La Repubbblica, 2 GIUGNO 2007
di GIUSEPPINA PIANO
L´"ambasciata" romana di Palazzo Marino era stata chiusa dal sindaco Albertini
La locazione costerà 7.500 euro al mese. E poi ci saranno arredi e personale
L´opposizione: "Non era affatto necessario, poniamo anche in Comune la questione dei costi della politica"
Contratto di sei anni per l´affitto di una sede di rappresentanza vicino al Parlamento e ai ministeri
Il Comune apre un ufficio di rappresentanza a Roma. Una necessità per avere una base, vicino a Parlamento e ministeri, dove seguire i tanti dossier aperti con il governo. E dove poter tenere incontri (anche riservati) nelle trasferte istituzionali. Almeno questo si sono detti, ieri, Letizia Moratti e i suoi assessori dando il via al contratto d´affitto della sede nella capitale. In sei anni costerà, solo di canone di locazione, 545mila euro. E dall´Unione subito attaccano: «Anche in Comune è sempre più necessario discutere dei costi della politica, l´ufficio non serviva». Quell´ufficio è «utile e necessario», è invece la granitica certezza della giunta Moratti per la vetrina romana.
Un ufficio di rappresentanza che la giunta Moratti ha deciso di aprire, ieri, senza un minimo dubbio di alcun assessore. Al secondo piano di uno stabile signorile in largo Dè Ginnasi 2. Posizione strategica a pochi metri da largo Argentina, e a due passi da tutti i palazzi romani del potere, Montecitorio e Palazzo Madama, Palazzo Chigi e ministeri vari. Ma anche vicinissima «a piazza Del Gesù», sospirava ieri in giunta l´assessore Mariolina Moioli, ricordando i bei tempi della Democrazia cristiana. O a via del Plebiscito quartier generale forzista, computavano gli azzurri. Insomma, una sede di rappresentanza comunale nel cuore della politica romana. Il contratto d´affitto durerà sei anni, a partire da ieri, con una spesa di 67.600 euro per questo pezzo di 2007 e poi un costo complessivo dal 2008 al 2013 di 478.180 euro. Fatta una media strettamente matematica, dunque, sui 7.500 euro al mese. Solo d´affitto. L´ufficio di rappresentanza, si presume, poi dovrà essere arredato e mantenuto anche con del personale.
In realtà non è la prima sede di rappresentanza che da Palazzo Marino decide di aprire a Roma. Ce l´aveva in tempi non sospetti la giunta leghista di Marco Formentini, allergica alla romanità per definizione, dalle parti di piazza Santi Apostoli. Gabriele Albertini se la trovò in eredità. Ma decise di chiuderla alla scadenza del contratto d´affitto: «Spesa inutile», tuonò l´ex sindaco. Lasciando Roma e rinunciano all´«ufficio di rappresentanza».
Ma a Roma oggi torna Letizia Moratti. E non è l´unica, perché la Regione Lombardia di Roberto Formigoni, ad esempio, una sede romana ce l´ha da anni e anni. Non la Provincia, che quando ha qualche incontro e faccenda istituzionale da sbrigare nella capitale si appoggia agli uffici dell´Upi, l´Unione delle provincie d´Italia. Anche i Comuni hanno il loro network, che si chiama Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e ha sede a Roma in via Dei Prefetti. E quello finora, in questo primo anno di mandato, anche Letizia Moratti ha usato come base per le sue trasferte istituzionali nella capitale.
Adesso, si cambia. E dall´Unione subito criticano. Marilena Adamo, capogruppo dell´Ulivo, ad esempio: «Con le note difficoltà del bilancio comunale, con l´indignazione dell´opinione pubblica e il dibattito sulla necessità di ridurre i costi della politica, perché non chiedere ospitalità alle sede romana della Regione Lombardia? È sempre più necessario aprire una discussione sui costi della politica anche a Palazzo Marino». E «nell´era dell´informatica non c´è proprio bisogno di un ufficio di rappresentanza a Roma per il Comune di Milano», continua Basilio Rizzo, della Lista Fo, insistendo anche lui sulla tesi che «visto che la Regione Lombardia ha già un ufficio a Roma era meglio per il Comune fare una multiproprietà e dividersi le spese». Critiche che fanno sbottare Ombretta Colli, assessore comunale alle Periferie. Che alle contestazioni replica: «Ma vadano a fare i conti alle Regioni rosse, piuttosto. Che un Comune come Milano abbia un ufficio a Roma è il minimo. Un ufficio è utile e comodo». Utile, e necessario, l´ha definito anche ieri il sindaco Moratti presentando la cosa ai suoi assessori nella settimanale seduta di giunta. Ricordando come da sindaco lei a Roma debba continuamente andare a incontrare ministri e sottosegretari. E tutti gli assessori hanno concordato: l´ufficio di rappresentanza ci vuole, per un Palazzo Marino che cerca una politica di pressing e attivismo su Roma.