Cacciari attacca il governo e Prodi
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"La sinistra radicale vaneggia e mente sapendo di mentire. E' una delle cause della disfatta elettorale". Il sindaco di Venezia Cacciari attacca l'Unione: è contro il Nord. Prodi? Non racconti barzellette, è finito come Berlusconi. E annuncia: "Non andrò a fare il prezzemolo nel comitato per il Pd".
Perché al Nord l'Unione ha perso in modo così netto?
"Il Centrosinistra non ha assolutamente compreso la struttura sociale, economica e culturale di queste regioni. Si è sempre confrontato con il Nord in termini o vacuamente predicatori o addirittura di contrapposizione".
Un giudizio pesante...
"Già, manca proprio nel Centrosinistra la cultura in grado di comprendere e rapportarsi con il Nord".
Però Prodi ha detto che il Nord è importante...
"Beh... meno male che è importante (ride)".
Perché finora non lo è stato per il premier?
"Si vede che fino a questo momento non aveva colto l'importanza del Nord. Ma non diciamo barzellette, c'è un deficit proprio storico e culturale del Centrosinistra, che nelle regioni settentrionali è sempre stato minoritario. E invece che attenuarsi, malgrado gli sforzi di qualche anima bella, questo deficit è andato incancrenendosi".
Chi ha commesso l'errore principale? Il partito democratico?
"Ma nemmeno esiste il partito democratico... Quest'anno di governo ha pesato moltissimo".
Un esempio?
"La Finanziaria completamente sbagliata".
Eppure Fassino è di Torino...
"Nel profondo Nord Torino, come Venezia, è un caso a parte. Il problema è il Nord".
Sembra che vogliano farla entrare nel comitato promotore del partito democratico. E' pronto all'ingresso?
"Adesso? Ora?".
Certo...
"No. Sono disposto a fare il partito democratico del Nord, assolutamente autonomo e soltanto federato al Pd nazionale. Sono disposto solo a operazioni chirurgiche che si rendano veramente conto della gravità della situazione".
Un no secco...
"Non andrò a fare il prezzemolo all'interno di comitati fatti da altri. Non ero e non sono disponibile".
Come giudica la forte avanzata della Lega?
"Sale perché non è più un partito di governo. E' chiaro che le forze estreme all'interno della Casa delle Libertà hanno più spazio, più voce e si muovono più liberamente".
Il Carroccio è stato premiato perché ha puntato molto sull'immigrazione?
"No, no. Se non fosse stata l'immigrazione sarebbe stata un'altra cosa. E' un dato meramente fisiologico. Essendo all'opposizione, le forze di protesta e di movimento hanno più spazio".
E Berlusconi? Politicamente non muore mai...
"Mah... non è che Forza Italia sia andata brillantissimamente".
Però è risalita rispetto alle Politiche...
"Il problema non è più Berlusconi, anche se avesse preso il 70%".
Cioè?
"L'epoca di Berlusconi è certamente finita".
Quindi che cosa succederà nel Centrodestra?
"E' difficile dirlo. La situazione è simile a quella del Centrosinistra".
Ovvero?
"Finita la fase del grande leader, grande tra virgolette, sarà dura trovare il successore".
Michela Brambilla?
"Ma non so neanche chi sia la Brambilla... per favore, non scherziamo".
La sinistra radicale incolpa il partito democratico per la sconfitta elettorale. Ha ragione?
"Sta vaneggiando. Uno dei fattori che ha portato a questo risultato sono proprio i condizionamenti e i veti posti continuamente al governo dall'ala radicale della maggioranza. Vedi i Dico, il blocco della riforma delle pensioni e tanti altri temi, tra cui la politica estera. La sinistra radicale sta semplicemente vaneggiando".
Però Giordano, Diliberto e Pecoraro Scanio attaccano...
"Mentono sapendo di mentire. Perché sanno benissimo che sono una delle cause di questa disfatta elettorale. Il Centrosinistra ha avuto in quest'anno di governo come immagine fondamentale il condizionamento della sua ala estrema. Come hanno pesato negativamente durante l'esecutivo Berlusconi i diktat della Lega, è evidente".
E quindi quale spazio per Mastella e Di Pietro?
"Speriamo che siano nell'esecutivo per fare cose buone e per mettersi d'accordo con i democratici riformisti al fine di cercare di spostare l'asse del governo verso un autentico programma di riforme che interessi anche il Nord, vedi federalismo".
Chi il maggior responsabile della sconfitta elettorale?
"Ce ne sono tanti. E' una sconfitta che viene da lontano e che ha cause storiche e profonde. La colpa è di tutte le forze riformatrici della sinistra che da anni, almeno da una generazione, non colgono i cambiamenti e le esigenze delle regioni settentrionali".




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