/FONT]

  2. #2
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    Un bellissimo articolo Cristiano, grazie per averlo " incollato ".
    Mi riprometto di commentarlo con più calma e tempo a disposizione.
    Adesso devo prepararmi per andare dal proff.,so ciò che mi attende, dovrò patire, e non poco, di a Pina di dire una preghierina per me.
    Ciao, un'abbraccio a te ed a Pina
    Neva

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
    Un bellissimo articolo Cristiano, grazie per averlo " incollato ".
    Mi riprometto di commentarlo con più calma e tempo a disposizione.
    Adesso devo prepararmi per andare dal proff.,so ciò che mi attende, dovrò patire, e non poco, di a Pina di dire una preghierina per me.
    Ciao, un'abbraccio a te ed a Pina
    Neva
    in bocca al lupo e abbasso le fistole!!e ora un altro articolo..

    Inaugurata la prima sede Rai in Africa, a Nairobi.
    Si inaugura oggi, 18 maggio, la nuova sede Rai di Nairobi, la prima in Africa e la seconda di un media italiano (l'Ansa ha una sede di corrispondenza in Sud Africa). Uno degli obiettivi del direttore Enzo Nucci è dare maggiore visibilità anche a cultura, musica, sport, moda. Non solo l'Africa della fame e delle tragedie.
    La sede, che è già operativa da alcuni mesi, è intitolata a Ilaria Alpi e Milan Hrovatin, uccisi in Somalia nel 1994. «Se la Rai ha a perto una sede in Africa, molto lo si deve alla mobilitazione del mondo missionario» dice Enzo Nucci, come riporta l'editoriale comune delle riviste della FESMI (Federazione Stampa Missionaria Italiana), pubblicato per la campagna «Notizie, non gossip» a cui ha partecipato anche «Missioni Consolata».
    Riportiamo di seguito il testo integrale dell'editoriale.


    «Notizie, non gossip»

    «Se la Rai ha aperto una sede in Africa, molto lo si deve alla mobilitazione del mondo missionario». Parola di Enzo Nucci, corrispondente Rai da Nairobi. Attivo da alcuni mesi, il suo ufficio, intitolato a Ilaria Alpi e Milan Hrovatin uccisi in Somalia nel 1994, verrà ufficialmente inaugurato di qui a qualche settimana. Riportiamo la notizia con una certa soddisfazione. I lettori infatti ricorderanno l’iniziativa «Notizie, non gossip», che le riviste missionarie, riunite nella Fesmi, lanciarono all’inizio del 2006, chiedendo un salto di qualità nell’informazione televisiva, in modo particolare di quella offerta dal servizio pubblico, i cui costi sono pagati anche dal canone dei cittadini. Molti firmarono il nostro appello e ci scrissero messaggi di incoraggiamento.
    L’appello della Fesmi e gli incontri di alcuni direttori delle testate missionarie con i vertici Rai (prima Meocci, poi Cappon) un risultato significativo l’hanno dunque sortito. A dimostrazione che un impegno corale del mondo missionario e un sano lavoro di lobby e «pressing» sono preziosi. Ma, vinto il primo round, c’è ora da continuare la partita. La soddisfazione per un traguardo raggiunto non deve abbassare il livello di guardia. L’informazione - l’abbiamo detto e lo ripetiamo - è la prima forma di solidarietà. Perciò riteniamo che ora si debba insistere per alzare ulteriormente, nel pubblico italiano, il tasso di consapevolezza delle questioni internazionali e, specificamente, il grado di conoscenza della realtà del Sud del mondo.
    A poco servirebbe una sede in Kenya (così come le altre aperte di recente in India e Turchia) se poi l’approccio alle notizie e il taglio dei servizi rimanesse quello oggi predominante, tendenzialmente sbilanciato sui fatti negativi e clamorosi (guerre, eventi disastrosi…) e poco capace di cogliere i cambiamenti positivi, le novità all’orizzonte, il vissuto della gente.

