Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Io, licenziato dall’Ansa

    Direttore Pierluigi Magnaschi, l’estate scorsa l’Ansa per prima diffuse in rete la notizia dell’imminente trasferimento dell’intera gerarchia della Guardia di finanza di Milano. Erano passate da poco le 22 del 16 luglio 2006: lo scoop aprì un durissimo scontro politico.
    «E determinò anche il mio licenziamento».

    Scusi?
    «Il mio licenziamento da direttore dell’Ansa, avvenuto, non senza difficoltà (perché molti soci erano contrari) alla fine di novembre 2006, è dovuto alla pubblicazione, da parte dell’Ansa, della notizia che il viceministro Vincenzo Visco aveva chiesto la decapitazione del vertice della Guardia di finanza di Milano».

    Direttore, sta avanzando delle accuse gravi di ingerenza dell’attuale governo sulla prima agenzia di stampa italiana.
    «Io mi limito ai fatti. E che il mio licenziamento sia proprio connesso al caso Visco-Gdf lo dimostrano i fatti».

    Queste sono valutazioni personali.
    «No, perché oltre ai fatti ebbi la conferma anche da diversi leader politici della maggioranza. A suo tempo mi hanno riferito che il mio licenziamento era dovuto a quella pubblicazione».

    Ma scusi l’Ansa mica è di proprietà di Palazzo Chigi o del governo. Mica possono chiedere la testa del direttore dell’agenzia per uno scoop non gradito. E poi lei lasciò l’agenzia per raggiunti limiti d’età.
    «Guardi non diciamo fesserie e torniamo ai fatti».

    Ovvero?
    «Subito dopo la pubblicazione degli avvicendamenti della Guardia di finanza di Milano, notizia che era vera e verificata, il presidente dell’Ansa, Boris Bianchieri, 77 anni, scoprì improvvisamente che, cinque mesi prima, avevo compiuto 65 anni e quindi dovevo andare in pensione».

    Non è previsto nel contratto come il Corriere?
    «Il contratto non lo prevede tassativamente ma lo consente solo come opzione. Ma non è finita. Biancheri, in pubblico, aveva precedentemente e ripetutamente lodato la mia direzione e aveva detto che i bravi professionisti sono una risorsa e con essi l’età non conta. E in privato, sia pure alla presenza di altre persone, alla vigilia della sua ultima conferma triennale come presidente dell’Ansa, avvenuta alla fine del 2005, Biancheri aveva chiesto il mio sostegno perché la nostra, disse lui “era una squadra vincente”».

    Insomma, era dalla sua parte...
    «Subito dopo la pubblicazione della notizia sulla Gdf ha cambiato radicalmente parere».

    Certo che può apparire curioso che lei rivolga questa denuncia di ingerenza proprio oggi, no?
    «Infatti, per me la situazione era chiara già dal luglio scorso quando iniziò l’operazione che si concluse a novembre con il mio licenziamento.
    Ma mi mancava la cosiddetta prova del nove, prova che ho avuto proprio in questi giorni leggendo i verbali dei generali della Guardia di Finanza, riannodando fatti che mi erano sfuggiti».

    Altro Magnaschi non vuole aggiungere. Ma la ricostruzione dell’ex direttore dell’Ansa è una sequenza destinata a sollevare nuove polemiche. Riepiloghiamo i fatti: il 16 luglio 2006 l’Ansa, con Magnaschi saldo alla direzione, trova la notizia dei trasferimenti e azzeramento della gerarchia di Milano della Guardia di Finanza. L’indiscrezione viene raccolta, come spesso accade, in contemporanea sia dalla redazione di Milano sia da quella di Roma.
    È domenica. Partono le verifiche. Che trovano le prime conferme. I cronisti dell’agenzia chiedono di prassi una replica al ministero dell’Economia. Ma al dicastero preferiscono il silenzio. A questo punto il take ovvero il lancio d’agenzia viene diffuso, in tarda serata.
    Dopodiché, secondo il verbale del comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale, Visco infuriato chiede al numero uno della Gdf una immediata smentita della notizia. Ma il comando generale si attarda e spinge il viceministro a diffondere un proprio comunicato.
    L’indomani esplode il caso politico che irrita il presidente del Consiglio e lo stesso Visco. E le manovre, denuncia ora Magnaschi, per colpire nientemeno che il direttore dell Ansa, la prima, più autorevole e indipendente agenzia di stampa nel nostro Paese.

    gianluigi.nuzzi@ilgiornale.

    saluti

  2. #2
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    finalmente qualche epurazione di Prodi.

