Ecco il quotidiano attacco del capo dell'opposizione: vuole uno "SCIOPERO FISCALE".

Perchè lo vuole? Non c'è bisogno di alcuna spiegazione, credo.

Ciò premesso però è interessante notare la scoperta dell'ennesima voragine culturale del capo dell'opposizione: stavolta in punto di storia, di diritto e di fatto.

Mi spiego in sintesi:
- storicamente allo sciopero vengono chiamati i lavoratori, normalmente dipendenti. Ma in questo caso i dipendenti hanno ben poco da scioperare, in quanto il prelievo fiscale coatto avviene a monte.
- il "diritto allo sciopero" è contemplato sia nelle norme (diritto dei lavoratori, per esempio, ma lo stesso "regolamento", regola appunto lo sciopero), sia dagli usi (ove consuetudo est servanda, è un concetto immagino alieno ad uno "spirito libero" come quello del capo dell'opposizione).
- chi sciopera, si prepara a non incassare per quel periodo (di non-lavoro). In questo caso di fatto, lo scioperante non esborserebbe, invece di non incassare. Un paradosso? Ma perchè le affermazioni del capo dell'opposizione se non sono puttanate possono essere dei paradossi o no?

Ed infine, ipotizziamo che gli italiani aderissero in massa, come peraltro al tempo del precedente governo fecero, avallati dall'alto del Ministero dei Condoni. Avrebbero almeno il diritto di indicare chi dovrebbe "NON INCASSARE". E chi meglio del capo dell'opposizione che a tal sciopero sobilla?

Dunque ci sta bene l'attacco, ma vorremmo anche la precisazione: "VOI NON PAGATE, IO NON INCASSERO'".

informauro