    In virtù dell’apertura di nuove «finestre sul mondo», ci sentiamo di chiedere alla Rai un giornalismo che sappia far parlare le persone, che metta in luce il positivo di un continente, l’Africa, che è molto diversa da quel ricettacolo di mali e problemi che spesso viene dipinto. Crediamo che un diverso racconto dell’Africa potrebbe contribuire ad abbattere troppi stereotipi e immagini stantie che ancora si registrano sugli immigrati africani (e non solo). Potrebbe inoltre sortire influssi sorprendentemente positivi sugli africani di casa ormai in Italia, che si sentirebbero finalmente visti in una luce più veritiera.
    In questo senso, diamo il benvenuto all’iniziativa «Dimmi di più» che Medici senza Frontiere ha lanciato di recente per far sì che su crisi internazionali e guerre l’informazione non si limiti a resoconti episodici e frammentari. A nostro giudizio, occorre andare ben oltre: c’è tutto un mondo - donne e uomini che vogliono essere protagonisti del loro domani, una società civile in crescita, culture e tradizioni ricchissime - che merita d’essere raccontato. Scriveva Missione Oggi in una lettera aperta a Enzo Nucci qualche mese fa: «Con te e la Rai a Nairobi l’Africa si fa più vicina: vogliamo credere che sarai capace di raccontarci non solo gli eventi di rilievo, ma anche un nuovo stile di vita, fatto di aggregazione sociale e una gran voglia di futuro».
    Insomma: diteci di più sulle guerre, ma diteci anche qualcosa che non siano solo le guerre. Soprattutto ditecelo non a notte inoltrata, in spazi che assomigliano a oasi nel deserto dei palinsesti affollati di Grandi Fratelli e di Vallettopoli. A poco servirebbe una nuova sede Rai se non si traducesse in una piccola-grande occasione per osare un nuovo stile, cambiare mentalità. In una parola: per fare cultura.
    È troppo chiedere che la direzione generale della Rai mantenga la sua promessa di un monitoraggio sui Tg e la loro attenzione al Sud del mondo? È troppo ipotizzare che in un futuro non lontano i Tg ospitino spazi fissi di approfondimento su temi e questioni internazionali, come oggi fanno per motori o enogastronomia?
    Come cittadini - prima che come rappresentanti di donne e uomini impegnati in nome del Vangelo nei diversi continenti a servizio delle persone di qualsiasi etnia e religione - siamo convinte e convinti che una Rai più attenta a quanto si muove nel Sud del mondo faccia il bene dei suoi utenti e, di riflesso, contribuisca a renderli un po’ di più, giorno per giorno, «cittadini del mondo».
    Federazione Stampa Missionaria Italiana

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    Caro Gufo,
    Mi E' Molto Piaciuto Il Tuo Post, Ma Non Riesco E Non Ci Sono Mai Riuscito, Di "guardar Loro E Passa" E Sai Perche'?
    Nei Primi Anni '60, Mi Accorsi Della Verita' Sulla Chiesa Cattolica.
    Loro " Grande Societa' Immobiliare E Finanziaria" Avevano Case Su Case Sfitte, Mentre C'erano Non So Quanti Italiani Baraccati, Nei Vari Borghetti Che Cosi' Bene Ha Descritto Nei Suoi Film Pier Paolo Pasolini. Ma La Cosa Triste E' Che In Chiesa La Domenica La Predica Era Ben Diversa. Molta Gente Ha Sofferto, Altra E' Morta Di Stenti, Ma Loro Si Sono Tenute Ben Strette I Loro Appartamenti. Anzi Con Il Vecchio Governo Ora Non Pagano Nemmeno L'ici. Altro Che Schifezza. Basta Fare Un Giro Nei Musei Vaticani, Per Vedere Quanta Gente Africana, Brasiliana Asiatica Ecc. Potrebbe Essere Salvata Dalla Vita. No. Non Posso Lasciare E Passare, Ma Li Combattero' Sempre. Certamente Non Con Scritte Che Anche Per Me Sono Artefatte, E' Vero Che Di Sciocchi Ce Ne Sono Molti, Ma Mi Sembra Veramente Assurdo Andare A Scrivere "bagnasco Attento A Te" O Cosi' Via. Non Ho Bisogno Di Scriverlo, Io Glielo Urlo In Faccia, Io Cerco Di Far Capire Come Il Vaticano Sia Una Grande Falsita', Basata Apparentemente Su Principi Nobili, Ma Che Ne Hanno Fatto Una Vera E Propria Macchina Di Soldi. Sulla Base Di Un Credo, Quello Cristiano, Sono Secoli Che Abbindolano Gente, Che Ricordiamoci L'ignoranza Che Esisteva E Che Esiste, Pensa Che Solo Dopo Il 1900 ( Ma Forse Anche Di Piu' ) Un Cattolico Puo' Leggere La Bibbia Da Solo. Sono Una Grande Potenza E Appena Un'altra Religione Sta Prendendo Piede E C'e' Un Pericolo Che Possano Perdere La Loro Leader Ship ( Si Scrive Cosi'? ) Agiscono Di Conseguenza. Gli Ebrei Ne Sanno Qualcosa. Ma Anche I Mussulmani Ne Sanno Qualcosa. Hanno Sempre Subito Ed Infine E' Arrivato L'11 Settembre 2001. Era Inevitabile. Non Lo Accetto, Ci Mancherebbe Altro, Ma Chi Semina Tempesta, Raccoglie Grandine.
    Massimiliano1