    Ed ora sotto con Belpietro.

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Così il governo impedì lo...

    ....scoop edell'Ansa

    Il 16 luglio 2006 il ministero dell’Economia cercò di impedire che uscisse il lancio dell’Ansa sul trasferimento degli ufficiali della Guardia di Finanza di Milano. Lo sostengono fonti diverse all’interno della prestigiosa agenzia, raggiunte da Il Giornale. Era la serata di domenica. Da giorni la notizia, un autentico scoop, era in corso di verifica da parte della redazione di Milano, che aveva raccolto le prime indiscrezioni sulla vicenda. Poi si affiancò anche la redazione Interni della capitale. Come talvolta accade diversi cronisti dell’agenzia si misero a lavorare insieme a caccia di conferme. Che trovarono.
    «Non pubblicate»
    L’Ansa giustamente decide di sentire il dicastero di Vincenzo Visco e Tommaso Padoa-Schioppa per raccogliere la reazione.
    Probabilmente, entrano in contatto con l’ufficio stampa. Ma da piazza Mastai arriva una doccia fredda: non pubblicate niente perché non è vero.
    La posizione rallenta l’uscita dell’agenzia. Ma le verifiche incrociate smentiscono la tesi politica. Che fare? Di fronte alla certezza che l’Ansa sarebbe comunque uscita il ministero sceglie il silenzio. Così alle 22.19 viene lanciato il primo dispaccio con i tre asterischi riservati alle notizie importanti e in esclusiva. Ecco: «Unipol, azzerati i vertici Gdf della Lombardia (...) in relazione alla vicenda delle intercettazioni telefoniche sul caso Unipol». Inizia una notte senza fine, l’indomani il durissimo scontro politico.

    Una notte di passione
    Trentun minuti dopo, alle 22.50, uno dei più stretti collaboratori di Visco, il generale Zanini cerca il comandante generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale. Secondo quanto ricostruito proprio da quest’ultimo a verbale: «Mi ha riferito della notizia Ansa e che in proposito Visco sollecitava da parte mia una immediata smentita alla notizia, con riferimento alla sua connessione alla vicenda Unipol». Passano 30 minuti. «Alle 23.20 sono stato ricontattato nuovamente da Zanini che mi ha chiesto di accelerare l’uscita della smentita alla notizia Ansa nei termini di cui sopra». Speciale tentenna. Passano quattro minuti e alle 23.24 viene diffusa la notizia di una lettera del procuratore della Repubblica di Milano, Manlio Minale, inviata nei giorni scorsi a Speciale proprio per ricevere chiarimenti sulla vicenda. Altri otto minuti e questa volta alle 23.32 Visco rompe gli indugi e decide di smentire «categoricamente qualsiasi riferimento al caso Unipol». La notizia? «Un falso costruito ad arte»
    Ricordare quanto accadde assume rilievo. Soprattutto ora: si scopre infatti che il direttore di allora Pierluigi Magnaschi venne licenziato per aver lanciato in rete quella notizia sui trasferimenti della Gdf della Lombardia. Legandoli alla vicenda Unipol.

