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Discussione: Fini non ce la fà!

  1. #1
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    Predefinito Fini non ce la fà!

    di V. La Manna

    Non rinnega nulla, ci mancherebbe.
    Non dice che è pronto a fare le valigie, figuriamoci.
    E neppure annuncia di voler creare un nuovo partito, ipotesi che non sembra stare in piedi.
    «Solo per il momento», però, secondo i soliti maligni azzurri.

    Gianfranco Fini in ogni caso si sbottona, deluso magari da aspettative che non vede realizzate.
    La sua premessa, che non contempla il termine «amore», parte da lontano:
    «Avendo contribuito a fondarlo, sono affezionato al Pdl».
    Anche perché «mi sono assunto la responsabilità di consegnare al giudizio della storia 50 anni di vita nazionale, cominciando con l’Msi sino ad Alleanza nazionale».
    Periodo in cui «non eravamo alla canna del gas e An aveva percentuali a due cifre», ma «ci siamo presi la responsabilità di dare vita ad un nuovo soggetto politico perché credevamo nel bipolarismo, nell’alternanza e nell’europeismo».
    Fin qui, la cronistoria.
    «Ma se mi si chiede se il Pdl mi piace, così come è adesso - aggiunge - la risposta credo l’abbiano capita tutti, non c’è bisogno di ripeterla». Per chi non l’avesse compresa, è «no».

    Per carità, non è mica l’unico a pensarla così. E in parte, seppure con altre motivazioni, anche Silvio Berlusconi vorrebbe dargli una bella sterzata, dopo le Regionali, pur considerandolo sempre un «punto di forza» e non certo di debolezza.
    Tanto da continuare a classificare sotto la voce «politichese», di cui «nemmeno mi occupo», i distinguo di Fini.
    Anche per questo, l’affondo del presidente della Camera - in parte simile a concetti già espressi - lanciato stavolta da Oristano e ben avvertito a Roma, desta perplessità.
    Nella sostanza e nella forma, visto che arriva nel bel mezzo di una difficile campagna elettorale.
    Lo si comprende pure dal tenore della replica di Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati e convinto berlusconiano:
    «Il disagio per certe occorrenze nel Pdl non è più una prerogativa del presidente della Camera. Da buon soldato, dico che anch’io avverto, per ragioni evidentemente diverse da quelle di Fini, un disagio crescente per la piega degli eventi». E poi, «nel galateo malfermo della politica non è prevista la gratitudine. Ma neppure è contemplato l’obbligo dell’ingratitudine o del calcio dell’asino».

    Ma torniamo al cofondatore del partito unico, che prosegue così la sua analisi:
    «Il Pdl ha commesso degli errori perché è nato da poco. Ha necessità di unire e omogeneizzare esperienze diverse, perché si sono mescolate tre congiunture diverse. Questa prima fase si deve considerare di rodaggio iniziale non di routine».
    E poi, «non è una caserma, ma non deve essere neppure un’anarchia».
    In ogni caso, fa notare il ministro e coordinatore Ignazio La Russa, quando Fini afferma che vorrebbe un Pdl migliore «non credo si riferisse alla presentazione delle liste. Tutti vorremmo un Pdl più bello e più forte, però accontentiamoci», visto che «in pochi mesi ha vinto tutto ed organizzativamente è posizionato in tutte le città d’Italia».
    Tra l’altro, «anche questa vicenda delle liste dimostra che si può fare di più e meglio con il tempo».

    L’intervento della terza carica dello Stato, in Sardegna, prosegue sui binari riforme, immigrazione, pensioni. Ma è il suo giudizio sullo stato di salute del Pdl ad animare il dibattito interno.
    «A Fini non piace? Credo che ognuno senta la necessità di migliorarsi sempre, ma non possiamo dimenticare quanto di buono fatto fino ad oggi», è il commento di Maurizio Lupi, ex Forza Italia, vicepresidente della Camera.
    Va giù duro invece Giancarlo Lehner. «Ci si prende e ci si lascia - fa notare il deputato -.
    A Fini non sta più bene il Pdl e la rivelazione mi accora; tuttavia, anche a me all’inizio piacque Gianfranco, mentre ora, confesso, lo sento distante e lontano dai miei valori. Insomma, non mi piace più, né punto né poco».

    preso dal ilgiornale del 03 03 2010

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Fini non ce la fà!