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    caro rosario, secondo me il guarda e passa è anche un pò ironico.. nel senso, noi continuiamo a fare bene, del nostro meglio per questo mondo, con caparbietà, tenacia e con tanto amore. facciamo informazione a tutto spiano e lavoriamoli ai fianchi. sarà bellissimo vederla crollare. e allora saremo tutti missionari di pace.
    gufo

  6. #6
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    Ecco un prete che ragiona, guarda, resta, e parla.


    Lettera al presidente della Cei, Mons. Angelo Bagnasco arcivescovo di Genova


    Sig. Presidente,
    Il 12 maggio in piazza S. Giovanni a Roma al raduno organizzato dalla Presidenza della Cei attraverso le aggregazioni laicali cattoliche, è accaduto un fatto grave che come presidente dei Vescovi italiani non può lasciare senza risposta. Silvio Berlusconi, notoriamente divorziato e felicemente convivente, ha dichiarato che i cattolici coerenti non possono stare a sinistra, asserendo con questo che devono stare a destra, cioè con lui e con il suo liberismo che coincide sempre con i suoi interessi e mai col «bene comune».
    Non è questa la sede per stabilire i confini di «destra» e «sinistra». Una sola annotazione: da tutta la letteratura documentale del magistero, da Leone XIII al «Compendio» pubblicato nel 2004 da Giovanni Paolo II, risalta che i programmi della «sinistra», presi nella loro globalità e alla luce della categoria dirimente del «bene comune o generale» sono molto più vicini alla «dottrina sociale della Chiesa» di quelli della «destra», che, al di là delle parole ossequiose e strumentali, sono la negazione di quella dottrina nei suoi principi essenziali (bene comune, democrazia, legalità, stato sociale, ecc.). Alcide De Gasperi, già negli anni ’50, definiva la DC «un partito di centro che guarda a sinistra».
    Benedetto XVI ad Aparecida in Brasile ha detto che la scelta preferenziale dei poveri è costitutiva della Chiesa e ha dichiarato la fine del marxismo (forse intendeva dire del marxismo ideologico e storico come realizzato nel sovietismo) e il fallimento del capitalismo. Silvio Berlusconi è il rappresentante più retrivo del capitalismo speculativo e senza regole, appena condannato dal papa, perché egli adora un solo dio e ha una sola religione: il mercato. A condizione però che il mercato faccia gli interessi dei ricchi, i quali, si sa, sono capaci di sprazzi di «compassione» ed elargiscono elemosine ai poveri, magari davanti alla tv, conquistandosi anche il paradiso e risolvendo il rebus del cammello e della cruna dell’ago. Con le sue tv commerciali, egli guida e gestisce il degrado morale del nostro popolo, imponendo modelli e stili di vita che sono la negazione esplicita e totale di tutti i «valori» cristiani che il raduno del Family Day voleva affermare.
    E’ notizia di oggi (14 maggio 2007) che Berlusconi ha comprato la società Endemol, la fabbrica del vacuo, dei grandi fratelli e del voyeurismo amorale e anti-famiglia che fornisce anche la tv di Stato che così viene ad essere, a livello di contenuti, totalmente nelle sue mani. Il conflitto di interessi ora è totale. La sua presenza ad un raduno di cattolici manifestanti a favore della famiglia è strutturalmente incompatibile. Egli non può stare nemmeno nei paraggi del cattolicesimo che di solito ossequia subdolamente e di cui si serve con qualsiasi strumento economico o di potere. Mi fa ottima compagnia P. Bartolomeo Sorge S.J. che ha dimostrato con ampia facoltà di prova sulla scorta del magistero ordinario nei memorabili editoriali di Aggiornamenti Sociali, l’incompatibilità del berlusconismo con la dottrina sociale della Chiesa e ancora di più con i principi esigenti del cristianesimo.
