
Originariamente Scritto da
gianni g.
Non contenti d' aver cavalcato l' ignobile linciaggo mediatico ai danni di Visco, ora i caporioni della CDL provano a passare all' incasso andando a bussare al Quirinale. Dopo le offensive parole di Berlusconi
("andrò dal Presidente ma non mi aspetto un granché, è uno dei loro"), oggi è stato il gauleiter della Padagna a chiedere a Napolitano di mandare il Paese alle urne perché "lo vuole la gente" e di Fini, il quale chiede un governo istituzionale che attui una riforma elettorale per tornare subito a votare.
Strumentalizzazioni allo stato puro, mirate sopratutto agli incerti che ancora non hanno deciso per chi votare ai ballottaggi.
Il Trio monnezza sa bene che un Presidente della repubblica non può sciogliere il parlamento contro la sua volontà. Nessuno può sciogliere le Camere quando dispongono di una maggioranza. L' unica cosa da fare è batterla, dimostrando che non è più tale. Mercoledi prossimo il Trio ne avrà l' occasione. Fino ad allora lascino in pace Napolitano.
Un' ultima annotazione per chi si è lamentato della disparità di trattamento tra Speciale e Visco, il primo licenziato in tronco il secondo solo temporaneamente sospeso. Mentre i ministri la fiducia la ottengono dal parlamento, e quindi mercoledi prossimo sarà eventualmente il parlamento a revocarla a Visco e a tutto l' esecutivo, i comandanti della GdF la ricevono da un governo. Cosi fu anche nel caso di Speciale, il quale ottenne la fiducia dal governo Berlusconi. Non vedo dunque alcuna scorrettezza istituzionale, alcuna emergenza democratica se un altro governo ha deciso di togliergliela.
http://gianniguelfi.ilcannocchiale.it