    Siamo alle porte delle regionali ed invece di occuparsi dell'avversario di centro sinistra ci si occupa solo di Fini, di quello che dice, di quello che fa. Mah è allucinante.
    Se Berlusconi dice che bisogna riorganizzarsi è giusto, se lo dice Fini è sbagliato.
    Malafede.
    Continuiamo così, facciamoci del male....
    Fare per Fermare il Declino
    www.fermareildeclino.it

  3. #3
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    Predefinito Rif: Fini non ce la fà!

    Citazione Originariamente Scritto da apibroker Visualizza Messaggio
    Siamo alle porte delle regionali ed invece di occuparsi dell'avversario di centro sinistra ci si occupa solo di Fini, di quello che dice, di quello che fa. Mah è allucinante.
    Se Berlusconi dice che bisogna riorganizzarsi è giusto, se lo dice Fini è sbagliato.
    Malafede.
    Continuiamo così, facciamoci del male....
    Parere mio.
    Proprio perchè ci sono le elezioni Fini potrebbe risparmiarsi queste sparate,soprattutto ora dopo gli eventi ed i pastrocchi degli ultimi giorni.
    Sicuramente l'amico Gianfranco ha digerito male l'ingresso nel governo della Santachè,e questo è stato il suo fendente sparato dritto dritto a Silvio.Aleggiano voci,e si sente odore di forti cambiamenti.Dopo le regionali vedremo cosa accadrà.

    Se Fini dovesse uscire dal Pdl,si sancirebbe il fallimento del Partito Unico di centrodestra.Un pò come il fallimento del Pd quando è uscito Rutelli.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Fini non ce la fà!

    Citazione Originariamente Scritto da NoZ Visualizza Messaggio
    Parere mio.
    Proprio perchè ci sono le elezioni Fini potrebbe risparmiarsi queste sparate,soprattutto ora dopo gli eventi ed i pastrocchi degli ultimi giorni.
    Sicuramente l'amico Gianfranco ha digerito male l'ingresso nel governo della Santachè,e questo è stato il suo fendente sparato dritto dritto a Silvio.Aleggiano voci,e si sente odore di forti cambiamenti.Dopo le regionali vedremo cosa accadrà.

    Se Fini dovesse uscire dal Pdl,si sancirebbe il fallimento del Partito Unico di centrodestra.Un pò come il fallimento del Pd quando è uscito Rutelli.
    Si perchè l'articolo quotidiano di Feltri da cinque o sei mesi a questa parte non è una provocazione per il Presidente della Camera, vero?
    Fare per Fermare il Declino
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Fini non ce la fà!

    Ma Fini non aveva un partito suo?
    E perchè si è svenduto per un piatto di lenticchie?
    E, soprattutto, perché si lamenta adesso?
    Fornero, t'ho vista piagne mentre m’ammazzavi, e me so' commosso... Vorei ricambia’ er favore. Mori, e vengo a piagne ar funerale tuo.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Fini non ce la fà!

    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    di V. La Manna

    Non rinnega nulla, ci mancherebbe.
    Non dice che è pronto a fare le valigie, figuriamoci.
    E neppure annuncia di voler creare un nuovo partito, ipotesi che non sembra stare in piedi.
    «Solo per il momento», però, secondo i soliti maligni azzurri.