    Un altro campione di famiglia cattolica, pontificante al raduno, fu il deputato Pierferdinando Casini. O tempora! O mores! Il 19 ottobre 2005, all’inaugurazione dell’anno accademico nella Università del Papa, la Lateranense, il Gran Cancelliere, Mons. Rino Fisichella, ebbe l’ardire di presentarlo come esempio di persona che «forte della sua esperienza trentennale di vita politica e sostenuto da una forte coscienza cristiana, può offrire a noi tutti un chiaro esempio di come la fede possa ispirare comportamenti politici liberi e coerenti nella ricerca del bene comune». Parole di un vescovo, Gran Cancelliere nell’Università del Papa, ad un cattolico praticante, divorziato e felicemente convivente con prole.
    Tutto ciò crea disorientamento, scandalo e sconcerto nei cristiani che faticano ogni giorno a fare conciliare l’esigenza della fede con il peso delle situazioni della vita, a volte insopportabili. Ad un uomo divorziato che, di fronte a queste dichiarazioni, affermava il suo diritto di «fare la comunione», non ho potuto dare torto, perché non potevo contestare l’autorevolezza di un vescovo e Gran Cancelliere del Papa: ho dovuto dirgli che aveva ragione e che sulla coscienza e responsabilità di Mons. Fisichella, del deputato Pierferdinando Casini e di Silvio Berlusconi, divorziati e conviventi, paladini difensori della «famiglia tradizionale», dell’indissolubilità del matrimonio, poteva andare tranquillo. Rilevo di passaggio che sia Casini che Berlusconi, in quanto parlamentari, usufruiscono «già» per i loro conviventi di tutti i benefici che contestano al progetto di legge sui «DICO».
    O la Chiesa è coerente fino allo spasimo, fino al martirio, sapendo distinguere i falsi profeti per difendere le pecorelle dal sopruso e dalla sudditanza di avventurieri senza scrupoli, o la Chiesa si riduce ad una lobby che intrallazza interessi materiali con chiunque può garantirglieli. E’ una questione «di verità» per usare un’espressione a lei cara. Sulla stampa (la Repubblica 14-05-2007, p. 9) all’interno di una intervista, mons. Giuseppe Anfossi, responsabile Cei per la famiglia, ha dichiarato che Berlusconi si assume la responsabilità di ciò che ha detto. Non parlava però a nome della Cei che, credo, abbia l’obbligo di fare chiarezza e prendere le distanze da simili individui che non fanno onore né alla chiesa, né alla politica (nella concezione espressa da Paolo VI), né al popolo italiano. Se non vi sarà una chiarificazione ufficiale da parte della presidenza della Cei resterà un «vulnus» che ne appannerà la credibilità.
    Sulla stampa sono stati pubblicati i capitoli dell’8 per mille che hanno cofinanziato il raduno del Family Day, suscitando in larghi strati del popolo cattolico una reazione a devolvere altrove la quota della Chiesa, generando ancora una volta una scollatura più grande tra popolo di Dio e Gerarchia che ormai sembrano camminare su sentieri diversi. Mi auguro che lei abbia il coraggio necessario, adeguato alla situazione.
    E’ mia intenzione nella giornata di lunedì 21 maggio 2007, rendere pubblica questa lettera di credente ferito che si dissocia dalle parole per nulla cristiane di Silvio Berlusconi e anche dal silenzio pesante della Presidenza della Cei. Nessuna pretesa, solo una testimonianza «nunc pro tunc».
    Genova 14 maggio 2007


    Paolo Farinella, prete

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    farinella!! è uno dei miei preferiti!! è qui!! dai missionari della consolata!! grande neva, sei er meio! ecco qua la redazione della rivista e del sito.