    «Normale cambio»
    L’intervista di Magnaschi al Giornale di ieri, con la denuncia di esser stato licenziato in relazione alle notizie su quei trasferimenti provoca reazioni e imbarazzi. In un comunicato il Cdr dell’Ansa «condanna qualsiasi tentativo di trascinare l’agenzia sul terreno dello scontro politico». Interviene anche il presidente dell’agenzia Boris Biancheri. «In nessuna seduta del comitato esecutivo o del Cda - afferma - in cui la sostituzione di Magnaschi è stata discussa, o in nessun contatto da me avuto con singoli soci né con esponenti di governo o di forze politiche è mai stato toccata la vicenda Gdf o di notizie date dall’Ansa al riguardo».
    Biancheri parla di «sostituzione» basata sulla «valutazione dell’attività professionale in vista di un’esigenza di rinnovamento e ammodernamento della stessa». E aggiunge che venne «presa in considerazione» ad aprile 2006. Non si sa dove, quando e con chi ne parlò, visto che non si trova traccia, almeno nei verbali del comitato esecutivo tenuti prima dello scoop di luglio.
    A stridere con la ricostruzione di Biancheri anche la precedente assemblea dell’Ansa per il rinnovo dei vertici. Il vicepresidente Mario Ciancio Sanfilippo si complimentò in pubblico con l’intera dirigenza: «Approviamo per acclamazione l’incarico al vertice dell’agenzia che merita tutto il nostro plauso perché, quando entrò in servizio, trovò un’Ansa sull’orlo del tracollo, pronta a portare i libri in tribunale oppure a vendere il suo unico e prestigiosissimo asset, la cinquecentesca sede che si trova vicino al Quirinale. Dopo solo due anni di cura riuscì a portare i bilanci in attivo».

    gianluigi.nuzzi@ilgiornale.it

    Saluti

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Curiosità

    A torto o a ragione, Giorgio Napolitano si è sentito tirare per la giacchetta a proposito dell’incredibile caso che ha per protagonisti il viceministro Vincenzo Visco, che si è visto ritirare la delega relativa alla Guardia di Finanza, e il generale Roberto Speciale, defenestrato da un momento all’altro in un clima degno di una commedia dell’assurdo di Ionesco.
    E così il presidente della Repubblica ha voluto mettere i puntini sulle i.
    Una nota del Colle ha precisato che «è improprio coinvolgere la presidenza della Repubblica in polemiche su materie che non corrispondono ai suoi poteri costituzionali».
    E, alla domanda di un giornalista nei giardini del Quirinale in occasione del 2 giugno, ha dichiarato: «Si tratta di decisioni prese dal governo nella sfera delle sue esclusive competenze e attribuzioni: pretendere di tirare in ballo il Presidente della Repubblica in materie che non corrispondono ai suoi poteri costituzionali è improprio».

    Spiace dirlo, perché nutriamo il massimo rispetto nei confronti del capo dello Stato, ma le cose non stanno precisamente così.
    Certo, sul ritiro di una delega a Visco da parte del ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, il presidente della Repubblica non ha da far valere alcun potere.
    Ma che non abbia nessuna voce in capitolo, non si può assolutamente sostenere.
    Infatti Napolitano ricorderà che cosa affermò il presidente della Commissione dei 75, Meuccio Ruini, nella relazione all’Assemblea costituente presentata il 6 febbraio 1947.
    Ecco le sue parole: «Il Presidente della Repubblica non è l’evanescente personaggio, il motivo di pura decorazione, il maestro di cerimonie che si volle vedere in altre Costituzioni».
    No, «egli rappresenta e impersona l’unità e la continuità nazionale, la forza permanente dello Stato al di sopra delle mutevoli maggioranze. È il grande consigliere, il magistrato di persuasione e di influenza, il coordinatore di attività, il capo spirituale, più ancora che temporale, della Repubblica».
    Ecco, proprio così. È il grande consigliere, il magistrato di persuasione e di influenza.
    Nella sua famosa opera intitolata The English Constitution , che Francesco Cossiga si vanta di tenere sul suo comodino, Walter Bagehot non sostiene cose molto diverse quando traccia i poteri della Regina Vittoria.
    Scriveva che «il sovrano, in una monarchia costituzionale come la nostra, ha tre diritti: quello di essere consultato, quello di incoraggiare e quello di mettere in guardia».
    Ora, è mai possibile che, su una questione tanto delicata come quella di Visco, il Quirinale abbia fatto come le tre scimmiette: non abbia sentito, non abbia visto e soprattutto non abbia parlato discretamente all’orecchio di un presidente del Consiglio, sia pure sordo come una campana?
    E se invece il Quirinale ha fatto sentire la sua autorevole voce, sia pure come mero «consiglio», in quale conto è stata tenuta dal governo e in specialissimo modo dall’accoppiata (attenti a quei due!) Padoa Schioppa-Prodi? Stentiamo a credere che il Colle se ne sia lavato puramente e semplicemente le mani come un Ponzio Pilato qualsiasi.
    Ma la tesi del presidente Napolitano è ancor meno convincente per quanto riguarda la sostituzione del generale Speciale.
    Dopo tutto, il decreto di nomina del suo successore è stato firmato proprio dall’inquilino del Colle. È ben vero che si tratta di un atto formalmente presidenziale e sostanzialmente governativo.
    Ma in tale genere di atti il capo dello Stato ha doppiamente voce in capitolo.
    Per cominciare, può mettere in guardia il governo da provvedimenti precipitosi che non hanno a lume di logica giustificazione alcuna.
    E poi può rinviare al mittente il provvedimento qualora ravvisi dei vizi formali o sostanziali.
    E nel caso specifico ci troviamo in presenza di un atto che fa a pugni con il buongoverno.
    Si è detto che quella di Napolitano è una presidenza saggiamente interventista.
    Perciò ci duole che proprio in questo caso abbia ritenuto opportuno vestire i panni del notaio.
    Che, come un ambasciatore, non porta pena.

