Il concetto socialista di ideologia si riferisce ai reclami generali circa la natura di una sovrastruttura della società e, più specificamente, a una distorsione del pensiero che scaturisce dalla società capitalista celandone le contraddizioni interne.
Nel capitalismo i profitti hanno la priorità sui bisogni, cosicché persone muoiono di fame mentre del cibo va a male, persone restano senza casa mentre degli edifici sono vuoti, persone rimangono senza lavoro mentre bisogni sono insoddisfatti, e così via. Siccome le persone sono incapaci di risolvere queste contraddizioni nel capitalismo, esse tendono a proiettarle in forme ideologiche di coscienza, in altra parole, in idee che effettivamente nascondono o mal rappresentano l’esistenza e la natura di queste contraddizioni. Di conseguenza, la ricerca di profitto viene giustificata come presa di rischio per i capitalisti, cosicché la fame, l’essere senza casa, la disoccupazione e il resto sono il prezzo pagato per una “buona economia”. Celando le contraddizioni l’ideologia contribuisce alla loro riproduzione e perciò serve gli interessi della classe capitalista.
Marx criticava l’economia capitalistica perché essa è un’ideologia che scaturisce da, e nasconde, i rapporti sociali di produzione sottostanti l’apparenza superficiale dello scambio di merci nel mercato. Lo scambio libero e alla pari di valori nel mercato cela la non libera e diseguale natura del lavoro salariato/stipendiato nel suo rapporto sociale con il capitale. Ciò, tuttavia, può essere rivelato soltanto con il metodo scientifico di Marx. Marx credeva che fosse il ruolo del socialismo scientifico quello di penetrare la superficie dei fenomeni sociali e di rivelare il loro funzionamento interno.
(Preso da un testo che sto traducendo in italiano.)




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