Processo a Saddam di Esteban Uyarra

Baghdad, 30 dicembre 2006: sono le prime luci dell’alba quando la condanna a morte decretata dall’Alto Tribunale iracheno nei confronti di Saddam Hussein per l’eccidio di Dujail viene eseguita. All’interno di un luogo simbolico, uno dei numerosi centri utilizzati dal deposto regime per torturare i dissidenti, l’ex Rais è impiccato. Costruito su immagini ed interviste esclusive, il documento, è la testimonianza di tutte le fasi del processo: le udienze iniziali, le strategie dell’accusa e della difesa, il cambio dei giudici – ritenuti troppo sodali a Saddam – l’assassinio degli avvocati difensori, le reazioni del popolo – che segue il processo in televisione – la presenza continua nel “back stage” di un team americano ad assistere la Corte irachena. Tra colpi di scena, irregolarità palesi, voglia di giustizia e desiderio di pace, il processo arriva al suo inevitabile epilogo.


Revolution.com di Manon Loizeau

Le “rivoluzioni in guanti di velluto”: Serbia 2001; Georgia 2003; Ucraina 2004; Kirghizstan 2005. Quattro scenari identici: a ridosso delle elezioni, movimenti studenteschi apparsi dal nulla occupano le piazze gridando ai brogli elettorali. Colori simbolici e computer portatili sostituiscono la violenza e le armi. Nel giro di pochi giorni, regimi al potere da decine di anni – e, nel caso di Georgia, Ucraina e Kirghizstan, governi satelliti di Mosca - vengono rovesciati. Tramite il racconto delle rivoluzioni in Georgia e Ucraina e la cronaca in tempo reale di quella in Kirghizstan l’inchiesta analizza strategie e tecniche, rintraccia reti e connessioni che stanno alla base di queste rivoluzioni democratiche. La formula della rivoluzione non violenta, ispirata al manuale di Gene Sharp From Dictatorship to Democracy viene messa in atto attraverso un enorme spiegamento di mezzi: stage, seminari, pubblicazioni e video. Dietro le quinte il governo americano che fornisce logistica, strumenti e, soprattutto, finanziamenti.