    LA REDAZIONE
    (ma non solo)

    Questo sito Web è una produzione editoriale della redazione delle riviste Missioni Consolata (MC) e Amico.

    LA REDAZIONE (in stretto ordine alfabetico):
    • Benedetto Bellesi
    • Marco Bello
    • Paolo Moiola
    • Ugo Pozzoli
    Francesco Bernardi è il direttore responsabile.
    Ugo Pozzoli è il direttore editoriale (pozzoli@consolata.net).
    Tutti i redattori alternano il lavoro alle scrivanie della redazione a quello svolto all'estero.


    I COLLABORATORI STABILI

    Oltre ai collaboratori saltuari, la redazione si avvale di un gruppo di collaboratori stabili:
    Angela Lano, per islam e immigrazione
    Biancamaria Balestra, per Russia ed est europeo
    José Carlos Bonino, per la rubrica «Radio di carta» e tematiche latinoamericane
    Giulietto Chiesa, giornalista ed europarlamentare
    Maurizio Chierici, giornalista e scrittore
    Vincenzo Maddaloni, giornalista e scrittore
    Snezana Petrovic, per interculturalità e religione ortodossa
    • i medici Guido Sattin, Enrico Larghero e Valeria Confalonieri per le tematiche sanitarie
    • il medico Roberto Topino e la biologa Rosanna Novara per le tematiche medico-ambientali
    Silvana Bottignole, per letteratura, arte e films dei paesi del Sud
    Maurizio Pagliassotti, per inchieste e reportages
    Piergiorgio Pescali, per reportages dall'estero
    Claudia Caramanti per raccontare viaggi fuori dagli schemi usuali
    Davide Casali, fotogiornalista freelance, per i reportages dai punti caldi della terra (Medio Oriente, Afghanistan, Colombia)
    Daniele Dal Bon, fotografo.

    Missionari e altri religiosi:
    Paolo Farinella, biblista («Così sta scritto») e scrittore, esperto di Medio Oriente
    Mario Bandera, direttore del Centro missionario di Novara
    Aldo Antonelli, prete di Antrosano, viaggiatore e scrittore di valore
    Giuliano Vallotto, prete veneto, esperto di islam
    Antonio Rovelli, missionario e direttore della Scuola per l'alternativa (www.scuolaperalternativa.it)

    CORRISPONDENTI DALL'ESTERO:
    Sandro Calvani è il corrispondente da Bogotà

    GRAFICI
    Il progetto grafico di Missioni Consolata e Amico è opera di Stefano Labate.
    La realizzazione grafica è di Carlo Nepote.

    RESPONSABILI SITO WEB
    Il sito internet che state visitando è coordinato dai giornalisti Paolo Moiola e Marco Bello, mentre la responsabilità tecnica è del webmaster Lorenzo De Ambrosis.

    SEGRETERIA E AMMINISTRAZIONE:
    • La signora Franca Fanton lavora nella segreteria e nell'archivio fotografico; Angela Marino e Miriam Palumbo si occupano dell'ufficio registrazione e spedizioni (Adrema).
    • L'amministrazione della «Fondazione Missioni Consolata ONLUS» è affidata al ragionier Guido Filipello. (amministratore@missioniconsolataonlus.it), coadiuvato dalla signora Dina.


    INDIRIZZO:
    La redazione ha sede a Torino, in corso Ferrucci n. 14, tel. 011.4400400 (centralino).

    TIPOGRAFIA:
    Le 57 mila copie di «MISSIONI CONSOLATA» e le 7,5 mila di «AMICO» vengono stampate a Borgaro Torinese, presso la tipografia «Canale».

 

 

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