    Gianfranco Fini in ogni caso si sbottona, deluso magari da aspettative che non vede realizzate.
    La sua premessa, che non contempla il termine «amore», parte da lontano:
    «Avendo contribuito a fondarlo, sono affezionato al Pdl».
    Anche perché «mi sono assunto la responsabilità di consegnare al giudizio della storia 50 anni di vita nazionale, cominciando con l’Msi sino ad Alleanza nazionale».
    Periodo in cui «non eravamo alla canna del gas e An aveva percentuali a due cifre», ma «ci siamo presi la responsabilità di dare vita ad un nuovo soggetto politico perché credevamo nel bipolarismo, nell’alternanza e nell’europeismo».
    Fin qui, la cronistoria.
    «Ma se mi si chiede se il Pdl mi piace, così come è adesso - aggiunge - la risposta credo l’abbiano capita tutti, non c’è bisogno di ripeterla». Per chi non l’avesse compresa, è «no».

    Per carità, non è mica l’unico a pensarla così. E in parte, seppure con altre motivazioni, anche Silvio Berlusconi vorrebbe dargli una bella sterzata, dopo le Regionali, pur considerandolo sempre un «punto di forza» e non certo di debolezza.
    Tanto da continuare a classificare sotto la voce «politichese», di cui «nemmeno mi occupo», i distinguo di Fini.
    Anche per questo, l’affondo del presidente della Camera - in parte simile a concetti già espressi - lanciato stavolta da Oristano e ben avvertito a Roma, desta perplessità.
    Nella sostanza e nella forma, visto che arriva nel bel mezzo di una difficile campagna elettorale.
    Lo si comprende pure dal tenore della replica di Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati e convinto berlusconiano:
    «Il disagio per certe occorrenze nel Pdl non è più una prerogativa del presidente della Camera. Da buon soldato, dico che anch’io avverto, per ragioni evidentemente diverse da quelle di Fini, un disagio crescente per la piega degli eventi». E poi, «nel galateo malfermo della politica non è prevista la gratitudine. Ma neppure è contemplato l’obbligo dell’ingratitudine o del calcio dell’asino».

    Ma torniamo al cofondatore del partito unico, che prosegue così la sua analisi:
    «Il Pdl ha commesso degli errori perché è nato da poco. Ha necessità di unire e omogeneizzare esperienze diverse, perché si sono mescolate tre congiunture diverse. Questa prima fase si deve considerare di rodaggio iniziale non di routine».
    E poi, «non è una caserma, ma non deve essere neppure un’anarchia».
    In ogni caso, fa notare il ministro e coordinatore Ignazio La Russa, quando Fini afferma che vorrebbe un Pdl migliore «non credo si riferisse alla presentazione delle liste. Tutti vorremmo un Pdl più bello e più forte, però accontentiamoci», visto che «in pochi mesi ha vinto tutto ed organizzativamente è posizionato in tutte le città d’Italia».
    Tra l’altro, «anche questa vicenda delle liste dimostra che si può fare di più e meglio con il tempo».

    L’intervento della terza carica dello Stato, in Sardegna, prosegue sui binari riforme, immigrazione, pensioni. Ma è il suo giudizio sullo stato di salute del Pdl ad animare il dibattito interno.
    «A Fini non piace? Credo che ognuno senta la necessità di migliorarsi sempre, ma non possiamo dimenticare quanto di buono fatto fino ad oggi», è il commento di Maurizio Lupi, ex Forza Italia, vicepresidente della Camera.
    Va giù duro invece Giancarlo Lehner. «Ci si prende e ci si lascia - fa notare il deputato -.
    A Fini non sta più bene il Pdl e la rivelazione mi accora; tuttavia, anche a me all’inizio piacque Gianfranco, mentre ora, confesso, lo sento distante e lontano dai miei valori. Insomma, non mi piace più, né punto né poco».

    preso dal ilgiornale del 03 03 2010

    saluti
    Qua sei tu che non ce la fai... pensavo avessi imparato a inserire i link, ho visto che l'hai fatto, perchè allora continui a inserire articoli senza link cambiando il titolo?

    Tra l'altro lo stesso Giornale continua a riportare nei titoli in virgolettato frasi inventate...

    comunque... no link, titolo inventato, post chiuso...
    Ultima modifica di famedoro; 03-03-10 alle 15:02
    Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".

    Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".

 

 

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