    paoloarmaroli@tin.it

    -----------
    Personalmente, come cittadino semplice e amante della Patria, avrei gradito sapere chi tra i contendenti è il bugiardo.
    Il Generale o il vice-ministro.
    E mi pare assurdo che questa assolutamente legittima curiosità non abbia “interessato” il Capo dello Stato.

    saluti

  5. #5
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    ma se lo scoop dell'ansa è del luglio 2006, come mai lo scooop del giornale sulla stessa notizia è del maggio 2007?


  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    ma se lo scoop dell'ansa è del luglio 2006, come mai lo scooop del giornale sulla stessa notizia è del maggio 2007?

    -------------------------------

    Vedi di sbronzarti dopo aver postato, coglione; tanto non imbrogli nessuno.
    Non solo la notizia venne pubblicata su il Giornale, ma vennero pure presentate in Parlamento interrogazioni sull'argomento, come quella di M.Gasparri di AN.
    Coglioni e bugiardi, cioè in pratica impresentabili.
    Tutti nascosti dietro al "dito".

  7. #7
    Forumista senior
    Data Registrazione
    08 Nov 2012
    Messaggi
    4,746
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    -------------------------------

    Vedi di sbronzarti dopo aver postato, coglione; tanto non imbrogli nessuno.
    Non solo la notizia venne pubblicata su il Giornale, ma vennero pure presentate in Parlamento interrogazioni sull'argomento, come quella di M.Gasparri di AN.
    Coglioni e bugiardi, cioè in pratica impresentabili.
    Tutti nascosti dietro al "dito".
    Perchè lo chiami coglione ? E' solo uno che obbedisce ad ordini , non portaborse .

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da gfieramosca Visualizza Messaggio
    Perchè lo chiami coglione ? E' solo uno che obbedisce ad ordini , non portaborse .
    ------------------------------
    Non solo ha votato Prodi questa volta, ma è pure recidivo.
    Quindi "coglione doppio".
    Ma non voglio dargli troppa importanza.
    Domandina: se il generale Speciale fosse veramente colpevole di qualcosa pensi che lo avrebbero "promosso" a più alti incarichi?
    E che Visco, innocente, avrebbe accettato di dimettersi dalle "deleghe" sulla GdF?

    saluti

 

 

Discussioni Simili

  1. SMS: Sei licenziato !
    Di Moro1944 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 89
    Ultimo Messaggio: 05-09-08, 19:55
  2. Licenziato!!
    Di danko (POL) nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 25-08-08, 23:13
  3. dall'ANSA di oggi: "Pensieri antimoderni"
    Di margini nel forum Destra Radicale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 10-04-08, 18:39
  4. Direttore ANSA licenziato
    Di bianconero (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 92
    Ultimo Messaggio: 09-07-07, 16:22
  5. ultime dall'ansa
    Di diabolicus nel forum Destra Radicale
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 06-07-06, 15:05

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito