
Originariamente Scritto da
Il cittadino X
No, caro presidente Prodi, il paese da cui lei ha ricevuto molto, troppo, tutto, non è impazzito.
Non è neanche accettabile che lei sputi nel piatto nel quale mangia a quattro ganascie da sempre, accusando l'Italia e gli italiani di essere impazziti.
Non è serio, non è rispettoso del ruolo che lei ricopre, non è rispettoso del popolo che lei (pre)tende di amministrare.
Male, molto male, tra l'altro.
Non è serio che lei, per arrivare al governo del paese, abbia scatenato una campagna d'odio personale contro il suo alter ego, l'allora presidente Berlusconi.
Non è serio che lei si lamenti oggi di essere interrotto quotidianamente nei suoi interventi pubblici dai no-gobal, quando era sempre leri che li aizzava e incoraggiava contro Berlusconi.
Non è serio che lei, per non dover prendere coscienza del fallimento politico che rappresenta questo suo governo scandaloso, svolazzi a nostre spese in lungo ed in largo per il mondo: stia seduto alla nostra scrivania a lavorare per noi, questo è un suo dovere.
Non è serio che lei abbia sostenuto moralmente e politicamente la parte politica che raffigurava un carabiniere in servizio di ordine pubblico a Genova ed in pericolo di vita, come un soggetto socialmente pericoloso, ed abbia contribuito a far assurgere a eroe un povero folle dal nome Giuliani, a cui lei ha consentito che si intitolasse una sala del parlamento italiano, e che tentava l'omicidio di un carabiniere in servizio di ordine pubblico.
Non è serio che lei ed il presidente Napolitano, siate gli artefici della stagione degli indulti e delle amnistie che conduce oggi, 200 sostenitori del terrorismo, a contestare pubblicamente l'articolo 41/bis che riguarda le condizioni di carcere duro per i carcerati particolarmente pericolosi. Perchè se voi testimoniate di indulgere sempre e comunque, allora chiunque si sente autorizzato a violare la legge in questo paese.
Non è serio che quei 200 sostenitori siano arrivati a salutare e sostenere la pluriomicida e terrorista Desdemona Lioce, senza subire neanche una carica da parte delle forze dell'ordine, sostenendo essi, la tesi del terrorismo giusto.
Non esiste un terrorismo giusto.
E soprattutto non è giusto che lei sia ancora al governo di questo paese.
Io l'accuso di aver tradito il suo mandato elettorale.
Io l'accuso di aver omesso l'attuazione del programma di governo per il quale lei ha ricevuto la delega elettorale.
Io l'accuso di essere stato l'artefice originario del malcontento che agita il paese, dell'odio, della rabbia, che in ogni momento, insorgono ad ogni angolo.
Io l'accuso di essere lei, la principale causa della grave crisi politica ed istituzionale che impedisce a questo paese di punire chi sbaglia e di premiare chi adegua il proprio comportamento alla legge ed alla morale attraverso la diligenza del buon padre di famiglia.
In ultimo, io l'accuso di aver, attraverso la sua scellerata politica estera, sottratto all'Italia ed agli italiani, la copertura militare dei nostri alleati NATO, che, attraverso le parole del segretario generale della NATO, avvertono l'Italia che essa è fuori dallo scudo anti-missile dell'alleanza atlantica.
Per queste e tantissime altre ragioni comprovabili, le chiedo di rinsavire e di dimettersi immediatamente, prima di procurare all'Italia ed agli italiani, altro male ed altro ingiusto danno.
Faccia quello che deve, presidente Prodi, o si prepari a restare nella storia di questo paese, come il punto più basso e scellerato mai raggiunto dal premier di un governo nazionale.
Il cittadino X